Loading...

Il 22 luglio tornano i FENOMENI del rap e dello streetwear.

Esce, infatti, NO FUTURE, la capsule collection di Hero’s Heroine firmata da Fabri Fibra.

A due anni dal lancio della prima capsule collection, Hero’s Heroine, il brand londinese che negli ultimi anni si è guadagnato un posto di key-player nel mondo streetwear, e Fabri Fibra, il FENOMENO del rap italiano tornano prepotentemente sulla scena Street con una nuova imperdibile collezione.

Come nei testi di Fibra, anche il nome della capsule, NO FUTURE, identifica l’attuale generazione caratterizzata da incertezze e difficoltà nel progettare il proprio futuro. NO FUTURE: siamo senza futuro. In Italia non funziona un cazzo. Siamo come tori a Pamplona.

 

La collezione rispecchia il gusto personale di Fabri Fibra e si unisce perfettamente all’originalità, da sempre simbolo di Hero’s Heroine.

NO FUTURE è caratterizzata da grafiche meno pesanti ed invasive rispetto alla precedente collaborazione, i mood sono infatti più sobri e maturi e rispecchiano la maturità, sia artistica che personale di Fabri Fibra. Per questa capsule, Hero’s Heroine ha creato, attraverso il suo team di graphic designers provenienti da tutto il globo, una collezione targettizzata ai ragazzi che amano lo streetwear ricercato, con combinazioni di materiali e tinte pulite.

Oltre al naturale imprinting londinese che da sempre caratterizza il brand, NO FUTURE vanta anche una forte influenza stilistica americana per quanto riguarda l’unico, ma fortissimo, logo della linea.

La linea di abbigliamento NO FUTURE – Fabri Fibra X Hero’s Heroine sarà arricchita anche da zaini, orologi, cinture e portafogli, cappellini, portachiavi e beanies.

 

NO FUTURE sarà disponibile esclusivamente (e in quantità limitate) sul sito ufficiale del brand (www.herosheroine.com) e una diecina di negozi selezionati tra i quali Banana Moon (Bari), Hotstuff (Jesolo), Sunrise (Chieti), Atipici (Torino), Effetti (Lanciano).

Loading...
Condividi
Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.