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Si è svolto venerdì pomeriggio nella suggestiva location del Doping Club di Milano il GENTLEMAN party.

All’evento, organizzato da Spotify, è stata presentata la prima Fans First Campaign italiana dedicata a Guè Pequeno, portando di fatto, per la prima volta nel nostro paese l’iniziativa pensata per premiare i fan più affezionati che sostengono il proprio artista preferito ascoltandolo su Spotify. I fan che si sono dimostrati più fedeli a Guè, ascoltandolo su Spotify, sono stati selezionati per incontrarlo e ascoltare alcuni dei suoi ultimi pezzi dal vivo in una serata esclusiva a loro dicata. Oltre a i fan e alla stampa erano presenti anche alcuni dei suoi amici di sempre tra cui Don Joe, Emi Lo Zio e Vincenzo Da Via Anfossi.

Sono le 20.00 passate quando Guè sulla base di Trinità sale sul palco, fa alzare dalle poltrone tutti i presenti e inizia a cantare alcune delle canzoni di GENTLEMAN, è bastato “c’era una volta Milano mezzo angelo mezzo diavolo” per trasformare quell’atmosfera composta in un concerto rap, mani alzate, teste che si muovevano a tempo e voci che cantavano insieme a lui Lamborghini, Guersace e Milionario.

Per l’ennesima volta il Guercio ha dimostrato a tutti che la cosa che ama di più è la musica e stare su un palco a cantare le sue canzoni.

Guè Pequeno è sicuramente il rapper italiano più all’avanguardia e lo ha sempre dimostrato fin dalle sue prime rime con i Club Dogo, nei suoi album da solista, nei featuring con altri artisti e ancora una volta ora con GENTLEMAN. Lui sembra sempre essere avanti anni luce rispetto agli altri, non segue le mode, le detta, lui non vive nel 2017, vive nel 2023, non c’è altra spiegazione per dare un senso alla sua musica e a tutto quello che fa.

A una settimana dall’uscita, GENTLEMAN è al primo posto della classifica FIMI con tre singoli in Top 10, senza nulla togliere ai suoi colleghi, solo Guè Pequeno può fare questi numeri. Solo il Ragazzo d’Oro, che è sempre stato un Bravo Ragazzo, restando Vero, può diventare un Gentleman. Un Gentelman che, con le rime a volte sfacciate e arroganti, che da sempre l’hanno contraddistinto, non ha paura di dire quello che pensa. Lui è sempre rimasto vero e coerente, ha sempre detto la sua, assumendosene tutte le responsabilità, senza mai far trasparire quella paura insita nell’essere umano di non piacere o di sbagliare. E’ sempre andato controcorrente nei testi e nel flow, descrivendo la realtà con un linguaggio nudo e crudo e precedendo le mode. Guè Pequeno è il rapper che viene copiato, da cui gli altri prendono esempio e spunto, è quello che dice la sua a modo suo fregandosene del giudizio degli altri, fottendosene di risultare arrogante o spocchioso, lui fotografa la realtà e la mette in rima, senza addolcirla, senza indorare la pillola. In tutti questi anni, avendo io la sua età ed essendo cresciuta nella sua stessa città, ho sempre potuto vedere che quello che lui e i Dogo dicevano nei testi, era esattamente quello che succedeva nella realtà di quegli anni e degli anni prima e questo Guè l’ha sempre portato avanti, anno dopo anno, rima dopo rima, disco dopo disco.

Guè Pequeno è il rap in Italia, la sua passione per questa cultura e per questo genere musicale traspare ed è lampante e evidente da sempre, sia nei suoi testi, sia nella scelta e ricerca dei suoni, sia nel suo modo di comunicare, sia nella sua immagine. E’ un’amante della musica, ama quello che fa e credo che non potrebbe fare a meno di farlo, lo si capisce ed è evidente ogni volta che lo si vede salire su un palco e prendere un microfono in mano, ogni volta che si ascolta un suo pezzo o che ci si sofferma a capire i suoi testi e ascoltare le sue canzoni fatte di continua evoluzione, stile e avanguardia.

Io posso essere di parte perché non ho mai nascosto di essere Dogo Fiera per sempre e da sempre, ma credo che sia assolutamente evidente anche in GENTLEMAN la sua superiorità rispetto agli altri esponenti della scena rap italiana. Il suo ultimo lavoro è l’ennesima conferma di quanto lui sia un eterno innovatore nella scelta delle produzioni e dello stile. Guarda e studia la nuova scena rap, prendendone il meglio e facendolo suo, alzando ancora una volta l’asticella, portando ancora una volta il rap italiano a un livello più alto. Sceglie Sfera Ebbasta, Charlie Charles, Laioung, Tony Effe e Sick Luke, ci aggiunge il suo innato stile e il suo essere precursore delle mode e trasporta il rap italiano contemporaneo nel futuro. GENTLEMAN è questo, è il 2023 nel 2017 e un’artista capace di fare questo non potrà mai smettere di fare musica perché non resterà mai con niente da dire e altro da inventare.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.