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Continuano le vicende di Fedez contro il mondo del rap italiano:

“Noto che l’economia del rap italiano in questo momento è alimentata da questi canali che ricaricano le Instagram Stories mettendo titoli accattivanti. No, io non insulto nessuno facendo frecciatine velate, se devo farlo lo faccio senza troppi giri di parole, senza voli pindarici. Non attribuite a me la volontà di voler litigare con altri rapper per farmi la promo – continua – Io mi sono sempre e solo ritrovato a rispondere a delle provocazioni, perchè sono un essere umano. Io ci rimango male quando vedo degli artisti con cui ho vissuto una parte della mia vita, che mi hanno spinto, con cui ho lavorato quando avevo diciotto anni, insultarmi in maniera pretestuosa e senza motivo.

Trovo onestamente assurdo vedere che ci sono dei video di Instagram Stories di rapper che hanno più visualizzazioni dei loro singoli, e non è colpa dei rapper, è colpa del fruitore medio, perchè voi volete questo, quindi vi meritate la Novella 2000 del rap, ma almeno non mi rompete il ca**o con Tupac. Comunque non voglio assolutamente definirmi rapper, non mi interessa questo, non è una mia urgenza. Non mi piace vedere la musica in compartimenti stagni, però vengo da quel mondo, ho fatto la gavetta vera, vengo dai centri sociali dove mi pagavano con una birra calda. Rivendico solo l’appartenenza, da dove arrivo, tutto qua.

Allora, cari amici del rap italiano, adesso vi parlo di Guè Pequeno, così fate un po’ di visualizzazioni sui vostri canali di merda dove caricate le Instagram Stories. Io e Cosimo ( abbiamo i nostri percorsi, però è una persona con cui ho condiviso una parte di vita molto bella, una persona a cui ho voluto molto bene.

Sapete, il pubblico sancisce i picchi più alti della carriera di un artista, e a me quello che ha sempre fatto ridere del circolino elitario del rap italiano, che si riempie la bocca di tanta cultura, di Tupac, è che poi fa raggiungere il picco più alto di celebrità della carriera di Guè Pequeno – che ha fatto la storia del rap italiano – con una sega.

Questo vuol dire che voi, ascoltatori di rap italiano, che vi credete tanto diversi dalla massa, non siete diversi dalla massa. Volete i pettegolezzi, non volete la musica. Semplicemente voi siete la parte presuntuosa della massa, non siete diversi dagli altri.

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