Loading...

Fino a dieci anni fa, non solo le radio, ma anche la televisione non voleva il rap, era molto raro che video clip musicali venissero passati in televisione, se non su MTV, o che artisti come Fabri Fibra, Marracash o i Club Dogo venissero invitati nei programmi televisivi come ospiti.

Il rap faceva scalpore, l’Italia non lo voleva anche se poi ha dovuto accettarlo suo malgrado, non per volontà, ma per passiva scelta.

Era il 2007 quando Fabri Fibra, uscito con lo storico album Tradimento, venne invitato alle “Invasioni Barbariche” di Daria Bignardi.

L’anno successivo il Fibroga nazionale, ai tempi di Bugiardo, venne invitato da Paolo Bonolis a “Il senso della vita”, in una bellissima e toccante intervista. “La famiglia è importante, è importante come nucleo, però è anche dannosa, secondo me devi capire anche quando è il momento di non stare più a casa. In Italia è difficilissimo perché dovrebbero essere anche le tue condizioni economiche ad agevolarti in questo, è difficile avere un’indipendenza economica ancora prima che mentale…”

E’ il 2010, invece, quando i Club Dogo, nello specifico Jake La Furia e Guè Pequeno, sulle note di Spacco Tutto irrompono alle “Invasioni Barbariche” condotte da Daria Bignardi, intimorita nello salutarli “ci si dà la mano anche tra i rapper, perché io non so fare quelle cose tipo bella zio”. Sicuramente una bellissima intervista, nella quale si è parlato, non solo di musica, ma anche e soprattutto di giovani, di droga, di serate e locali, i quella gioventù e di quella vita che i Dogo hanno sempre saputo raccontare in modo nudo e crudo, senza indorare la pillola, senza falsi buonismi. Un video, che a rivederlo oggi, a distanza i 10 anni, fa capire di come il nostro paese non fosse pronto per il rap, di come ha sempre visto questa cultura, questo genere musicale e i suoi rappresentanti come fossero degli alieni.

Sempre nel 2010 un giovanissimo Marracash è stato ospite da Simona Ventura a “Quelli che il calcio”, accompagnato da Giusy Ferreri e Deleterio ha cantato “Rivincita”. In riferimento ai talent show, il principe di Barona, ha commentato “penso che andrebbero spiegate tante cose, ad esempio se canti una canzone non sei necessariamente un cantante..”

Storica anche l’intervista tripla che “Le Iene” hanno fatto ai Club Dogo. Correva l’anno 2013, a pochi mesi dall’uscita di “Noi siamo il Club”, che conteneva i singoli di successo “Pes” e “Chissenefrega (in Discoteca)”, il trio milanese, rigorosamente vestito in tuta di felpa, è ospite a Italia 1 in una tripla intervista nella quale è stato chiaro fin da subito chi fosse il più simpatico dei tre. Dello stesso anno è la partecipazione di Fabri Fibra a “Che tempo che fa” da Fabio Fazio. Era l’anno di “Guerra e pace” e il rapper di Senigallia ha cantato l’omonimo singolo. “Io ho sempre avuto questa passione per la musica rap quindi già ero in guerra perché siamo in un Paese che il rap non l’h inventato, l’abbiamo importato, ho sempre cercato di attirare l’attenzione con le rime però spesso finisci per essere qualcosa che non si e lì devi cercare la pace…”

Per anni non si è capito se fosse la televisione a non volere il rap o se, invece, fossero i rapper ad essere restii ad andare in televisione e buttarsi nel mainstream. La stagione televisa del 2014 è stata forse la prima che ha visto una massiccia presenza dei rapper italiani. Primo fra tutti sicuramente Fedez, all’epoca fuori con “Pop-Hoolista”, si è proposto come giudice all’ottava edizione di, “X Factor”, posto che poi ha mantenuto per tre edizioni. Clementino aveva partecipato a “Pechino Express 3” condotto da Costantino Della Gherardesca, insieme al fratello Paolo Maccaro.

Quell’anno anche Emis Killa ha debuttato nel tubo catodico, dopo aver ricevuto un riscontro positivo per la sua trasmissione “Goal Deejay” in onda su Sky, è stato chiamato da Simona Ventura come giurato a “Miss Italia 2014”.

 

L’invasione del rap in televisione è ormai inarrestabile, da genere di nicchia è diventato protagonista della prima serata dei canali generalisti, da “The Voice” a “Amici” passando per “Sanremo”. Protagonisti J-Ax, Moreno e Rocco Hunt.

Facce sorridenti, sguardi teneri che non fanno paura alle mamme e non indignano le nonne, testi innocui, nessun appello al cash, alla droga, alle fighe, all’erba, il rap si trasforma in un genere musicale da televisione in famiglia, che l’abbiano fatto per soldi, per marketing o per voglia, sta di fatto che da lì in poi finalmente, e sottolineo finalmente, il rap ha iniziato a sdoganarsi.

