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Il nome di Raury Deshaun Tullis, in arte Raury, è da ormai dieci giorni sulla bocca di tutti per il suo gesto di protesta messo in atto durante la sfilata di Dolce & Gabbana lo scorso 17 giugno.

Raury, classe ’96, è un rapper e cantautore americano famoso per il suo stile musicale che mixa hip-hop con soul e funky e ha dimostrato di avere le idee chiarissime e di non aver paura di niente e di nessuno.

Dolce & Gabbana, il famoso brand italiano, da ormai qualche stagione coinvolge nelle sue collezioni i giovani volti più interessanti del panorama musicale mondiale portando sulla passerella artisti e influencer. Quest’anno, per la collezione uomo SS 2018, hanno sfilato, oltre al nostro Tedua Wildbandana, anche il rapper Raury che ha deciso di sfruttare il suo ruolo di modello per “dire la sua”. Al termine della sfilata, infatti, il modello Raury si è tolto la t-shirt, mostrando a tutti le scritte sul suo corpo “PROTEST D&G“, “GIVE ME FREEDOM” e “I AM NOT YOUR SCAPEGOAT“. La sua apparizione è stata immediatamente eliminata dai video ufficiali, così che il gesto del ragazzo non è stato visto subito dai media.

I messaggi di protesta scritti sulla sua pelle erano un chiaro segno di protesta per manifestare il suo disaccordo contro la recente campagna #BOYCOTT di Dolce & Gabbana che ironizza sul dissenso che il brand ha ottenuto in virtù della decisioni degli stilisti di vestire Melania Trump. Raury è molto impegnato in questioni sociali, è infatti portavoce, insieme al collega Pharrell Williams, della campagna Raw for the Ocean di G-Star Raw, che ricicla la plastica proveniente dall’oceano per creare capi in denim.

Oltre a questa sua “performance” durante la sfilata di D&G, Raury è un personaggio molto particolare e mistico, nei suoi album “Indigo Child” e “All We Need” parla delle sue idee e dei suoi principi, di politica e immigrazione e lo fa con il cuore. Il messaggio che trasmette ai suoi coetanei è quello di prendere coscienza di loro stessi e di questo mondo.

 

A raccontarci la sua esperienza con lui, avvenuta proprio il giorno prima della fantomatica sfilata, è Enrico Rassu, un giovane fotografo e videomaker di 20 anni di origini sarde.

Raury si trovava a Milano per la sfilata di Dolce & Gabbana, io l’avevo conosciuto di nome perché aveva aperto i concerti di Macklemore nel suo tour europeo e quando ero stato alla data di Milano l’avevo notato e come artista mi è subito piaciuto molto. Il venerdì prima della sfilata ho provato a mandare a Raury un messaggio su Instagram nel quale gli ho spiegato quello che faccio. Io sono un regista e un fotografo, lavoro nel mondo della musica, ho realizzato parecchi video musicali italiani, ma sono anche un fotografo e mi sono detto perché non provare a scrivergli? Non ho nulla da perdere, sono un suo fan. Lui, incredibilmente, dopo 10 minuti mi ha risposto, ha creato un gruppo con il suo manager, che è anche un fotografo che lavora anche con Nicki Minaj e altri nomi importanti, e mi hanno chiesto se mi andava di fare un set con lui. Hanno visto nel mio portfolio una location, una foresta di bamboo che si trova a Milano, un posto abbastanza nascosto vicino ai navigli che non conosce quasi nessuno, questa location l’ha colpito in modo particolare e mi ha detto che voleva assolutamente fare gli statti lì, ci siamo sentiti a mezzogiorno e alle tre e mezza ero già all’albergo dove alloggiava insieme a tutti gli altri modelli e ospiti della sfilata di Dolce & Gabbana.  Sono arrivati, ci siamo conosciuti e siamo andati alla location, è stato tutto molto particolare, perché è nato tutto online, io non avevo mai avuto nessun contatto con loro. Ci tengo molto a raccontare la sua personalità  e a trasmettere quella che è stata l’esperienza di un fotografo italiano con un’artista americano. La cosa che più mi ha colpito è stata la tranquillità e sicurezza con cui si presentano questi artisti. Io li stavo aspettando nella hall dell’albergo, loro sono arrivati con quindici minuti di ritardo perché erano in Duomo a fare delle commissioni, sono entrati prima i suoi amici, si sono presentati e poi è arrivato Raury, che si è presentato e mi ha abbracciato e mi ha detto “grazie mille per essere qua”, poi è andato a cambiarsi ed è arrivato Che Khotari, il suo manager che ancora prima di scattare mi ha ringraziato. Raury è sceso, abbiamo preso il taxi e siamo andati in location. Raury è un personaggio molto mistico, questa cosa traspare sia dai suoi testi, ma anche di persona, appena siamo entrati in taxi, lui ha iniziato a meditare perché si doveva concentrare. Nel frattempo il suo manager/fotografo mi raccontava che il giorno dopo Raury avrebbe sfilato per Dolce & Gabbana ma io non avevo la più pallida idea di quello che poi sarebbe successo. Lui è un personaggio, oltre che mistico, anche amante della natura e delle foreste, per questo ha voluto scattare per forza nella location che ha visto sulle mie foto e appena l’ha vista dal vivo ne è rimasto entusiasta anche se, ti dico la verità, è piccolissima sono 500 metri. La cosa che mi ha colpito di più è che, mentre stavamo per scattare, Raury mi ha chiamato vicino a lui e ha preso le mie mani e quelle del suo manager, ha chiuso gli occhi e ha ringraziato la natura, il mondo e Dio per quello che stava succedendo. Io ero allibito, anche perché noi siamo abituati a vedere i rapper in un altro modo, con collane, il mito del gangsta rap, non siamo abituati a vedere questa misticità, invece lui ha una carica mistica e trasmette vibrazioni positive. Abbiamo scattato per un paio d’ore e poi loro sono tornati in hotel perché avevano le prove per la sfilata del giorno dopo. Nei giorni successivi ho sentito il suo manager, gli ho mandato le foto e mi ha ringraziato tantissimo per tutto”.

Questa è l’esperienza di Enrico Rassu, il giovane fotografo di origini sarde che ha avuto l’opportunità di conoscere e lavorare con Raury e che ha voluto raccontare a noi di Hano.it la sua esperienza con il chiacchieratissimo rapper americano che ha “dato scandalo” alla pettinatissima sfilata di Dolce & Gabbana.

Questo è Enrico Rassu con Raury e la foto di copertina fa parte del servizio fotografico fatto da lui a Raury nella foresta di bamboo in zona navigli a Milano.

https://www.instagram.com/raury/

https://www.instagram.com/chekothari/

https://www.instagram.com/enricorassu/

 

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.