Wind Music Award
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Super presenza per gli esponenti del rap italiano ai Wind Music Awards che si sono tenuti lunedì 5 e martedì 6 giugno nella splendida cornice dell’Arena di Verona e in diretta su Rai 1.

I più maligni diranno che ai Wind MusicAwards regalano premi e dischi d’oro come fossero caramelle, vero o no sta di fatto che il disco d’oro per un album o un singolo arriva oltre le 25mila copie vendute e il disco di platino oltre le 50mila e i rapper italiani sono stati protagonisti assoluti della manifestazione tenutasi all’Arena di Verona e sono andati via a mani piene in barba a chi 10 anni fa il rap non lo voleva passare in radio, figuriamoci in televisione.

Protagonisti della prima serata sono stati sicuramente Fabri Fibra con l’oro per il disco Fenomeno e platino per il singolo e l’ormai super consolidato duo Marracash e Gué Pequeno che grazie al loro Santeria si sono aggiudicati ben cinque awards. “Cinque platini e cinque ori senza fare musica di 💩” così Marra ha commentato la loro premiazione sul suo profilo Instagram, della serie che “vuole intendere, intenda”.

Premi anche per Fred De Palma che con la sua “Il cielo guarda te” si è aggiudicato il platino, stesso risultato per “Portami con te” di  Boombadash e “Baciami ancora” di Briga, oro invece per “Signor Hunt“, l’ultimo disco di Rocco Hunt.

Il momento clou della serata, durante il quale ammetto di aver goduto parecchio, è stato quando Ghali è salito sul palco e ha ritirato i due meritatissimi platini per “Ninna Nanna” e “Pizza Kebab” proprio la stessa sera in cui anche Fedez, insieme all’immancabile J-Ax, é stato premiato. Una vera e propria rinascita dalle ceneri la sua, io al suo posto avrei urlato un “fuckFedez” alla Fibra, ma lui ha dimostrato un self control invidiabile e una superiorità assoluta.

Il 6 giugno è stata sicuramente la serata di Sfera Ebbasta che, oltre ad aver cantato in esclusiva “Tran Tran“, il nuovo singolo in uscita venerdì, si è portato a casa ben tre singoli di platino e un’oro per il disco, platino anche per “Ulisse“, il singolo di Low Low.

Non c’è che dire, da ascoltatrice e fan del rap italiano, non posso essere più che fiera e felice di questa presenza massiccia e di tutti i premi che i nostri amati rapper si sono meritatamente portati a casa, dimostrando finalmente che anche il rap ha un posto di prestigio all’interno della musica italiana, l’unica pecca forse è stata la durata del programma, decisamente troppo lungo.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.