In tutto questo Fabri Fibra, Marracash, Club Dogo, Emis Killa hanno continuato a fare testi e canzoni dure, usando un linguaggio spigoloso, arrogante e poco affabile. A loro va il merito di essersi affacciati alla televisione ma di aver sempre conservato il proprio stile, senza snaturarsi o apparire per quelli che non sono.

I Club Dogo dal 2012 erano protagonisti su MTV con lo storico docu-reality “Club Privè – Ti presento i Club Dogo”. Sullo stesso canale Marracash ha condotto lo storico MTV Spit che ha portato alla luce numerosi talenti ormai diventati personaggi di punta del rap italiano.

MTV non era l’unico canale a proporre il rap e a farlo senza fronzoli e senza l’adeguamento alle famiglie, Deejay Tv ha iniziato a dedicare sempre più spazio ai rapper con programmi storici come “The Flow” all’interno di “Occupy Deejay” durante il quale il rapper Marco Mix raccontava la scena emergente hip-hop e R&B.

 

 

MTV, Deejay Tv e Hip Hop Tv erano gli unici canali che davano ampio spazio al rap e sono stati tutti tolti dalla televisione, forse a dimostrazione del fatto che non è il rapper a non a voler andare in tv, ma bensì la tv a non volere poi così tanto il rap.

Diciamo che rap e televisione hanno da sempre avuto un rapporto di amore/odio, per andare il televisione il rapper deve essere televisivo, deve adeguarsi al pubblico, alle famiglie, e in un certo senso censurarsi e snaturarsi. Per partecipare a Sanremo le canzoni devono essere pop, bisogna usare un certo tipo di linguaggio e contenuti, tutto questo a dimostrazione del fatto che l’Italia ancora oggi accetta il rap suo malgrado, ma non per quello che è realmente e alcuni rapper per andare in televisione si “srappano”.

Sicuramente le più storiche e divertenti interviste ai rapper italiani sono state quelle di Alessandro Cattelan, nel suo “EPCC”, lui ha sempre dato molto spazio al rap e ai rapper, vuoi perché nel suo background c’è MTV, vuoi perché anche lui tantissimi anni fa si è cimentato nel rap con gli 0131 e l’ormai storica “Il danno”.

Resta sicuramente indimenticabile, tra le sue tante interviste, una delle più recenti al Fenomeno del rap itliano Fabri Fibra.

 

Una delle facce televisive ormai più note è sicuramente quella di Jake La Furia. L’inarrestabile Jake passa con disinvoltura da “Quelli che il calcio” alla conduzione di “Carpool Karaoke” su Italia 1 che ogni settimana ci fa divertire con la sua innata simpatia e cantare a squarcia gola. Sembra che in questo, nella televisione, Jake abbia trovato la sua dimensione pur non abbandonando mai la passione per le rime e il rap, del resto la sua simpatia si è sempre fatta notare sia ai concerti dei Dogo, sia durante tutte le sue interviste. La Furia nazionale non è solo in tv, ma è anche appena uscito con il nuovo singolo “El Party”.

Da un anno a questa parte il rap e i rapper stanno decisamente spopolando in tv, non solo per le interviste o esibizioni, ma anche come ospiti, opinionisti, giudici e concorrenti, insomma, basta ormai fare zapping per vederli nel tubo catodico.

Recenti sono sicuramente la partecipazione di Guè Pequeno come giudice a “Top Dj”, quella di Achille Lauro come opinionista a “Sbandati” su Rai 2, Dj Jad che si improvvisa concorrente a “Caduta Libera” da Gerry Scotti, Fred De Palma è ospite a “Sarabanda” e Marracash a “Facciamo che io ero” dalla fantastica Donatella Versace aka Virginia Raffaele.

Che sia un bene o un male, il rap, in tutti questi anni, è riuscito a conquistarsi un posto anche in televisione, può essere come dice Fabri Fibrao mi raccomando non andare in televisione perché s no sei commerciale” come sfottò all’infinita lotta molto italiana dell’underground contro il maintream, io credo che sia una cosa molto positiva perché finalmente e sottolineo finalmente il rap italiano non è più un genere di nicchia e i rapper sono considerati vip al pari di qualsiasi altro cantante italiano.

Ora mi chiedo chi sarà il prossimo ad andare ospite in tv, ma una cosa la posso spoilerare: state attenti alla prossima edizione di “Pechino Express” perché tra i concorrenti ci sarà un nome di quelli che ho citato nel mio articolo.

 

 

 

Loading...
Condividi
Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.