Quattro chiacchiere con Dj Aladyn: “Scary Allan Crow” esce oggi e noi l’abbiamo ascoltato!

E’ una bellissima giornata di sole quando arrivo in Via Massena, alla sede di Radio Deejay, dove mi sta aspettando Dj Aladyn per fare una chiacchierata su “Scary Allan Crow” il suo nuovo disco in uscita proprio oggi, 31 Ottobre, giorno di Halloween.

Salgo le scale e lo trovo impegnato in una telefonata “manageriale”, per pianificare i dettagli della pubblicazione di questo nuovo lavoro. Ci accomodiamo ed iniziamo quella che alla fine sembrerà una chiacchierata tra amici, piuttosto che una intervista pre-release.

ALADYN

Ma iniziamo subito a parlare del disco: cos’è “Scary Allan Crow”, raccontaci come un turntablist arriva a comporre una colonna sonora?

L’idea nasce da questo personaggio Scary Allan Crow appunto, che ho in mente già da qualche anno, infatti il nome è una combo di ben 3 personaggi: lo scrittore gotico americano Edgar Allan Poe, Allan Kardec fondatore e codificatore dello spiritismo e la figura dello Spaventapasseri (Scare Crow, appunto).

L’idea nasce qualche hanno fa sotto forma di produzione musicale elettronica, poi tramutatasi in fumetto che con l’aiuto del fumettista, scrittore e disegnatore Lorenzo Palloni sono finalmente riuscito a sviluppare sottoforma di una graphic novel adatta esclusivamente a un pubblico adulto e contenuta in un volume unico di 144 pagine in bianco e nero e pubblicata da Edizioni Inkiostro.

Quindi è una idea tua! Sei un appassionato di fumetti?

Si, l’idea del fumetto è mia, poi supportata da tutto il team che sta dietro alla produzioni ed in generale mi piacciono i fumetti ma sono soprattutto attratto da tutto il “mondo” dark, gotico ed horror. Da questa passione, una volta che Lorenzo ha disegnato le tavole (in quasi 2 anni di lavoro) abbiamo deciso di uscire con il fumetto.

E giustamente lo step successivo è la colonna sonora!

Esatto! Dopo aver deciso di pubblicare il fumetto ho capito che sarebbe stato il momento giusto per creare qualcosa di mio, senza essere influenzato da nulla; inconsciamente lavorando in radio quando vai a produrre ti chiedi sempre se sia il caso di fare il prodotto commerciale piuttosto che quello di nicchia, che poi è realmente quello che vorrei fare.

E così è nata la colonna sonora, stampata in vinile in edizione limitata 300 copie, creata proprio per una cerchia ristretta di ascoltatori che potessero avere tra le mani un prodotto unico. Quindi “Scary Allan Crow” può essere considerato a tutti gli effetti il mio muovo album!

Musicalmente invece come l’hai composta?

Diciamo subito che i featuring sono di Roberto Pace al pianoforte (caro amico che ha anche collaborato a “For Ella” il mio brano dell’anno scorso) che ha anche suonato il tema finale e Marco Trentacoste alle chitarre. Poi troverai anche gli Spooky Scientists che altri non siamo che io e Marco.

Tutto il resto l’ho creato io con il giradischi, nota per nota tramite campionamenti e taglia e cuci: questo è il risultato di circa 5 mesi di lavoro. Io uso Logic, ma considera che qualche suono e qualche strumento c’è, io a casa ho diverse tastiere e sintetizzatori vari come Moog, Korg etc., dopodiché Marco Zangirolami si è occupato del master specifico per vinile.

scary allan crow

Ho sentito tante richieste per un digitale o un formato CD, che mi dici a riguardo?!

L’idea di farlo uscire solo in vinile è un modo per impreziosire il mio lavoro. L’hanno chiesto anche a me in molto, soprattutto tra gli appassionati dei fumetti: il disco non uscirà (almeno per il momento) sulle piattaforme digitali o in formato CD, quindi chi ha una di queste 300 copie (distribuite da Kappa Distribution) avrà in mano un oggetto “da collezione”, quindi per ora scordatevi Spotify, Apple Music e quant’altro.

Considerate che questo lavoro è completamente autoprodotto, sono un po’ tornato alla vecchia maniera, con la consapevolezza di avere un oggetto in mano da poter toccare ed ascoltare: già uscire con un vinile in edizione limitata è un bel traguardo!

Ne approfitto per dirvi che ci sarà un packaging speciale a cura di Edizioni Inkiostro che venderanno direttamente dal loro sito il fumetto con una copertina alternativa in combo con il vinile.

A proposito di vinili, immagino tu non sappia più dove metterli, dato che sarai sicuramente un accumulatore seriale. Cosa ne pensi della “moda” del momento?

