A noi va bene e a Shade va benissimo
A noi va bene e a Shade va benissimo
Loading...

Il suo nuovo video, “Bene ma non benissimo“, è schizzato rapidamente tra i più cliccati di Youtube con la stessa velocità di un’eiaculazione d’innanzi a Megan Fox. Metà rapper, metà Attore e metà Youtuber (si lo so, fa uno e mezzo ma poi con le tasse si sistema tutto e diventa 0,8 Iva inclusa), Shade ha sfondato il muro del milione di visualizzazioni con la stessa facilità con cui la Juve perde le finali di champions. Si lo so, mi sono appena guadagnato gli insulti di mezza italia per la battuta sulla Juve. #benemanonbenissimo

Ci siamo sentiti telefonicamente e ho cercato di captare le sue prime sensazioni su questo nuovo singolo.

Bella Shade, ho appena visto il video, la citazione di Selvaggia Lucarelli mi ha fatto quasi cascare dalla sedia. Quanto ti sei divertito a girarlo? Ho sempre l’impressione che tu ti diverta molto a fare l’attore.

Grande, sono contento che ti sia piaciuto e tutti i feedback che sto ricevendo sin ora sono molto positivi e questo non può che rendermi felice. Si, è stato molto divertente anche se come sai girare video è anche molto impegnativo. Sono contentissimo del risultato finale però. Riguardo al recitare, mi è sempre piaciuto moltissimo ed è per questo che continuo a coltivare la mia carriera parallela di doppiatore. Faccio molti sacrifici e trasferte in treno ai limiti del paranormale ma, alla fine, sono contentissimo di farlo.

Come mai proprio questo singolo? Mi spiego, sono sicuro che tu, come tutti gli artisti, prima di scegliere un singolo avevi d’innanzi a te più opzioni. Cosa ti ha fatto pensare che questo fosse il pezzo giusto per “rompere il ghiaccio”?

La cosa che mi ha influenzato maggiormente è stato il riscontro popolare. Questo era il pezzo che quando lo suonavo in giro otteneva sempre il feedback migliore, non che gli altri non piacessero, anzi, ma si, era di gran lunga il preferito. Al tempo stesso penso che sia un brano che mi rappresenti sia dal punto di vista tecnico e contenutistico. Rappresenta molto bene quello che sono e quello che mi piace fare. All’interno ci trovi tutti gli elementi che mi contraddistinguono.

E adesso? Cosa ci dobbiamo aspettare per il futuro? So che stai lavorando al nuovo disco…

Si, mi sto prendendo tutto il tempo necessario perchè voglio proprio fare un bel lavoro, uno di quelli di cui essere fiero anche a distanza di tempo. Sai tutti i miei lavori passati, senza rinnegarli assolutamente, riascoltandoli li trovo pieni di scelte o di piccoli difetti che oggi non rifarei. Se, da un lato, questa è una cosa tipica del processo artistico, dall’altra è anche una presa di consapevolezza che al tempo forse non avevo la maturità artistica per gestire il tipo di prodotto artistico a cui sto puntando oggi. Mi sto prendendo tutto il tempo necessario perchè voglio che sia un qualcosa che mi renda veramente fiero.

Ultima domanda un pò marzulliana. Io ho un problema quando ascolto le tue cose, non riesco a collocarti. Sei indiscutibilmente bravo a fare quello che fai, sai indiscutibilmente rappare e hai una bella creatività che ti ha consentito di costruirti questa carriera a metà strada tra il rapper e lo youtuber. Detto questo però, quando penso strettamente alla tua musica, faccio davvero fatica a collocarti nel panorama artistico italiano.

Capisco cosa intendi. Guarda forse la verità è che non mi piace essere collocato da nessuna parte e al tempo stesso sono fiero di essere un ibrido. Non avere un’etichetta addosso ben definita addosso ti concede la libertà di svariare su vari aspetti della produzione musicale senza incappare in critiche da quattro soldi. Se voglio fare il pezzo freestyle rap in cui faccio le barre posso farlo e, al tempo stesso, nessuno casca dal pero se ho voglia di fare un pezzo più “commerciale” perchè sono cose che ho sempre fatto. A me i lati della medaglia piacciono tutti e due.

Buona Fortuna.

Bene Shade, Benissimo.

#Tavorsullasabbia

Loading...

Lascia un commento

Condividi
Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo.