La fine del 2021 si conferma come periodo d’oro per il rap italiano, infatti tra novembre e dicembre oltre agli acclamati album di Marracash e Guè, esce anche (per la precisione il 10 dicembre) il terzo episodio della saga Dead Poets di Dj Fastcut.
Ovviamente stiamo parlando di un prodotto più “underground” e dedicato ad un pubblico più selezionato, ma la saga iniziata da Dj Fastcut nel 2016 con il primo volume, è entrata a pieno diritto nella storia del rap italiano diventando una sorta di pietra miliare del genere.
Anche il terzo capitolo della saga non delude le aspettative, sempre tanti gli ospiti e tante le riconferme degli ospiti “storici” come Wiser, Sgravo, Murubutu e altri… e alcune graditissime novità sulle quali spicca il nome di Caparezza presente in un pezzo completato da Poche Spanne (la crew di Mattak) e Roy Paci.
A proposito di Mattak, in Dead Poets III si ricompone la magica coppia tra lui e Murubutu, già autori del piccolo capolavoro “Narciso” presente proprio nell’ultimo album di Mattak. Anche in questo caso i due danno prova della loro capacità nello storytelling nel pezzo “Sindrome di Stendhal”. Speriamo di sentirli ancora insieme in futuro.
Un altro “esordiente” tra i Poeti Estinti è Clementino, che porta la sue energia nel pezzo “Parla piano” con Willie Peyote; pezzo scelto da Fastcut come primo singolo.
Per il resto, davvero tanto buon rap e anche tanto scratch a condire le 17 tracce che formano la tracklist di questo succosissimo album. Personalmente mi sento di segnalare anche “Ripasso di storia” dove Principe caccia una strofa da antologia, schierandosi contro il fascismo con un livello di knowledge oltre la media.
Si potrebbero descrivere traccia per traccia tutte le 17 perle che vanno a formare questo lavoro ma come sempre la cosa migliore da fare è mettere in play e godersi il viaggio in compagnia dei Poeti Estinti e del direttore d’orchestra: Dj Fastcut.

