Fabio “Sker” è un ragazzone che ho avuto il piacere di conoscere personalmente e con cui ho condiviso qualche murata, quindi quale migliore occasione di farlo conoscere anche a voi, cari lettori di Hano?
Writer di esperienza ventennale si è tenuto fedele alla linea del graffito “tradizionale” portando l’evoluzione delle sue lettere e la colorazione dei suoi pezzi ad un livello eccellente, come potete vedere dalle foto in questa pagina.
Vi lascio alla chiacchierata con Sker, e alle immagini. Buona lettura.

– ciao Fabio, da quanto tempo dipingi e in quale zona operi e con quali realtà sei entrato in contatto nel tuo lungo percorso?

Ho iniziato con consapevolezza questa avventura nel 1997, nella provincia di Milano, l’anno prima tracciando il primo pezzo assieme ai miei amici e compagni di scuola avevo innescato il ‘Big Bang’ che ancora dopo più di venti anni mi fa vivere e parlare ancora di questo, mi fa stringere tutt’ora nuove amicizie e mi fa viaggiare per scrivere ovunque il mio nome!

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– Cosa pensi dell’ambiente attuale dei graffiti, cosa è cambiato rispetto ai tempi in cui hai iniziato?

Quando ho iniziato io nella seconda metà degli anni novanta i graffiti li vedevo sui treni che prendevo per andare a scuola, se guardavo fuori dal finestrino i lungolinea colorati mi davano la carica e mi trasmettevano energia positiva, mi ispiravano, poche fanzine erano il mezzo per conoscere la scena fuori dalla mia zona, per sapere cosa combinavano i writers all’estero, fuori da quello che era il mio vivere il writing nella provincia milanese che comunque già in quegli anni era in espansione e mi ritengo davvero fortunato ad essere cresciuto in un posto come Milano dove molti writers e molte crew spaccavano con lo stile veramente ai livelli!! Cos’è cambiato da allora? … molte cose, i media ne parlano, l’avvento di internet e dei social da visibilità immediata e quindi un nome a chiunque prenda in mano uno spray, la tag ha una maggiore visibilità in un tempo che puó essere veramente breve! Un tempo dovevi dipingere moltissimo per far girare bene il nome, per far si che la tua tag fosse conosciuta, ora basta spararti un bel ‘throw up’ nel garage di casa con bandana ‘teschiata’ e buttarla sui social per essere al top della figaggine, il writer più ‘cattivo’….. a mio parere l’emozione di vedere dal vivo girare i propri lavori fatti con sacrificio e sbattimento, vederti passare davanti un bel end 2 end fatto al freddo la sera prima con la tua crew ha un qualcosa di emozionante ed impagabile che solo chi lo vive, chi l’ha vissuto puó comprendere.

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– Dicci un pò dei tuoi viaggi all’estero, quanto pensi sia importante viaggiare, per un writer ma anche a livello personale?

Mi è sempre piaciuto viaggiare ed esplorare posti nuovi, nuove città, ho dipinto molto anche all’estero, ho bellissimi ricordi di esperienze fatte in città come Istanbul, New York, Parigi, Berlino, Amsterdam e molte molte altre città in tutta Europa in cui ho incontrato grandi persone, grandi amici e grandi writers!
Viaggiare per me è importante, mi arricchisce, è una passione, al di là del viaggiare per dipingere, mi piace girare e scoprire usi e costumi, tradizioni e diversi stili di vita.

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– Dimmi del tuo rapporto con il rap e con la musica in generale, so che hai anche girato un video con Ensi giusto?

Ascolto rap dal 1995, ho anche scritto qualche testo e a livello di crew abbiamo registrato in studio un pezzo, destinato peró solo a noi e alla nostra cerchia di amici. Posso dire che è grazie ad esso che mi sono avvicinato alla cultura Hip Hop, ancor prima di scegliermi la tag e iniziare a dipingere, ascolto anche molti altri generi, non è difficile sentirmi pompare in macchina dance anni ’90, come il rock oppure reggae; ma posso affermare, cuffiette all’orecchio, che il rap è la colonna sonora delle mie giornate, da decenni!
Ho ospitato Ensi nella mia hall of fame in provincia di Milano, in occasione della puntata sul writing della sua ‘Freestyle Roulette’, occasione in cui io, Zor, Slog e Beps abbiamo dipinto una murata che ha fatto da scenografia per il suo video.

