Achille Lauro
Achille Lauro
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E’ di ieri la notizia che YouTube ha censurato per presunti contenuti espliciti i video “Amore Mi” e “Estate dimmerda” rispettivamente di Achille Lauro e Salmo.

I video in questione, a detta di YouTube, non sarebbero adatti a un pubblico di età inferiore ai 18 anni. Personalmente ho visto e rivisto entrambi i video più volte, mi sono soffermata a leggere e rileggere i testi di entrambe le canzoni e non ho trovato alcun contenuto esplicito che possa ledere in alcun modo la sensibilità di qualcuno.

A questo punto mi rivolgo direttamente a YouTube Italia con una lettera aperta.

Spettabile YouTube Italia,

chi ti scrive non è solo un membro di Hano.it, il magazine di rap numero uno in Italia, ma è soprattutto una persona che ama questo genere musicale e che è cresciuta ascoltando questa musica. Sono rimasta particolarmente colpita e indignata dalla vostra scelta di censurare sulla vostra piattaforma i video di “Amore Mi” e “Estate dimmerda” per così detti “contenuti espliciti” che a vostro avviso possono creare disagi ai ragazzi di minore età. Io trovo che entrambi i testi e entrambe le canzoni abbiano un elevato contenuto artistico e significati profondi, non tali da essere considerati dannosi per il pubblico di nessuna fascia d’età.

Al contrario, e questo è da sempre il ruolo specifico del rap, raccontano attraverso metafore storie di vita vera, nelle quali tutti possono riconoscersi. Mi sembra uno sbaglio enorme e una privazione del diritto di libertà di espressione artistica segnalare questi video ed è prertanto una privazione del diritto personale di scelta di cosa guardare sul vostro canale. Sono cresciuta in un’epoca in cui erano le radio e la tv a passare i videoclip e la musica che volevano farci vedere e ascoltare, c’era poca possibilità di vedere o sentire altro, se non quella di girare la città per trovare i dischi che volevo ascoltare. Il rap ha vissuto degli anni bui e con fatica e grazie al lavoro di alcuni artisti, oggi è riuscito ad essere popolare. L’Italia ha sempre accettato questo genere musicale passivamente, ma non l’ha mai voluto per com’è e per i messaggi che porta. Mi tornano alle mente le rime bippate e censurate di Fabri Fibra, le dita puntate verso di lui quando in una canzone aveva parlato del delitto di Omar e Erika, giornalisti e opinione pubblica lo accusavano di incitare alla violenza senza minimamente soffermarsi a capirne il testo né tanto meno il messaggio. E ancora i Club Dogo, accusati di promuovere nei loro testi l’uso di sostanze stupefacenti e di condurre una vita sregolata. Io ho sempre ascoltato il rap e non ho mai letto o sentito nessun un rapper dire  “comprate droga, fate uso di certe sostanze, spacciate” o altro ancora e sfido chiunque a dire il contrario.

Siamo costantemente bombardati da immagini forti, violente, la televisione e i giornali lucrano costantemente e da anni su fatti di cronaca nera e sulla politica. Intere trasmissioni televisive basano i loro ascolti su questi accadimenti, la tv, i social network e i giornali sono pieni di immagini di culi e tette e tutto questo fa ormai parte del nostro quotidiano, siamo assoggettati a vedere quello che ci fanno vedere, a sentire le notizie che vogliono farci sentire e a censurare quelle di cui non vogliono farci venire a conoscenza.

Il rap, oggi più che mai, è finalmente laddove avrebbe sempre dovuto essere: nelle scuole, nelle piazze, tra i ragazzi, in televisione, su internet. I rapper svolgono un ruolo importante nella crescita e nella formazione dei ragazzi che li ascoltano e si fanno portavoce dei problemi, dei pensieri, della vita quotidiana di intere generazioni che stanno crescendo ascoltando questo genere musicale. Continuo a sostenere e lo sostrerrò sempre che preferisco che i nostri figli, fratelli e sorelle minori crescano ascoltando il rap al posto delle canzoncine pop piene di sole cuore amore che parlano solo di amori finiti, amori non corrisposti o litigi tra amici e fidanzati. Per carità, tutti temi che ognuno di noi ha vissuto e vivrà mille volte nella sua vita, ma il rap arriva laddove nessuno vuole arrivare, il rap racconta quello che nessuno vuole raccontare e quello che evidentemente molti, ancora oggi, non vogliono sentire. Il rap parla alle persone vere di vita vera, di temi che non vengono toccati dagli altri generi musicali, ma che fanno parte della quotidianità e del passato di tante persone. Nel rap, oggi, molti ragazzini vedono una via d’uscita, una possibilità di crescere, essere compresi e accorgersi che non sono gli unici a vivere certe situazioni e che se ci si concentra su qualcosa di buono, positivo e costruttivo, si può avere la possibilità di vivere un giorno trasformando la propria passione in lavoro.

Questo è esattamente quello che ha fatto Achille Lauro e come lui tantissimi esponenti della scena rap italiana, si sono concentrati sulla musica, lavorano duramente giorno dopo giorno per vivere del loro talento e della loro passione. Sicuramente è esattamente questo uno degli insegnamenti più grandi che possiamo dare ai nostri figli, insegnamento che Lauro sta continuando a dare attraverso la sua immagine e la sua musica.