Tra vinili, DVD, CD, action figures e poster dovrei avere una casa solo per quello! Scherzi a parte, ben venga questo tipo di “moda”, che serve a far riscoprire qualcosa che in un certo senso era andata perduta come la cultura del vinile.

Se poi parliamo della moda del vinile da Instagram o delle persone che lo tengono incellophanato sperando di rivenderlo al triplo dopo qualche anno mi trovi perfettamente d’accordo. Considerà che io graffio vinili da una vita e anche quando vado a spendere parecchi soldi per comprarmi una colonna sonora da cui estrarre il sample e poi manipolarlo, trovo spettacolare poi avere il disco vissuto, quasi rovinato.

Questa mattina ho ascoltato il tuo remix della colonna sonora di “Stranger Things”, proprio per tornare al discorso horror etc.

Considera che questo pezzo l’ho remixato 1 anno fa, quando è uscito “Stranger Things” ed all’epoca era appena nata mia figlia, quindi l’unico momento di tranquillità era di notte e l’ho visto in 3 giorni. Da li l’idea di remixarne la “main theme” e questo è il risultato.

[Vi risparmierò i 10 minuti successivi dove da buoni ed amorevoli papà abbiamo scambiato pareri ed esperienze sulle nostre due diavolette].

Parliamo invece di “Selecta Vision”, il tuo progetto che stai portando avanti già da qualche tempo:

“Selecta Vision” è il set che sto portando in giro già da un po’ di anni: è un set audio-video, che sta iniziando a prendere una bella forma e soprattutto ad essere capito. Grazie al sistema digitale Serato ti permette – tramite un plug-in – di manipolare audio e video agendo sul disco, quindi quando tu scratchi il vinile, automaticamente interagisci anche con il video.

Puoi immaginare che fase di preparazione sia lunghissima: devi montare i video su ogni pezzo di traccia che proponi, ma quando la gente inizia a capire che la regia video arriva direttamente dal tuo giradischi impazzisce.

Invece progetti futuri con i Men In Skratch? Dj Aladyn cosa farà prossimamente? Ci sarà un seguito di “Fili Invisibili”?

L’ultimo lavoro che abbiamo fatto con Yaner e Myke è stata la “Divina Commedia” per Dolly Noire, poi per impegni personali per il momento non siamo più riusciti a concretizzare nulla.

Io personalmente ho un’altra traccia già pronta con due pesi massimi dello scratch italianocon un video già pronto e solo da far uscire.

Quindi tu sei “nato” e cresciuto con lo scratch?

Considera che la mia prima passione è stata lo scratch, già dai primi dischi di Herbie Hancock, poi con i Run DMC e compagnia bella. I miei poi mi portavano in discoteca e da li la curiosità verso quella figura mitologica del Dj che metteva i dischi. Curiosità che mi ha portato successivamente a vincere per due anni di fila con i Men In Skratch (2000 e 2001) la categoria team del D.M.C.

Ai tempi imparare a scratchare era una cosa complicata: compravi il vinile, e per capire i movimenti del disco, cosa fare con il fader riguardavi i video (allora in VHS) un milione di volte. Oggi con i tutorial è tutto molto più semplice, certo bisogna avere voglia.

Eccoci alla domanda scomoda che ultimamente tutti evitano: che rapporto hai con il Rap? Segui qualcosa attualmente?

Diciamo che seguo qualcosa, lavorando in radio ascolto quello che passa, ma come “passione” mi sono fermato agli anni 2000 anche io perché sono legato a quel periodo storico. Considera che se devo ascoltarmi qualcosa in macchina mi ascolto Uomini di Mare, Chief e Soci, I Messaggeri della Dopa, Sanguemisto proprio perché mi hanno segnato talmente tanto che mi rivedo in quello che dicono.

Purtroppo il Rap odierno mi sembra sia un fattore di moda: musicalmente parlando i beats attuali mi piacciono molto, ma trovo che nei testi manchi  di qualcosa che secondo me c’era negli anni precendenti e che ha caratterizzato tutto il movimento Rap tra i ’90 ed i 2000.

Prima di salutarci raccontaci brevemente la trama di “Scary Allan Crow”.

Il fumetto è ambientato in italia dove sei ragazzi torturano e massacrano un coetaneo in un rito sacrificale. Il giovane torna in vita come spaventapasseri, insinuandosi nelle menti dei suoi assassini, trasformandoli ed intraprendendo così un viaggio spirituale di sangue e vendetta, durante il quale ucciderà uno ad uno i ragazzi e le loro famiglie.


Non ci resta che salutare Dino e ringraziarlo per la bellissima chiacchierata. Dopo aver ascoltato in anteprima il disco con lui è arrivato il momento di  abbandonare le atmosfere horror e cupe per tornare alla luce del sole, con la consapevolezza di avere tra le mani una colonna sonora “spaventosamente potente”.