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Si è conclusa oggi la Settimana della Moda Uomo a Milano che ha visto sfilare le collezioni per la prossima primavera estate 2018.  La trap sfila con Tedua, Ghali e Sfera Ebbasta mentre Gué Pequeno bosseggiava già due anni fa con Dirk Bikkemberks. Questa volta Milano è stata invasa, non solo dai numerosi e stravaganti fashion-addicted, ma anche dai tamarri: questa non è stata la Settimana della Moda Uomo, ma la Settimana della Moda Rapper.

Il tutto è iniziato martedì 13 giugno a Firenze con Pitti Uomo 92, per concludersi oggi a Milano. Una settimana fitta di eventi e party che hanno delineato le nuove tendenze per l’uomo del 2018: un tripudio di sportswear, righe, stampe, fiori e colori per uno stile maschile che scopre nuove contaminazioni di genere.

Protagonista assoluto a Milano è stato Marcelo Burlon, che quest’anno ha tolto il trono di re della Fashion Week a Philipp Plein. La collezione di Marcelo è ispirata alla cultura del Surf, mixa stampe vivaci con elementi che richiamano gli anni ’90 e regala uno streetwear assolutamente urbano. La fanno da padrone stampe tropicali, blocchi grafici, righe e geometrie. Altri protagonisti indiscussi di questi 7 giorni tra Firenze e Milano sono stati senza dubbio i rapper italiani.

Che tra moda e rap ci sia un legame forte e indissolubile non è assolutamente una novità, anzi, è un legame innato e viscerale ma che oggi più che mai sembra vivere la sua Golden Age, che entrambi i protagonisti sono pronti a sfruttare al meglio.

I rapper, oggi, in Italia, dettano e fanno moda in tutti i sensi e questo ha ulteriormente rafforzato, nel corso degli anni, il legame tra moda e rap tanto che oggi sembra impossibile immaginare questi due mondi separati. Dalla partecipazione agli eventi fashion, alle collaborazioni con i brand, ai brand che sponsorizzano concerti e producono video clip, fino ad arrivare alle passerelle. Ebbene sì, in questa Fashion Week appena conclusasi: i rapper sono i nuovi modelli.

Niente di nuovo se pensiamo che nel lontano 1996 Tupac aveva sfilato per Versace, fino ad arrivare al 2014 quando alla Fashion Week Newyorkese Skepta è stato modello per Nasir Mazhar e Young Thug e Lil Yachty per YEEZY Season 3. Pioniere di questa tendenza in Italia è stato il Ragazzo d’Oro, aka Guè Pequeno che nel giugno 2015 ha calcato la passerella di Dirk Bikkembergs.

Oggi, nel 2017, il rap è più vivo e popolare che mai, per questo anche a Pitti Uomo 92 hanno fatto capolino Achille Lauro, uno degli artisti più attenti alle nuove tendenze, accompagnato dal produttore Frenetic che sono stati ospiti da brand di streetwear Fase Factory e la Dark Polo Gang ospite da County of Milan di Marcelo Burlon.

 

Sabato 17 giugno il calendario della FW è stato ricco e fitto di impegni e party, ad aprire la chermesse dei rapper in passerella è stato Tedua che con indosso un bomber di paillettes e pantaloni bianchi ha sfilato per Dolce e Gabbana. Sinceramente questa non me la sarei mai aspettata, non avrei mai pensato di vedere il rapper/pugile della Wild Bandana (che voci di corridoio sussurrano sia prossimo a entrare in Newtopia) sfilare per la storica Maison italiana.

La giornata prosegue e alle 17.00 alla sfilata di Les Hommes c’era un elegantissimo Emis Killa seduto in front row di fianco al Presidente Onorario della Camera Nazionale della Moda Italiana.

Ed eccoci arrivati all’evento clou: ore 19.00 va in scena la sfilata di Marcelo Burlon con un modello d’eccezione: Sfera Ebbasta. Un bel traguardo per il rapper di Cinisello Balsamo, appena uscito con il nuovo singolo “Tran Tran” già in vetta alle classifiche FIMI e Spotify.

Ospiti alla sfilata c’erano anche Marracash, Guè Pequeno, MISS KETA, Achille Lauro e Boss Doms. La prima giornata di sfilate si chiude con quella di Philipp Plein alla quale hanno assistito anche Sfera Ebbasta e Marcelo Burlon.

