Leggi il Testo Spigoli Drone126. “Spigoli” è una canzone di Drone126 featuring Ugo Borghetti & Franco126. Spigoli lyrics

Spigoli” è una canzone che parla di emarginazione e malessere giovanile. Uno sguardo spietatamente realista su una notte qualunque di una vita caotica e tormentata, che attraverso la poetica di Ugo Borghetti assume i tratti di una turbolenta epopea nel disagio esistenziale di un individuo che ha voltato le spalle alla società. È la ballata di un lupo solitario che tenta di rimanere a galla nella tempesta dei propri impulsi, come una bottiglia di peroni sballottolata tra le acque del Tevere.

Testo Spigoli Drone126

Quando sei rimasto senza sentenza, senza benza
Con in tasca l’ultima esca
Con nessuno che te cerca
Co’ l’occhi gonfi pe’ l’erba
A domenica a firma’ ‘n caserma (ACAB)
Dimmi quanto costa stare insieme
Acqua alla gola e tasche piene
Do di matto dopo quattro Ceres (glu glu)
Non torno a casa da tre sere
Fumando rocce dentro a ‘n garage co’ du’ cilene
Quelle giornate dove voglio solo il caballo
Quelle giornate dove sottolineo ogni sbaglio
Amicizie perse pe’ ‘n grammo
S’è fatto giorno in mezzo a ‘sti vicoli
Continuo a sbatte’ la testa contro spigoli
Continuo a spaccame cervello e fegato co’ Subutex e Rivotril
Vivo savage senza limiti
Lei parte, non sa quando torna
I flash del suo culo stretti in una minigonna
Sogna un futuro a Londra

Lancio una birra al Tevere, scompare tra la schiuma
E lascio al vento un altro strappo di una Rizla lunga
Mi racconto una scusa tanto ce n’ho sempre una
Che poi arrivo sempre ch’è già orario di chiusura
Giuro che non lo so perché
Ci ricasco, è più forte di me
Butto i soldi alle slot e ‘ste
Giornatacce in una sala bet
Mo’ che non ci sei te

Devo stare clamo
Sono stanco e sto fatto
Ripariamoci dalla pioggia sotto l’arco
Quel tatuaggio sulla coscia mi fa diventare pazzo
Ho solato più di qualche pacco al parco
Ho bevuto più di qualche Campari cor Vichingo e Franco
‘Sti soldi che c’ho in tasca
Non mi risolvono il macello che c’ho in testa
C’ho sempre lei in testa
Sordi in tasca e occhi spillati a fine d’a festa
Ancora a chiamiamo Marcella
Fumando mandarini vista mare con in casa una serra
Faccio il morto a galla da anni in mezzo a merda
Cammino per casa tipo un matto
Ne ho già stappate un paio e fumate più de quattro
Oggi voglio lascia’ fuori tutto da ‘ste quattro mura
Lei è nervosa e fuma, sul divano mezza nuda
E non vuole sentire nessuna scusa
Il tuo rapper preferito fatto a pezzi in un sacco di iuta

Lancio una birra al Tevere, scompare tra la schiuma
E lascio al vento un altro strappo di una Rizla lunga
Mi racconto una scusa tanto ce n’ho sempre una
Che poi arrivo sempre ch’è già orario di chiusura
Giuro che non lo so perché
Ci ricasco, è più forte di me
Butto i soldi alle slot e ‘ste
Giornatacce in una sala bet
Mo’ che non ci sei te

Testo Spigoli Drone126