15 novembre 2017, Milano Piazza Duomo. Ricordiamoci questa data, perchè quello che è successo ieri entrerà nella storia del rap italiano. Ieri è stato scritto un nuovo capito nella storia di questo genere musicale e a scriverlo sono stati Achille Lauro, Dj Pitch8, Boss Doms, GemitaizQuentin 40  e Dr Cream.

Foto di Matteo Bellomi

Arrivano da Roma e in due ore conquistano il cuore di Milano.

Il tutto è nato il giorno prima con un semplice post sulle loro storie Instagram: “domani ore 18 Piazza Duomo Milano“.

E Milano c’era. Ha risposto al loro invito creando il caos, bloccando le strade del centro: più di 2000 persone erano lì per loro. Da sempre Achille Lauro, Dj Pitch8 e Boss Doms ci hanno insegnato come cambiare le regole del gioco, come dettare le mode, come stravolgere tutto quello che a cui eravamo abituati e darci qualcosa di completamente nuovo, spingendosi dove nessuno si è mai spinto. Ieri l’hanno fatto ancora una volta. Al loro fianco un mostro del rap italiano, Gemitaiz,  la nuova promessa, che ormai è una certezza, Quentin 40 accompagnato dal suo produttore Dr Cream e dal celebre stilista Marcelo Burlon.

Foto di Matteo Bellomi

Forse ieri è stato girato un video, del quale probabilmente i protagonisti sono Lauro, Gemitaiz e Quentin 40, ma la cosa straordinaria, al di là che esca un video, un singolo, o niente, è stata la gente, la folla che ha circondato questi artisti, l’amore che Milano ha per loro, la potenza che in poco tempo sono riusciti a creare, più di una partita di calcio proiettata con un maxi schermo, più di un flash mob, più di qualsiasi altra cosa che abbia mai visto.

Foto di Matteo Bellomi

Il capitolo scritto ieri da loro è un grande capitolo, è la nuova storia, è l’esempio che qualcosa di grande sta cambiando e che qualcosa di ancora più grande sta per succedere. Sei ragazzi arrivati dalla Capitale, cinque ragazzi con una vita non facile alle spalle, fatta di lavoro, sacrifici e rinunce, cinque ragazzi che ieri hanno visto e fatto qualcosa di grande, di immenso, che è già storia.

Questo è sicuramente solo l’inizio.

 

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Valeria
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.