A questo punto il dilemma era uno solo: party di Marcelo o party di Philipp Plein e io decido, rimpiangendolo amaramente per i successivi due giorni, quello di Plein. Mi dico “è figo, c’è il duo di dj The Martinez Brothers, saranno tutti lì”. Ma tutti lì cosa? Tutti e dico TUTTI erano ovviamente alla festa di Burlon, compreso Salmo e la bravissima Nina Kravitz in console. Dopo questa mia scelta per niente azzeccata sono diventata lo zimbello di tutti perché tutti sanno che quando c’è Marcelo Burlon vanno tutti da lui, certo tutti lo sanno tranne la sottoscritta e fu così che mi sono persa l’occasione di fare festa insieme a Achille Lauro, Boss Doms, Marracash, Sfera Ebbasta e chi più ne ha più ne metta.

La giornata di domenica 18 vede protagonista Ghali, la cui “Ninna Nanna” ha recentemente raggiunto il triplo disco di platino, nonché l’oro per “Album” a sole due settimane dall’uscita. Alle 12.30, in completo blu cobalto, Ghali è stato ospite alla sfilata di Salvatore Ferragamo.

Alle 15.00, invece, il rapper sfila per il brand di streetwear di origini croate Damir Doma.

Per la prima volta debutta a Milano Wolf Totem Milano, brand di menswear di proprietà cinese e tra gli ospiti ci sono Hell Raton e Kwality, membri della crew Hellmuzik che sabato scorso ha vinto il Red Bull Culture Clash conquistando definitivamente Milano e Barona.

La giornata si conclude con Plein Sport e un ospite d’eccezione: il rapper americano Joey Badass e a sto giro anche io non ho sbagliato party.

Lunedì è l’ultimo giorno della Fashion Week milanese e vede Sfera Ebbasta destreggiarsi tra una sfilata e l’altra, cambiandosi outfit sul sedile della macchina come una vera fashion blogger. Il rapper è stato ospite di GCDS, Palm Angels e Malibu 1992.

Io sono assolutamente felice per Sfera perché è un ragazzo che a mio avviso si merita tutto questo, si merita il successo che sta avendo e si merita di essere acclamato e ricercato dai brand, del resto, come dice lui “sti vestiti, ste collane sono in più. Sai non lo faccio per moda, più che altro per bisogno, perché ho bisogno di sta roba per non tornare sul fondo”.

E sono altrettanto felice per Ghali, per il successo che ha, per essere riuscito a ricrearsi da nulla, per aver raggiunto questi traguardi e per averlo fatto restando indipendente. Sono felice per lui perché è un ragazzo che è rimasto puro e lo si vede da come si approccia ai suoi fan e da come incredulo guarda il cartellone con la sua foto appeso sul Duomo di Milano.

So che molti storceranno il naso a leggere questa massiccia presenza rap alla Settimana della Moda, ma diciamocelo sono loro, i nuovi nomi della scena rap/trap italiana ad aver definitivamente conquistato negli ultimi mesi l’attenzione mediatica che si meritano, lanciando, non solo i loro beat e le loro rime verso il successo, ma anche un nuovo modo di vestirsi e fare moda.

Da sempre è il pubblico a dettare moda, oggi sono i rapper a farlo. Motivo per il quale alcuni brand hanno scelto proprio loro, i nuovi poeti della strada, per portare le loro collezioni in passerella. I rapper da sempre dettano la moda, ma oggi più che mai, vuoi per i social, vuoi per la vastità del fenomeno rap, ma sono ormai loro i veri trendsetters, scavalcando e rubando il posto di fatto ai tanti fashion blogger. Questo i brand lo sanno bene, sanno che se Sfera Ebbasta indossa l’ultimo modello Nike, o se Marracash e Guè Pequeno salgono sul palco dell’Arena di Verona con la tuta firmata Kappa per County of Milan, tempo zero i ragazzini italiani vorranno copiare il look dei loro idoli.

Del resto c’era da aspettarselo, pensiamo ai testi, alle rime dei nostri rapper italiani che da sempre nominano brand e capi firmati come fossero status symbol, l’incontro con le passerelle era nell’aria da tempo e finalmente è arrivato, finalmente il rap italiano è in televisione, nelle radio, nelle scuole, nelle piazze e sulle passerelle della FW, così com’è in America da ormai tanti anni.

Già mi immagino le facce dei vari addetti fashion che storcono il naso nel vedere “ragazzi di strada” sfilare di fianco a modelli super quotati accusando i brand di trasformare i loro show in eventi per ragazzini tamarri e in spettacoli per i social. E mi immagino anche le facce di quelli che pensano schifati che questo non è rap e che “il rap è morto”.

Apriamo tutti quanti gli occhi: il rap non è mai stato più vivo di adesso, parliamo tanto del modello americano e in America questo succede da tantissimi anni, siamo noi italiani che arriviamo sempre dopo, e soprattutto la moda segue le tendenze del suo pubblico, i gusti e i trand del momento. La moda è lo specchio della realtà che la circonda e la realtà oggi è solo una: i rapper sono gli idoli indiscussi del momento sia a livello musicale sia a livello di tendenze.

 

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.