Soundtrack: Vendesi

Tormento non è più tranquillo come domenica mattina. Infatti, nella mattinata di domenica 22 ottobre, il rapper di “Fredda” lascia da parte le esternazioni positive in favore di un gelida critica verso gli spettatori dei talent show musicali.

«Incredibile! Venticinque anni dedicati alla musica, venti ore al giorno tutti i giorni, le volte che ho fatto vacanza si contano sulle dita di due mani. Ho suonato quasi in tutte le nazioni di questo pianeta. Eppure c’è chi si permette di giudicare o darti del finito appena qualcosa non va. Vissuto ormai troppe volte. I talent di oggi trasformano il pubblico in vocal coach che pensano di saperne sempre più di te sulla musica che produci. La musica non è il calcio e in questo paese si sentono tutti allenatori. Se solo il pubblico si impegnasse ad essere ascoltatore presente e attento invece di giudicare e non supportare mai, è chiedere troppo? Siete d’accordo?».

Incredibile! Venticinque anni dedicati alla musica, venti ore al giorno tutti i giorni, le volte che ho fatto vacanza si…

Pubblicato da Tormento su Domenica 22 ottobre 2017

«Se la tele ti fa ‘sto effetto, brutta storia»

Dopo lo sfogo sui rapper di oggi, questa nuova stoccata da parte di Torme ricorda molto quel biasimo che fece da title track all’ultimo album dei Sottotono, uscito in un periodo in cui il rap italiano non riusciva più a essere in auge. Oggi le cose sono cambiate totalmente, basta accendere la radio o guardare le classifiche delle vendite per accorgersene e, paradossalmente, questa tendenza può essere controproducente. Infatti, siamo portati a misurarci con le visualizzazioni su YouTube, sul numero di follower su Instagram e sulla quantità di like su Facebook senza dare peso alla qualità di quella quantità di tempo che passiamo sentendo e non ascoltando canzoni. Sembra un controsenso, ma consumiamo musica come un panino del Mc’Donalds durante una striminzita pausa pranzo, non ci informiamo, non ci appassioniamo e siamo pronti a dare opinioni non costruttive anche con un linguaggio becero. Ovviamente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio, ma tutti noi abbiamo bisogno di cultura e di partecipazione ovvero di due dei concetti cardine dell’Hip Hop.

«Questi guardano il tuo video e sono tutti MC / Dopo inizia la partita e sono tutti CT», Enzino docet.