Il pensiero di Egreen sulla santificazione post mortem degli artisti lo conosciamo tutti, già qualche mese fa durante un’intervista, a tal proposito mi aveva detto: “io credo che la musica non abbia tempo e che se una persona scopre un’artista di tanti anni fa, oggi, va benissimo, io stesso ho scoperto artisti durante il mio percorso che magari prima non conoscevo o non ascoltavo. Quello che mi dispiace è la mistificazione post mortem, io mi ricordo quanto poco avesse venduto il disco “El micro de oro” di Primo e Tormento, eppure oggi sono tutti a santificare il nome di Primo, queste cose andrebbero fatte quando un’artista è in vita e non dopo la sua morte”.

Ieri era l’anniversario dalla triste scomparsa di Primo, che per molti amanti del rap é stato un maestro e un pioniere. Ma dove finisce la passione e il rispetto per un’artista e dove inizia la mercificazione sulla morte di quello stesso artista? É vero che nel periodo crossover in cui viviamo alcuni di noi hanno bisogno di rap, di quello vero, di quel rap con cui siamo cresciuti, ma se Primo fosse ancora in vita, oggi saremmo qui a elogiarlo e a santificare la sua musica? 

Ecco che a tal proposito risuonano ancora una volta severe ma estremamente giuste le parole di Egreen: