L'Arc Stage al Nameless Music Festival, una scommessa vinta alla grande
L'Arc Stage al Nameless Music Festival, una scommessa vinta alla grande
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Il Nameless Music Festival che da sette stagioni si conferma uno degli eventi musicali più importanti d’Italia, ha preso il via il 1 giugno con l’esibizione dei The Chemical Brothers e fino al 4 ha fatto ballare tra le suggestive montagne di Barzio migliaia di persone.

Non solo musica techno con i più grandi esponenti internazionali del genere, ma anche il nostro amato rap italiano è salito sulle montagne pronto a farci ballare. Per il secondo anno consecutivo, infatti, lo stage hip-hop, o meglio, l’ArcStage, ha preso vita grazie a Alessandro Borgia, in arte Ale PuntoeBasta, che dopo aver vinto una scommessa con il patron di Nameless, Fumagalli, ha ottenuto uno stage completamente dedicato al rap italiano.

Tre anni fa chiamai il patron di Nameless“, mi aveva raccontato Ale PuntoeBasta, “chiedendogli se mi dava un giorno dello stage 2. Ai tempi era una tendo/struttura piccolissima, io ho messo insieme un cast di artisti che seguivo senza però fare grossi nomi, c’erano Fred De Palma, Shade, Nerone e ho scommesso che sarei riuscito a riempire proprio quella tendo/struttura, dove nessuno c’era mai riuscito prima. Beh, quel giorno, per un’ora, ho svuotato lo stage 1“.

Ed eccoci qui, a distanza di tre anni da quella scommessa, al Nameless Music Festival. È venerdì 2 giugno, le montagne, l’aria fresca e un tipico temporale estivo fanno da cornice allo stage hip-hop, che dal tardo pomeriggio fino a sera, vede salire sul palco i migliori esponenti della nuova scena rap/trap italiana.
È il giovane Giaime, da poco uscito con il singolo Gimmi Handryx 2017, ad aprire la seconda edizione dell’Arc Stage.

È la volta poi di Enzo Dong, Samuel Heron e Capoplaza, che riescono a scaldare il palco e far ballare, saltare e cantare il pubblico per quasi due ore, fino all’arrivo di Vegas Jones.

Il giovane rapper di Cinisello Balsamo, reduce dal recente sold out ai Magazzini Generali di Milano, si esibisce in un vero e proprio concerto durante il quale, sempre accompagnato dalle voci del suo pubblico, canta tutte le canzoni del suo Chic Nisello, insieme ad alcuni pezzi vecchi.
È il delirio, lo stage hip-hop si riempie sempre di più, striscioni per Vegas, che ancora una volta mi conferma che i suoi non sono live, ma raduni di ultras, sono tutti lì, tutta la Benz Gang è lì per lui e non importa se inizia a fare davvero freddo, il pubblico sulle note di Gang, Gucci Benz, Lambo, non smette mai di cantare e ballare. Con Trankilo, seguito dal coro “se non metti l’ultimo non ce ne andiamo” e con l’ultimo freestyle, Vegas Jones lascia il palco del Nameless.

Continua ad arrivare sempre più gente, il sole è ormai calato, l’aria inizia a farsi sempre più fredda, le montagne e un gruppo di mucche che pascolano in lontananza, fanno da cornice a lui, Ghali, il rapper sicuramente più atteso di questa edizione, che con la sua Ricchi Dentro, irrompe sul palco. È il primo live di Ghali, il primo del suo album, Album, e sono tutti lì per lui, per il rapper che ha cambiato il modo di fare rap e che lo ha dimostrato ancora una volta e questa volta dal vivo, riuscendo per un’ora a svuotare quasi completamente lo Stage 1.

Una bella scommessa vinta in pieno sia per lui, che per Ale PuntoeBasta, ideatore di tutto questo e a cui va il grande merito di credere e amare il rap italiano più di qualunque altra cosa.
Il live è finito, ci allontaniamo dal palco e, prima di tornare a Milano e darci l’appuntamento a domenica 4, ci concediamo un piatto di gnocchi al pesto, in un agriturismo situato nel parcheggio adibito alle macchine, perché non siamo più giovani e i 13 gradi in maglietta iniziano a farsi sentire.

È domenica 4 giugno, dopo un giorno di pausa e dopo l’esibizione di ieri della Dark Polo Gang sul Main Stage, rieccoci sulle montagne che ospitano il Nameless Music Festival, muniti di felpa e rigorosamente nello spazio che ospita l’Arc Stage.
Anche oggi la line up è bella piena e fitta di nomi importanti. Questa volta tocca ad Amill Leonardo aprire le danze, seguito da Nerone, fuori con il suo nuovo album Max e Low Low.

Grande assente giustificato è AchilleLauro, che avrebbe dovuto regalarci un’ora di delirio con i suoi ormai famosissimi Ragazzi Madre, sostituito da Maruego, il cui album, Zenith e Nadir, uscirà il 16 giugno prossimo.

È Maruego, quindi, a regalarci un’ora di live, durante la quale, oltre a pezzi vecchi, canta Leily e CRCLVM, i primi due singoli che anticipano il suo nuovo disco e ad accompagnarci in un crescendo di emozioni, musica, pubblico in delirio fino all’evento più atteso della giornata, quello in cui Tanta Roba Label al completo sale sul palco.

Eccoli Gemitaiz, Madman e Priestess irrompere sullo stage hip-hop, che ancora una volta ha “rubato” il pubblico al main stage, parte oggi il loro Tanta Roba Night, tour che li vede impegnati in alcune date in giro per l’italia e non potevano non scegliere che il Nameless Music Festival come data uno.

Madman e Gemitaiz sono un duo ormai più che consolidato, al quale la new entry in casa Tanta Roba, Priestess, si è unita perfettamente, formando di fatti un trio vincente che sembra essere nato per stare insieme. Di Priestess, da poco fuori con il nuovo singolo Maria Antonietta, si è parlato molto anche lo scorso weekend quando sul palco del Mi Ami si è esibita insieme a quello che è ormai diventato il mistero più oscuro del rap italiano, Liberato.
Sul palco del Nameless, insieme ai suoi fratelli Gemitaiz e Madman, ha dato prova di quanto ci volesse una figura femminile nel rap italiano, che presto la cinsacrerá Queen del rap.
Due ore, durante la quali il trio di Tanta Roba Label ci ha regalato un live mai visto prima e ci ha accompagnato alla fine di questa settimana edizione del Nameless Music Festival e seconda dell’Arc Stage.

Una scommessa, quella di Ale PuntoeBasta, vinta alla grande, un’esempio, sicuramente uno dei più lampanti, di come il rap italiano sia entrato ormai nel cuore e nelle case della gente e di come non abbia niente da invidiare agli altri generi musicali.
Una scommessa, dicevo, la scommessa dell’Arc Stage, dello stage hip-hop, vinta alla grande da Alessandro Borgia, un ragazzo che ama il rap più di qualunque altra cosa e che nel vedere i “suoi” rapper salire sul palco, nel vedere il pubblico in delirio e nel vedere lo stage hip-hop riempirsi sempre di più, non può che ritenersi ripagato, gratificato e orgoglioso di aver lavorato a questo evento.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.