Soundtrack: Crown

Per diverso tempo non ci sono state novità da parte di MezzoSangue, poi, il mese scorso, lo stesso artista ha annunciato la pubblicazione del nuovo disco. Era il 23 febbraio ed esattamente il 23 marzo il disco è uscito. Il ventitré non è un numero casuale per Mezzo così come nulla è lasciato al caso in “Tree – Roots & Crown”, il terzo album del rapper romano.

«Io non sono voi. Io sono Mezzosangue»

In tutti i suoi lavori sono presenti riferimenti e citazioni sfruttando anche la numerologia e anche quest’album non è esente. Infatti, per il nuovo progetto, si parte dall’osservazione dei numeri già dalla sua data di pubblicazione. Come scritto sopra, il ventitré è un numero importante per MezzoSangue in quanto richiama la sua data di nascita ovvero il 23 gennaio 1991. Mezzo aveva già sottolineato il particolare legame con questo numero con il video di “Verità”, la tredicesima traccia contenuta in “Soul of a Supertramp”, nel quale compare la scritta “Ogni 23esima lettera” al minuto 0:54 che rimanda lo spettatore a congiungere ogni ventitreesima lettera del testo al fine di comporre la frase latina “Vi veri veniversum vivus vici”, dell’occultista Aleister Crowley, che tradotta significa “Con la forza della verità, da vivo, ho conquistato l’universo”. Inoltre, l’album è uscito a marzo che è il terzo mese dell’anno ed è anche il terzo progetto ufficiale del rapper, ma il numero tre risalta altresì nella struttura dell’album. Infatti, i due dischi si compongono di nove tracce ciascuno, numero che enfatizza il numero tre essendo nove il suo multiplo e anche la parola “Tree” rimanda visivamente al numero tre. Inoltre, il progetto è stato disegnato sul paradigma dell’albero, difatti il titolo tradotto è “Albero – Radici & Chioma” dove il rapper rappresenta il tronco come anello di congiunzione che forma il trittico, che richiama ancora una volta il numero tre, similmente ai concetti freudiani Es, Io e Super-Io grazie al quale l’artista esterna contenuti inconsci, razionali e censura(n)ti.

«Ombre guardano la chioma ma non sanno le radici quanto vanno giù»

Il prospetto musicale bicefalo si articola in una contrapposizione teoricamente pragmatica per la quale abbiamo delle prospettive concatenanti.

In “Roots”, la prima parte, si parte da un’analisi esterna comparata con il proprio essere sia come persona sia come artista. Le radici che affondano nella terra si guardano intorno per valutare rispetto a sé stesse il terreno, rappresentante la scena rap, e il nutrimento, inteso come fan base. Musicalmente si esprime con synth, samples e percussioni, delle scelte tecnicamente più classiche rispetto a “Crown” dove le produzioni si articolano su arrangiamenti e composizioni registrati in studio con diversi strumenti come violini, chitarre, basso, batteria e sax per realizzare un crossover tra le sonorità rock e lo stile prettamente rap dell’MC creando un suono ad hoc e originale che si discosta da quanto produce il rap italico. Concettualmente, la seconda parte si fonda su di una concezione intimistica e su quello che l’artista può restituire ai suoi ascoltatori usando come simbolo la chioma con le sue funzioni di trasformazione e di cessione durante la fotosintesi clorofilliana.

Entrambe le parti esplicano le emozioni e le sensazioni di MezzoSangue percorrendo una strada sonora alternativa che si fonda sulle proprie peculiarità. Il suo è conscious rap hardcore che batte come un martello pneumatico e che si discosta dalla scena rap sia nei testi che nei suoni riconoscendo al contempo quello che più lo attira ora tanto quanto nel passato, l’unico featuring di Rancore in “Upside Down” e il riferimento a Primo Brown in “Fuck them fuck rap” ne sono un esempio. Come al solito, Mezzo non si è limitato alla mera scrittura, poiché in ogni brano è possibile notare dei richiami che dovrebbero rimandare alla ricerca e all’approfondimento per adempiere al ruolo comunicativo ed evocativo della musica. In “Tree – Roots & Crown” si spazia dai film più simpatici, come “Men In Black”, alle teorie scientifiche, come l’Olomovimento, passando per la mitologia, come il mito di Giasone e gli Argonauti. Inoltre, non manca la congiunzione con i suoi precedenti lavori grazie a similitudini concettuali presenti in alcuni versi di “Io sono MezzoSangue”, “Capitan Presente” e di “Soul Of a Supertramp” o come quelli presenti in “Umanista” e in “MezzoSangue”. Degno di nota, a mio avviso, è il brano “Crown” la mezza title track che fa da continuum tra le due parti e si differenzia stilisticamente, vocalmente e musicalmente da tutti gli altri brani assolvendo il suo compito di skit che collega le due facce della stessa medaglia. La parte musicale si amalgama completamente a quella vocale stendendo un tappeto preciso per MezzoSangue che dimostra di sentirsi veramente a suo agio e pronto a tornare con un disco tanto atteso quanto complesso.

Dal mio punto di vista, l’unica nota dolente è stata la scelta del primo singolo. Visto il mood del trailer, mi aspettavo una canzone di presentazione diversa, anche se per “Ned Kelly” non si può dire nulla di negativo. Spero che i prossimi singoli siano “Wonderland” e “Destro Sinistro Montante”, un brano intimista e a cuore aperto da un lato e una canzone dal sapore di rivalsa, di motivazione e di carica emotiva dall’altro.

«Scrivere rime per vivere
Scriverle fino a morire,
Descrivere immagini libere
O frasi di stile
Poi scriverle a getto e poi starci le notti a capire
Le rime, lo stile, il concetto complesso da dire»

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Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock. Cogito ergo scrivo su Hano a.k.a. Tutto quello che scrivo è riconducibile solo e soltanto al mio pensiero anche quando differisce da quello degli altri Hanengers.