Tormento è stato il mio idolo adolescenziale. Ai limiti dell’isterismo e del tributo. Tant’è che quando ho provato a fare il rapper ero evidentemente una copia uscita male. Ma male male.

Sono andato a tutti i concerti dei Sottotono a Milano, dal Rolling Stone in giù. Ma anche a Torino, all’Hiroshima, fino ad arrivare al palazzetto di Novara.
Ho chiaramente tutti i dischi, ma anche i mixtape dell’Area Cronica. Da All Star Game a Tha Family a Winter Shit, per non dire Nel Vortice vol.1,2,3,4.
Non credere, ho anche tutti i dischi da solista. Da Il mio diario a Dentro e fuori passando per El Micro.

Alcune chicche dai tempi delle cassettine (non solo firmate Area Cronica)
Alcune chicche dai tempi delle cassettine (non solo firmate Area Cronica)

Tormento è stato il mio idolo, fino a quando non son cresciuto ed è diventata una persona di interesse. L’ho cercato per tutti i miei lavori, anche quando non c’entrava una mazza. A volte penso che ho fatto dei lavori solo per poterlo contattare. Quando lavoravo in TV l’ho intervistato, quando lavoravo in Università ho organizzato un workshop solo per averlo come ospite (e io insegnavo Matematica eh…), ho inserito dei riferimenti a lui e alla sua musica sia in Non è un Paese per bamboccioni che in Università e Puttane, i miei libri.

Anche qui su Hano, uno degli articoli più letti della mia rubrica partiva da Torme. Addirittura un giorno parlando con Antonio, Direttore di Sto Magazine, si era pensato di fare una trasmissione insieme di approfondimento dal titolo provvisorio Sto Collection e la puntata pilota che gli ho girato si chiamava: 2001, Odissea Sottotono.

Tormento è stato il mio idolo adolescenziale (che poi abbiamo pochi anni di differenza, ma si sa, da ragazzi gli idoli sembrano sempre grandissimi e lontanissimi), poi una persona di interesse, ora un amico mi verrebbe da dire. Sicuramente una delle persone con cui  mi piace confrontarmi in questo magico mondo del rap, quando capita di incrociarsi nel vortice dei viaggi che questa vita ci impone.

Ma allora perché chiedo scusa?

Perché mi sono convinto che questa non è una storia di passione, ma di ignoranza.

La gente parla perché è ignorante.
La gente pretende perché è ignorante.
La gente chiede perché è ignorante.
La gente si arrabbia perché è ignorante.

L’ignoranza può essere scusata, ma bisogna esserne consapevoli.

Mi sono accorto di avere in casa In Teoria, l’ultimo album ufficiale dei Sottotono. In versione tarocca. Comprato su una bancarella, masterizzato insomma. Era il 2001, un’era pre Spotify, pre YouTube, pre Napster, pre Internet praticamente. C’erano ancora i CD e grazie ai computer non ci si faceva più le cassettine ma ci si masterizzava i CD e, se non avevi sbatti (o un amico col disco originale…), te li compravi a pochi euro sulle bancarelle.
Era il 2001 e io stavo supportando il mio gruppo preferito. Sì, quello pensavo, mentre mi ascoltavo Mezze verità sul mio lettore CD con dentro il mio bel CD tarocco.
Invece no.
Il mio gruppo preferito stava morendo, mentre io mi ascoltavo Spirituality sul mio lettore CD con dentro il mio bel CD Tarocco.
Ancora oggi considero Discorsi inutili uno dei miei pezzi preferiti, più che altro mi da molta carica e lo uso spesso per auto esaltarmi.

Ho pagato per quel pezzo? No.
Mi manca la passione? No.
E allora? Allora, sono stato ignorante. Ero ignorante.
All’epoca non avevo capito che comprare il CD su una bancarella era un danno per l’artista. Anzi, ero convinto di supportarlo.

Oggi quella bancarella è diventata molto più grande. La musica è percepita come gratis. C’è chi è capace di lamentarsi per Whatssapp a 0.99, figurati se pagano per un disco.
Va bene. Ma dobbiamo esserne consapevoli. Non possiamo andare da un artista a insegnargli come deve vivere, che musica fare, che artisti supportare, senza prima farci la domanda “Ma noi cosa abbiamo fatto per lui?”, anzi “Cosa stiamo facendo per lui?”.

Una selezione di un po’ di roba varia degli ultimi 20 anni della carriera di Tormento
Una selezione di un po’ di roba varia degli ultimi 20 anni della carriera di Tormento

Aver comprato un album nel 1994 non basta.
El Micro de Oro è stato un disco che tutti abbiamo richiesto per anni, poi è arrivato e di 4000 copie distribuite ne son tornate indietro 4000 (fonte: Tormento alla presentazione di un libro di un amico comune).

Lo sfogo di Tormento di questi giorni è legittimo. Perché non parla al cuore della passione, ma alla testa di chi ignora. E magari non lo sa, proprio perché ignora.
Un circolo vizioso che porta l’artista a sentirsi un po’ in colpa, un po’ frustrato. Invece di supportarlo, lo mandiamo in sbattimento.

Io quando è uscito Dentro e Fuori sono andato a vedere il live al Black Hole a Milano. Non era il Rolling Stone, certo, e non c’era nemmeno tutta quella gente.
Però quello era, in quel momento storico, il modo per supportare il mio artista preferito.
E se decide di fare le serate con Max Brigante o propsare Rkomi, a me va bene.  E sto zitto.
Questo è il mio modo, oggi, di supportare il mio artista preferito.

Tu cosa hai fatto?
Prima di parlare o pretendere, pensaci.

Non essere ignorante, non lo sei.

Sarebbe troppo facile.

Un vinile che ho comprato è mai potuto ascoltare, non avendo mai avuto il giradischi....
Un vinile che ho comprato è mai potuto ascoltare, non avendo mai avuto il giradischi….