The Circle
Loading...

Recensioni di film a cazzo Puntata 7

Nella speranza di potervi aiutare nella scelta del film da guardare per collassare sul divano, eccovi delle recensioni flash e a volte più accurate ma sempre e comunque alla cazzo, di film presi a caso, random, e quindi alla cazzo.  pieno di spoiler voluti e non, ovviamente se un film si concentra sul finale a sorpresa non sto a dirti come va a finire, ma se un film fa schifo mi sento in dovere di salvarti la vita e dirti perchè fa schifo. Nella selezione di oggi abbiamo:

The Circle

the circle

The Circle è come un enorme episodio di Black Mirror.

Emma Watson è una ragazzetta un po’ pezzente, che lavora in un call center e che non vede l’ora che arrivi la domenica per potersi finalmente rilassare davanti al suo programma preferito con la D’Urso. Proprio mentre sta andando dal suo tatuatore di fiducia per farsi scrivere sulla schiena “Mai una gioia” con gli ideogrammi, e qualche stellina, le arriva la notizia che è stata appena assunta da The Circle, l’industria multimiliardaria che controlla i maggiori social di Internet. Una cosa a metà tra Apple, Google e Star Trek. C’è pure Tom Hanks col dolcevita nero che fa lo Steve Jobs della situazione.

Lei inizia a lavorare per questa cricca di nerd esaltati e fricchettoni, ma si accorge che in realtà, con la scusa della trasparenza The Circle sta cercando di uccidere qualsiasi forma di privacy. E siccome Emma Watson vuole continuare a fare le puzzette quando è a casa da sola, inizia ad indagare.  un buon film, moderno, ci sono i temi, c’è la morale, ci sono gli attori,  però c’è anche tantissima noia. Infatti non so se il film è durato appena 10 minuti oppure io mi sono addormentato.

Qui sotto una delle immagini più belle del film, Emma Watson che, felice della sua privacy, si decappera il naso ed osserva orgogliosa il nuovo manufatto

Abbronzatissimi

abbronzatissimi

Capolavoro assoluto del cinema italiano e internazionale. Attori da Oscar. Tutti. Storie fitte di colpi di scena mai banali e nudi assolutamente funzionali alle trame. Da rivedere e rivedere continuamente per capire come si fa il cinema e per urlare fuori dalla finestra con la mano a cucchiaio, per indirizzare, qualcosa di simile a “Hollywood sfodera pure il tuo colpo più duro, non ci fai paura!”

 

Bedevil 

bedevil

In pratica c è quest’app tipo Siri, che risponde alle tue domande e gestisce il tuo telefono tramite comandi vocali. Ah, e ti uccide spaventandoti a morte. Da corpo alle tue più grandi paura facendoti impazzire. C è quello che ha paura dei clown e vabbè, i clown non sono mai piaciuti a nessuno, poi però c è quello che ha paura dei poliziotti, quella che ha paura dell’orsacchiotto brutto di quando era piccola e quello che ha paura di una vecchia foto con una signora giapponese. Ma che paure sono? In pratica se tra i protagonisti del film ci fosse stato un genovese, sarebbe morto scappando da un conto da pagare gigante. Veramente debolissimo come film. Recitazione livello manichino dell’Oviesse. Tensione livello superquark con Piero Angela che spiega i pisolini. È tutto scontato e stupido. “Dobbiamo restare uniti” dice quello più intelligente del gruppo. E lo dice agli altri tramite Skype. Figuratevi quanto possono essere furbi gli altri. In pratica, se quest’ app esistesse davvero, materializzerebbe la mia più grande paura. Rivedere questo film. Consigliatissimo!

Qui sotto la scena dove i due amici non riescono più a trovare il cadavere

Area 51

area 51

A me i film in POV, ovvero rigorosamente con visuale in prima persona, con l’escamotage del found-footage mi hanno cagato il cazzo. Nonostante alcune perle come The Blair Witch, Rec e qualcun altro che ora non mi viene in mente, i film in prima persona ripresi con la telecamerina traballante m’hanno stracciato i coglioni. Questo Area 51 poi è una delusione. 3 ragazzi, per qualche strano motivo, decidono di voler entrare all’interno dell’area 51 per filmare le cose aliene. Certo. Film che sarà costato al massimo 100 euro. 100 euro buttati via. Consigliatissimo!

 

 

Loading...
Condividi
Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.