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Se la figura del dj e producer si è sdoganata al punto da essere diventata famosa tanto quanto i rapper è tutto merito di Don Joe che è stato pioniere di tutto questo.

I tempi non erano sospetti, il rap in Italia era ancora un genere di nicchia, di sicuro all’epoca neanche i Club Dogo sapevano o potevano immaginare cosa sarebbe successo da lì a pochi anni. Una cosa è certa: sono loro i pionieri nell’aver dato la giusta fama e importanza alla figura del dj e produttore. Prima di loro, prima di Don Joe, il dj era relegato in fondo al palco, dei producer si conoscevano a mala pena i nomi, il dj veniva nominato dal rapper durante il concerto o in qualche rima, ma erano sicuramente pochi i nomi che restavano in testa, pochi, tranne uno: Don Joe.

Il merito sicuramente va anche ai suoi amici e colleghi, Jake la Furia e Guè Pequeno, che in ogni testo l’hanno sempre nominato, “vai Joe andiamo“, “Joe rimetti questo disco indietro“, fino alla storica “io sono Don Joe e faccio il dj, quando entro sul palco con la Furia e Guè devi metterti da parte perchè tocca a me“.

I Dogo erano un trio, loro sono stati la prima vera gang italiana, a loro vanno tanti meriti, uno fra tutti però va sicuramente a Don Joe. E’ solo grazie a lui e al suo lavoro che oggi nomi come Charlie Charles, Low Kidd, Slait, Sick Luke, Boss Doms e tutti gli altri hanno ottenuto il giusto riconoscimento, è merito di Don Joe se anche il dj e producer oggi si è acquistato un posto nel panorama musicale e se è acclamato e amato tanto quanto il rapper.

Si può solo dire GRAZIE a Don Joe e ai Club Dogo per aver fatto e dato tanto al rap italiano e per continuare a farlo. Si può solo dire GRAZIE a Don Joe per continuare, con il suo lavoro e la sua Dogozilla Empire a sostenere questo genere musicale e a dare l’opportunità a nuovi giovani talenti di poter trasformare la loro passione in lavoro.

GRAZIE DDDDON DON JOE!

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.