Sicuramente avrete saputo che è uscito il primo album ufficiale di Mattak, dal titolo “Riproduzione vietata”.
Un album attesissimo perchè negli ultimi anni il rapper svizzero è riuscito a crearsi una nutrita fan base che va matta per il suo modo di fare rap, ricco di incastri, giochi di parole e con una metrica eccezionale. Si era quindi creato un hype esagerato attorno all’uscita del suo album, fomentata anche dalla sua recente partecipazione al noto format Real Talk dove Mattak aveva portato un pò delle sue barre.
E a quanto pare l’uscita dell’album, lo scorso venerdì 25 giugno, non ha deluso le aspettative. Sui social si sono davvero scatenati i suoi fan che lo hanno riempito di complimenti, ma non solo i fan, anche i colleghi e gli addetti ai lavori si sono inchinati allo strapotere di Mattak al mic, props anche da Guè Pequeno su Instagram.
Ma a fare i complimenti ad un album apparentemente perfetto sono capaci tutti. il difficile è trovare qualcosa di sbagliato, un errore, una nota stonata… Ed è quello che trattiamo in questo articolo. Analizzando attentamente l’album di Mattak ho trovato almeno 5 cose che non vanno bene, quindi non è proprio esatto dire che siamo di fronte ad un lavoro impeccabile.
1. Niente autotune
Nell’album Mattak non usa uno strumento divenuto ormai fondamentale per la produzione di musica rap e trap: l’autotune. Questo è molto limitante perchè con l’autotune, oltre a correggere i difetti della voce, si possono anche emettere suoni strani tipo skkk e simili, che piacciono molto ai giovani e quindi questo errore di Mattak non gli permette di “agganciare” il pubblico dei giovanissimi. Gli studi di registrazione dovrebbero avere l’autotune inserito di serie con un cicalino che avvisa quando è spento, un pò come le cinture di sicurezza sulle macchine.
2. Il feat. con Murubutu
Questo è un errore piuttosto grave e grossolano per un rapper ormai esperto come Mattak. Avendo a disposizione un featuring con un big, scegliere Murubutu è un suicidio mediatico. Un professore, con anni di insegnamento alle spalle, i cui testi vengono presi come esempio per realizzare tesi universitarie, che ha dedicato il suo ultimo album ad un canto della Divina Commedia di Dante, quale valore aggiunto può dare al tuo album? Soprattutto unito ad uno stile completamente diverso come quello di Mattak che, notoriamente se la cava con gli incastri ma non è in grado di fare storytelling… da questa unione non può certo nascere un pezzo degno di nota.
Sarebbe stato più opportuno un featuring ad esempio con Rkomi, che avrebbe compensato la quantità di rime complessive del pezzo, rispetto a quelle di Mattak. O magari con una di quelle nuove leve che hanno il nome che assomiglia ad una serie di Netflix, come Villabanks ad esempio… peccato, un occasione persa.
3. Nessun video
Mi risulta che non sia uscito nessun video in contemporanea all’uscita dell’album. Ma se non fai un video, come fa la gente a vedere che hai il macchinone, la collana d’oro e i vestiti firmati? Mattak deve sicuramente iniziare a lavorare maggiormente sull’immagine e meno sulle rime, ormai considerate superflue per fare successo “nel jet set del rap” (cit.).
Questo in realtà è un problema facilmente risolvibile, il video può essere anche di scarsa qualità l’importante è che siano ben visibili i soldi (anche falsi) il macchinone (può essere noleggiato) e possibilmente anche qualche dente d’oro che non guasta mai.
4. Hype / Marketing
Ormai lo sanno tutti, l’hype è più importante del prodotto stesso per cui si crea. In questo Sfera Ebbasta insegna… i livelli di hype per l’uscita dei suoi album sono sempre alle stelle, tramite accurate campagne di marketing infatti i suoi manager sanno sempre creare un attesa incredibile, che puntualmente scoppia in una bolla di sapone quando finalmente l’album esce e ci si rende conto che in realtà non è un granchè.
Mattak, probabilmente per inespierenza, ha fatto l’esatto contrario: non ha saputo manipolare a dovere gli ascoltatori con gli strumenti di marketing, in più quando è uscito l’album era davvero bello. Inaccettabile.
5. Donne nei ritornelli
Mattak ha anche dimostrato di non saper ascoltare i consigli dei suoi “colleghi illustri”. Infatti già nell’album Santeria, la coppia d’oro Marracash & Guè Pequeno provavano ad avvisare che per passare in radio devi avere il ritornello interpretato da una cantante italiana. Per andare proprio sul sicuro Marra in seguito si è addirittura fidanzato con una cantante italiana.
Fedez insegna che non per forza bisogna andare a prendere la super figa della situazione, basta Orietta Berti e Radio Deejay ti stende il tappeto rosso. Dai, ci è arrivato anche Inoki con Noemi…
Invece Mattak cosa fa? Non solo non invita nessuna cantante italiana famosa a cantare il ritornello, ma l’unica donna dell’album ovvero Marteena, rappa addiruttura due strofe.
Tutto ciò è perfettamente inutile, lo sanno tutti che le donne nelle canzoni rap devono cantare i ritornelli.

Potremmo andare ancora avanti ma ci fermiamo qui, nonostante questi non trascurabili errori Mattak ha fatto un buon lavoro. Ma era doveroso evidenziare quegli aspetti negativi dai quali magari il rapper di Lugano potrà trarre insegnamenti per migliorare in futuro.
Mattak – Riproduzione vietata. 25 giugno 2021
