Soundtrack: Non gioco più 

Ci risiamo. Ogni tot, qualcuno sbuca dal suo guscio pronto a fare il paladino del vero hip hop.

Ho visto alcune Instagram Stories di Tormento e mi sono accorto che c’è chi riesce a fare incazzare anche la persona più buona di Babbo Natale. Tramite messaggi in Direct, Tormento è stato accusato per essersi fatto influenzare dalla musica dei ragazzi di oggi e per essersi lasciato andare a questa nuova ondata a causa dell’attuale scarso appeal del suo sound. Come se non bastasse, il tipo in questione ha pure chiesto rispetto per essere un suo ascoltatore di vecchia data. Secondo questo pseudofan, Tormento non può esternare delusione verso i suoi fan, perché sono loro ad averlo portato in alto. Torme non ci sta, sbotta e dà le sue più che giuste “buone motivazioni” (lo so, questa è per pochi).

«Non lascerò mai che le bugie ed ogni accusa tua mi butti giù»

Vista la situazione, ragioniamo per punti:

  • Partiamo dal presupposto che ognuno è libero di fare le proprie scelte, soprattutto se le sue decisioni investono la sfera economica privata;
  • Considerate le ineccepibili motivazioni a supporto della sua tesi, quello che dice Torme è la sacrosanta verità. L’arte non si sostiene con l’aria fritta, se un artista ti appassiona compri la sua musica tramite i dischi, i live o gli streaming, non con le invettive per un cambio di rotta artistico, ma qui c’è anche chi si lamenta del blocco della versione craccata di Spotify, quindi non pretendo che il discorso sia palese per tutti;
  • “Hai proprio ragione, bro, il mio pubblico mi ha reso quello che sono. Se oggi pago ancora i debiti de “El micro de oro” è grazie al mio pubblico. Se pago oggi i debiti di “Dentro e Fuori” è grazie al mio pubblico”, sono alcune parole di Tormento, dove “debiti” è di facile associazione ai costi economici per la produzione dei due dischi. Infatti, il booklet dell’album in collaborazione con Primo Brown riporta come produzione il Rugbeats Sound riguardo Primero e lo Skunky Funk Music per Torme, ciò significa che il disco è stato autoprodotto, zero recording budget da una qualsivoglia label, cosa che non posso dire per il suo ultimo disco da solista in quanto la produzione dovrebbe essere della Thaurus Music, ma non dispongo di dati certi riguardo le spese di questo progetto. Generalmente, si stima che la realizzazione di un disco per delle solide realtà non in major abbia un costo che si aggira sui 50mila euro, cifra che può salire in base al progetto. Ora, senza fare i conti in tasca a nessuno, mi piacerebbe sapere se l’aria fritta remuneri l’investimento;
  • Avete fatto morire il mio amico così, ma non farete morire anche me, brutti bastardi!“, già, il suo amico aveva espresso in maniera precisa cosa voleva dai fan dicendo: «C’è la crisi, dite, però i soldi per le droghe, per ubriacarvi, per andare sotto a un treno ce li avete sempre, poi rompete il cazzo a noi sui profili dove scrivete “Dov’era? Dove non era?”. Devi cacciare i soldi, comprare “El micro de oro” e andartene a fare in culo, fondamentalmente, è questa la storia»;

  • Anziché creare fazioni e fare sterili polemiche, possiamo supportare anche da casa. Come diceva il suo amico: «Visto che molti nostri fan, miei fan, in passato fino ad oggi si lamentano del fatto che un certo tipo di rap non è abbastanza diffuso, cercano sempre il fazionismo, “Ma quelli che stanno al mainstream? Perché ci stanno loro? Ci dovreste stare voi”, a me mi sembrano tutti discorsi sterili, perché se vuoi supportare un progetto lo fai coi tuoi mezzi, da casa, coi tuoi soldi, quei pochi che c’hai, ti vai a documentare sulle cose nuove, vieni ai concerti invece di guardarteli su YouTube»;

  • Il rap è lo specchio della società, se lei cambia lo fa anche il rap. Questo cambiamento investe anche i mercati, incluso quello della musica. Nel marzo di quest’anno, Spotify ha reso noti i gusti musicali secondo l’età analizzando la sua stessa piattaforma, il risultato ha restituito un forte interesse dei giovani verso la trap e il rap tendente al pop. Secondo altri dati, la fascia 16-24 anni è quella che consuma più musica legale online. Inoltre, all’interno di quest’ultima statistica, il 65% di loro crede che gli artisti debbano essere ricompensati per la loro creatività mentre il 62% fa acquisti musicali fisici e/o digitali. Detto questo, al netto dei suoi gusti personali, non vedo il dolo di Tormento nel supportare la nuova scena;
  • A esclusione di casi sporadici e personali, come in “Di Tormento ce n’è uno” o in “Puzza di fighetta”, non ricordo che Tormento abbia mai parlato male di qualcuno. Lui propsa, sostiene e diffonde quello che gli piace. Dov’è il problema nel farlo? Questa domanda mi piacerebbe porla a chi insinua che lui approfitti della notorietà altrui;
  • Tormento è sempre stato un innovatore della musica, lo era già dai tempi dei Sottotono. È passato dal boom bap al canto, dal funk al soul, ascoltate la sua discografia per credere;
  • Parlare male della generazione successiva alla propria è ormai un cliché. Chiunque dovrebbe ascoltare e capire chi ha di fronte, a prescindere dall’età. Bisogna concepire prima di giudicare, soprattutto se ti rapporti con qualcuno diverso dai tuoi canoni. Thinking outside the box, dicono gli americani. Ciò non vuol dire condividere quello che fanno gli altri, significa comprendere che esiste qualcosa discorde dai propri canoni e accettare che si vada su due binari differenti. La musica, in particolare, può essere veicolo di messaggi positivi così come può meramente intrattenere, allo stesso modo può rappresentare abitudini considerate socialmente negative così come può veicolare un’emozione. Bisogna analizzare ogni contesto e capire se farne parte o meno. Infine, una persona tra i trenta e i quarant’anni, a mio dire, non dovrebbe sputare sentenze sui giovani, anzi quell’età dovrebbe dargli la maturità necessaria a migliorare la prossima generazione.

Tutto cambia se cambi tu, solo se cambi tu / So che non è facile / Vuol dire cambiare modo di pensare, agire, mangiare / So che è molto più comodo restare a guardare / Prende male, qui è tutto da rifare, allora meglio iniziare / Tu cosa sai fare? Tu cosa vuoi fare?

Questo è il mio pensiero scaturito dalle parole di Tormento. Per me, lui è sempre stato fonte di ispirazione per imparare e per sviluppare un pensiero criticamente costruttivo, ma ho cercato di argomentare il più possibile proprio per non essere di parte.

Seppelliamo le asce di guerra e godiamoci la musica che reputiamo di valore e che ci fa stare bene.

«Un brindisi ai giovani e a chi non gli crede
In Italia ognuno prende a calci in culo il proprio erede»

Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock. Cogito ergo scrivo su Hano a.k.a. Tutto quello che scrivo è riconducibile solo e soltanto al mio pensiero anche quando differisce da quello degli altri Hanengers.