Dopo anni di “fermo coatto“, finalmente Matteo Fini, il nostro estimatissimo Prof., pubblica il libro dal titolo esemplificativo “Università e puttane“.

Matteo Fini è da oltre 15 anni nel gioco della formazione, pubblica e privata, con particolare attenzione ai metodi e modelli per i processi decisionali. È autore del saggio generazionale “Non è un Paeseper bamboccioni” (CairoEditore) e scrive di urban culture per Hano Magazine. Giocatore di Poker, viaggia appena può.

La storia è (forse) ormai nota: un autore, Matteo Fini, che da oltre 15 anni si occupa di ricerca, didattica e formazione, per anni in Università e oggi nel privato, che vuole scrivere un libro su quello che succede dentro l’Università italiana, lo comunica su Facebook e riceve minacce e diffide.

La notizia si diffonde e le squadre si schierano: il circolino dei professoroni che lo accusano, il plotone dei precari dell’Università e studenti che lo proteggono.

Uniti entrambi dalla stessa situazione: i professoroni che sanno che all’università la meritocrazia non è al primo posto, gli studenti e il multiforme plotone dei ricercatori precari che conoscono la situazione e “tifano” per un romanzo che ha il coraggio di raccontare come stanno le cose

PRIMA UNO SPETTACOLO TEATRALE DI SUCCESSO…

Il libro a dire il vero, neanche esiste o meglio è stato scritto da Matteo, ma non ha ancora un editore. Eppure dalla passione delle persone, dal fatto che la gente prima o poi lo vorrebbe leggere, nasce uno spettacolo teatrale che l’autore porta in giro per l’Italia. Il pubblico cresce e le storie si moltiplicano.

Lo spettacolo racconta il libro, che nel frattempo prende forma, ma soprattutto nasce dalla voglia di raccontare la sua storia: dall’idea letteraria, alle denunce, alle interviste sui giornali, ai commenti e le critiche degli addetti ai lavori, all’amore delle persone che si rivedono, in migliaia, nella storia e nelle battaglie raccontate da Matteo.

Lo spettacolo è un successo e le notizie – sempre attuali – di cronaca fanno il resto. Tant’è che dopo anni il libro, finalmente, c’è.

Serio, divertente, dissacrante, emozionante. I personaggi e le storie accompagnano il lettore attraverso gli approfondimenti e le teorie proposte dall’autore, a volte esagerati, volutamente esagerati.

Ma la verità è che ci si aspetta solo un libro di denuncia e ci si ritrova a leggere anche di una grande storia d’amore. Amore per la didattica, amore per gli studenti, amore per un lavoro troppo importante per essere lasciato in mano a persone che pensano solo al proprio interesse. Senza meriti né competenze.

Il libro ci prova a raccontare la bellezza, le storture, le regole e le paure che muovono il complesso sistema universitario italiano. Un luogo che tutti frequentano, ma che nessuno conosce.

…POI UN LIBRO DI SUCCESSO: TANTE RICHIESTE E DIGITAL STORE IN TILT

Esce a sorpresa il 23 novembre 2017 edito da Priuli & Verlucca, senza annunci, senza promozioni, ma l’attesa enorme fa da lancio tant’è che editore e librerie non son pronte alle numerose richieste e anche i digital store vanno in tilt. Un libro nato sui social, diventato virale grazie ai lettori che prima l’hanno invocato, supportato, condiviso e poi adottato e promosso.

Come dimostrano le centinaia di foto in posa da copertina che l’hanno reso virale già a pochi giorni dalla pubblicazione. Come a voler dire: questo libro lo hai scritto tu, ma dentro ci siamo tutti noi. IL LIBRO

Scarica i primi due capitoli de “Università e puttane” in free download

Compra Matteo Fini “Università e puttane”

Hanno detto e scritto:

Ci sono libri tanto potenti da provocare reazioni extra cartacee nel mondo e libri talmente ininfluenti da passare inosservati anche agli occhi dei parenti e degli amici degli autori. Poi però ne esiste una categoria speciale, che sembra uscita da una di quelle bislacche liste che piacevano tanto a Borges: quelli che riescono ad agire sulla realtà, a far discutere, a far incazzare e a far scatenare reazioni tipiche di chi se la fa sotto dalla paura — ringhiare e attaccare — ma che, in realtà, non esistono neppure, almeno non ancora. Andrea Coccia, Linkiesta “Università e puttane” non vuole essere un’inchiesta bensì l’amara sintesi della sua esperienza lavorativa nel mondo accademico. Si legge con la voracità di chi, pur conoscendo la fine, spera che nel corso della lettura qualcosa cambi lo stato delle cose. Ma l’atto d’accusa dello scrittore è perentorio e non lascia spazio all’ottimismo, supportato com’è in questi giorni da una cronaca ancora più degradante, se possibile, del racconto. Cristina Negro, International Post.

e poi…

Un libro-verità, e pertanto scandalo, che ha indotto baroni e baronetti dei circoli accademici a censurarlo prima ancora che fosse pubblicato e a minacciare querele senza che ci fossero nomi. Eppure “il libro che non c’era, ma che tutti volevano leggere” adesso c’è. Gianluca Veneziani, Libero.

Rassegna stampa recente:
●Linkiesta: “L’università è una puttana, per cambiarla si dovrebbe ripartire da zero”
●ADN Kronos: L’ex prof: “All’università devi venderti come una puttana”
●International Post: Viaggio nel degrado delle università italiane
●L’Espresso: “Altro che merito, è tutto truccato. Vi spiego come funziona dietro la cattedra”

Matteo Fini: Università e puttane" cover
Matteo Fini: Università e puttane” cover

Altro:
http://www.matteofini.it/illibrochenonce/
Contatti e Link utili Sito libro: http://www.matteofini.it/illibrochenonce/
Mail ufficio stampa: book@monkeyboss.it
Contatti Autore: www.matteofini.it
Main Sponsor: GDTL – Goditela, italian streetwear: https://www.goditela.eu/

 

Il libro che non c’era, ma che tutti volevano leggere.Un racconto ambientato nel mondo universitario italiano, protagonista di un monologo teatrale di successo, portato in giro per l’Italia negli ultimi due anni, quasi clandestinamente… Nonostante denunce preventive l’autore inizia a pubblicare alcuni brani su Facebook, crea delle storie e dei personaggi che possano racconta-re la bellezza, le storture, le regole e le paure che muovono il complesso sistema universitario italiano. Un luogo che tanti frequentano, ma che nessuno conosce.Da qui il crescente interesse del pubblico (fatto sia di addetti ai lavori, sia di lettori fuori dagli schemi universitari) e dei media che si appassionano alle storie e ai personaggi, così da scatenare un’ondata di polemiche e discussioni non ancora sopita.Il libro che non c’era, ora e finalmente, c’è.