I rapper oggi sono i nuovi miti per i ragazzi che si rivedono in loro, li sentono vicini e vogliono essere come loro, sia nell’immagine che nello stile di vita. Sono dei miti reali e vicini che parlano ai giovani utilizzando la loro stessa lingua.

Oggigiorno basta uscire di casa o accendere la televisione per rendersi conto che purtroppo non viviamo in un mondo idilliaco, la droga c’è, è ovunque, la malavita, la delinquenza, il terrorismo sono all’ordine del giorno, ma non si può chiudere gli occhi, mettere i ragazzi sotto una campana di vetro e far finta che tutto questo non sia realtà. Non è bloccando dei video privi di qualsiasi contenuto esplicito che si possano risolvere i problemi, la censura non aiuta e la storia insegna che non ha mai aiutato.

Tornando agli artisti da voi censurati per contenuti espliciti che, ripeto, io non vedo, Achille Lauro ha sicuramente avuto un passato difficile e nei suoi testi si fa portavoce della sua esperienza di vita. Racconta, esattamente come un reporter, quello che ha visto e che vede senza mai e sottolineo mai spingere in alcun modo i ragazzi a assumere comportamenti ambigui, anzi, è esattamente il contrario. Proprio come i reporter dei vari telegiornali che ci raccontano i fatti di cronaca, così Lauro nelle sue canzoni racconta episodi reali di vita vera e vissuta. Episodi e vita di cui nessuno parla, ma che molti giovani vivono quotidianamente e trovano nelle sue canzoni e nei suoi testi le parole di un fratello maggiore che li capisce. Il ruolo della musica è questo, parlare alle persone, raccontare, far sì che trovino ispirazione, conforto, evasione, gioia e comprensione attraverso la voce e l’esperienza di altri.

Per quanto riguarda Salmo e la sua “Estate dimmerda”, parecchio scalpore ha fatto nei giorni scorsi la sua rima su Ariana Grande e la tragedia accaduta durante un suo recente concerto. A mio avviso è solo una rima con la quale il rapper di Olbia si fa portavoce di un gravissimo fatto accaduto che ha sicuramente colpito il mondo intero. La sua è una perfetta satira messa in rima sull’estate all’italiana, rappresenta appieno noi italiani medi del 2017 alle prese con il caldo, le vacanze, l’estate e i tormentoni estivi. Riguardo all’attentato al concerto di Ariana Grande, ne hanno parlato, giustamente, televisioni, radio, giornali di tutto il mondo per mesi senza in alcun modo ledere nessuno, ma se lo fa un rapper con una rima in una sua canzone, allora viene censurato. Tutto questo lo trovo estremamente assurdo e inconcepibile soprattutto se a farlo è la piattaforma più grande del mondo.

La musica è arte e come tale va trattata, rispettata e supportata e va rispettato e supportato anche il lavoro degli artisti che lavorano anche 24 ore al giorno sette giorni su sette per vivere della loro passione e del loro talento e fare qualcosa di buono e utile per tutti i loro ascoltatori e che in questo sono di esempio a tutti, giovani e meno giovani, che hanno un sogno, un talento e che sperano un giorno di poter trasformare la loro passione, qualunque essa sia, in lavoro e poter vivere di questo e per questo.

Bloccare questi due video sul vostro portale, cara YouTube Italia, mi riporta indietro nel tempo, mi fa credere che non sia stato fatto nessun passo avanti dai primi anni 2000 ad oggi. Ci sono sicuramente molti contenuti che andrebbero censurati sia sul vostro canale, sia sui vari mezzi di comunicazione, contenuti che continuano imperterriti ad essere presenti e visibili costantemente a tutti, ma voi avete deciso di censurare proprio gli unici contenuti che di riferimenti espliciti o dannosi proprio non ne hanno, ledendo di fatto il lavoro di artisti che vivono facendo musica e che lavorano duramente per farla.

Io e noi di Hano.it siamo sempre stati e sempre saremo dalla parte degli artisti e della musica. Supportiamo, spingiamo, pubblichiamo e parliamo di questo genere musicale da 15 anni, da quando nessuno lo faceva, da quando il rap non era una moda, ma era il genere di nicchia da evitare e guardare male. Noi c’eravamo allora, ci siamo adesso e ci saremo domani e continueremo sempre a supportare il lavoro e il talento degli artisti e a dire la nostra opinione. Noi siamo dalla parte della musica, siamo dalla parte di Achille Lauro e Salmo e continueremo ad essere dalla loro parte, continueremo a pubblicare e divulgare i video di “Amore Mi” e “Estate dimmerda” perché sono artisti e la loro arte va supportata e non censurata.

La verità è che oggi, questi artisti, nonostante la batosta ricevuta ieri, il danno d’immagine subito e il dispiacere per l’accaduto, sono chiusi nuovamente in studio a lavorare e produrre la loro musica, perchè credono in quello che fanno più di ogni altra cosa al mondo e questa è sicuramente la migliore risposta che possano dare in merito alla vostra censura.

Con affetto,

Valeria

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.