– Cosa pensi del fenomeno della “street art”? Pensi abbia rubato un pò la scena ai graffiti tradizionali?

Premetto che scindo completamente il writing, disciplina che pratico, dalla street art che mi limito solamente a volte ad osservare, conosco e mi capita di scambiare opinioni con gli street artist, alcuni di loro hanno comunque iniziato dipingendo lettere, alcuni li considero veramente grandi artisti, a volte rimango affascinato da opere di street art, ma mi limito solo a fare da spettatore in questo. Per quanto mi riguarda faccio writing, evolvo lettere che compongono il mio nome, e ogni tanto le affianco a qualche figurativo, stop. Non penso abbia rubato la scena ai graffiti tradizionali, sono sempre stato dell’idea che la ‘Sciura Maria’ ovviamente apprezza il disegno fatto bene, rispetto ai graffiti, le scritte spesso vanno decifrate, richiedono più tempo, con il wildstyle ‘se capis nient’, mentre l’impatto che ha un disegno, un simbolo, un figurativo su una persona è immediato e il concetto arriva prima a chiunque, profani e non.

– Nella tua esperienza di writer a quale disciplina ti sei affezionato di più… hall of fame, bombing, altro? Hai mai provato altre tecniche, che so..dipingere su tela, stampe ecc…?

Fin da ragazzino ho sempre fatto bombing, perchè è la situazione in cui l’adrenalina entra in circolo, perchè imponi il tuo nome, il tuo onore, metti alla prova il tempo di esecuzione e in questo, testi dove riesci ad arrivare e ció che puoi fare, ma le hall of fame, le giornate con gli amici, progettare murate a tema con mille colori in tutta tranquillità le adoro, mi rilassano e mi permettono di evolvere il mio stile, dal bozzetto su carta al muro. Ho incorniciato gli ultimi sei mesi in cui ho dipinto in hall of fame con un video dal titolo ‘Don’t Stop’ prodotto, girato e montato dal Mastro Nias nella sua ‘bat caverna’ a.k.a. Ouroboros.
Dipingo anche su tela, ho partecipato ad alcune esposizioni collettive, anche se in progetto ho qualcosa di personale. Dipingo su tela mixando varie tecniche, gli ultimi lavori che ho fatto sono a pennello con i colori acrilici.

– Dulcis in fundo, dicci tutto del progetto “Tecnicah”, in cosa consiste e cosa avete fatto di bello?

‘Tecnicah’ è stata un’esperienza interessante e stimolante, durata più di due anni, un collettivo formato da me, L2e, Nias, Fine e Tacs. È partito tutto da un’idea di L2e di creare il ‘gioco’ della Tecnicah, che prevedeva l’estrazione di quattro lettere dell’alfabeto che poi andavano tracciate sul muro bianco con un solo spray nero a disposizione nel tempo limite di 300 secondi in cui il writer tirava fuori il meglio che riusciva improvvisando lettere che non componevano la sua tag, non una gara, ma un sano confronto, un mettersi in gioco, e questo era solo ‘l’aperitivo’ di quello che poi si creava attorno di volta in volta, dove bastava un muro messo a disposizione da chi ci invitava e si formava poi una vera e propria jam, con sottofondo musicale e a volte anche con MC’s e breakers. Siamo stati chiamati ad organizzare Tecnicah in alcune regioni italiane e in un paio di occasioni anche in Germania e in Irlanda del nord. Abbiamo conosciuto realtà nuove e nuove generazioni di writers, diverse situazioni, diverse lingue ma la stessa fotta e passione per l’Hip Hop e soprattutto per il Writing!!