A fine 2017 ho stilato una classifica dei nuovi nomi che stanno prepotentemente entrando nella scena rap e che avrebbero spaccato tutto nel 2018, tra questi nomi c’erano Decrow, Quentin 40 e Junior Cally tutti e tre rappresentanti della scena romana. Ho chiesto ai lettori di Hano di votare il loro Who’s Next Rap Edition 2018 e la maggioranza ha votato Decrow seguito da Quentin 40 e da Juonior Cally.
La scena romana pare essere sempre più forte e prepotente, a parte i grandi nomi che godono ormai di un meritatissimo successo, come Coez, Gemitaiz, Achille Lauro, DPG, molti sono gli emergenti che si stanno facendo notare a suon di rime e flow innovativi, uno tra questi è sicuramente Decrow, giovane rapper della periferia romana di appena 22 anni. Decrow e il suo collettivo Mh Firm hanno pubblicato tre singoli per il momento “Dimmi”, “Pakistano” e “Riot”, caratterizzati da suoni completamente nuovi che ricordano i cori da stadio, tre singoli che, una volta ascoltati, ti entrano e ti picchiano in testa come un martello e quella voce graffiata di Decrow che è già diventata il suo marchio di fabbrica, tanto da renderlo subito riconoscibile.
Per presentarvi meglio Decrow, il vincitore della prima edizione di Who’s Next Rap Edition 2018, ho deciso di fare due chiacchiere direttamente con lui.

Decrow foto di Daniele Cambria

Intanto presentami il tuo collettivo, so che siete di Roma e che siete numerosi…

“Ciao sono Decrow e il mio collettivo è la MH FIRM, siamo la prima Firm della musica italiana, siamo tutti di Roma e siamo HOOLIGANS pazzi e senza regole!”

In questi ultimi mesi avete fatto uscire quasi un singolo al mese riscuotendo un buon seguito ma eravate già presenti sulla scena, cos è cambiato da un anno a questa parte?

“Da un anno a questa parte è diventato tutto più chiaro, prima cercavo di attirare l’attenzione di una scena e di un contesto già esistente a Roma centro, ma quando poi ho capito che il posto in cui vivo, Acilia, il mio quartiere, e tutta la periferia di Roma sud poteva essere il mio punto di partenza, ho iniziato a lavorare sul mio territorio e ora voglio portarlo più in alto possibile!”

Dopo Dimmi e Pakistano, in Riot c’è tutto il collettivo al completo, continuerete su questa linea?

“Sicuramente ci saranno altri pezzi in tre. Noi non siamo un crew di rapper, siamo una firm vera e propria e dentro la firm ognuno ha il suo compito. Io, Ted Flanker e jBarton siamo i tre artisti solisti, poi c’è Federico Befani che si occupa della parte video, AeGeminus che cura le produzioni musicali, Cuba e Casiraghi si occupano del vestiario per ogni video e a breve “Firm” diventerà una realtà concreta anche da questo punto di vista, infine c’è Mula che è il dj che suona tutti i cori alle serate.
Ognuno di noi ha il suo compito ben preciso, quindi se sentite il singolo di un artista, o di due, o di tutti e tre sappiate che c’è sempre l’occhio e il lavoro di tutti dietro.
A breve uscirà il mio nuovo singolo e vi prometto che questo 2018 sarà una stagione piena di fuoco!

Pare che la scena romana stia prendendo molto piede, penso a te, ma anche a Quentin 40 e Junior Cally, tu che sei di Roma come la vivi questa cosa?

“Io penso che Roma, soprattutto in questo momento storico, sia piena di talenti. Junior Cally lo conosco e lo rispetto tantissimo, Quentin non lo conosco ma spacca. Roma è anche la città più grande d’Italia, è ovvio che ci siano più fiamme. Io sono dell’idea che alla fine premia la coerenza, cioè resta nel tempo solo chi dice il vero, ma soprattutto chi dice e fa qualcosa di nuovo, perché se copi o se sei una montatura la gente se ne accorge a lungo andare. Nel mio quartiere i Gans mi amano perché sanno che possono incontrarmi davvero per le stesse strade in cui escono loro e che parlo di cose che mi appartengono o che mi appartenevano.”

Decrow foto di Daniele Cambria

Fai un tipo di trap un po’ diversa nei suoni e nel rappato rispetto a quella che siamo soliti ascoltare, da dove prendi l’ispirazione?

“Sì la scelta dei suoni deriva dall’unione di quello che ascolto io e la mente pazza degli AeGeminus. Volevamo creare una trap che non parlasse di soldi e di vestiti, ma una trap nostra con suoni da stadio, i nostri brani sono dei veri e propri CORI, se suonassero “Dimmi” o “Riot” in uno stadio non ci vedrei niente di strano, però il genere è derivante dalla trap ed è quella la cosa fica e soprattutto nuova, i nostri suoni accompagnano perfettamente i nostri testi, parlando di certi argomenti abbiamo scelto dei suoni il più giusti possibile per accompagnarli.
Per quanto riguarda le mie influenze, sicuramente la traccia che ho registrato per prima è la mia più grande influenza, nel senso che ascolto molto le mie tracce per capire dove devo migliorare, per il resto, invece, ascolto un po’di tutto, dalla trap tipo Lil Uzi, a Zucchero e Vasco.”

Come definisci la tua musica?

“La mia musica è un coro, un coro di rivalsa per tutti quelli che vengono dalle periferie e dai quartieri. In una città come Roma in cui se sei nato in centro ovviamente sei molto più esposto e facilitato in tutto, io che vengo dalla periferia più lontana, mi sento di dover far parlare delle periferie perché anche quelle valgono e sono piene di talenti. Il mio obiettivo è quello di far parlare i quartieri seguendo l’esempio di Londra, dove ogni quartiere ha la sua Firm che fa parlare di sè”

A chi non ti conosce ancora, quale singolo consigli di ascoltare per primo?

“Sicuramente il primo “Dimmi” perché da lì parte tutto! Un saluto alla redazione di Hano! Un bacio a tutti i miei Gans! A febbraio il nuovo singolo!”

Decrow foto di Daniele Cambria
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Valeria
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.