scappa
Loading...

Recensioni di film a cazzo Puntata 3

Nella speranza di potervi aiutare nella scelta del film da guardare per collassare sul divano, eccovi delle recensioni flash e a volte più accurate ma sempre e comunque alla cazzo, di film presi a caso, random, e quindi alla cazzo.  pieno di spoiler voluti e non, ovviamente se un film si concentra sul finale a sorpresa non sto a dirti come va a finire, ma se un film fa schifo mi sento in dovere di salvarti la vita e dirti perchè fa schifo. Nella selezione di oggi abbiamo:

47 metri

47 metri

Storia di due sorelle che invece di andare in vacanza in trentino o sul lago maggiore come fanno tutte le altre sorelle negli altri film, decidono di andare in Messico. Ovviamente alla fine del film esclameranno in perfetta sincronia “L’anno prossimo Val d’Aosta eh!!“. Succede che le due sorelle conoscono due tizi, che non sono fratelli, in un locale che sarebbe a mani basse nell’episodio più seguito di Locali Messicani da Incubo se esistesse un programma che prova a risollevare le sorti di locali brutti in Messico. I due tizi messicani, invece di proporre le tre T (taco, tortilla, tequila) indossando un sombrero come dovrebbero fare da contratto tutti i messicani che ci provano, fanno i brillanti e propongono una gita in barca a vedere gli squali. Le due sorelle ti stanno già un po sui coglioni e quindi fuori tutte le sciarpe e le bandiere FORZA SQUALI.

47 metri

Si imbarcano. Entrano in una gabbia di ferro e con le bombole si fanno calare nell’acqua, a 5 metri di profondità dove passano squali enormi di 8 metri. Mentre una delle sorelle consulta un depliant della Val Gardena per l’anno prossimo, il cavo di acciaio che le tiene salde alla barca si spezza e ciao. Intrappolate nella gabbia arrivano a toccare il fondo a 47 metri di profondità. Una delle due dice “Come siamo cadute in basso”, per sdrammatizzare. L’altra però non ride. ANSIA. Se siete ansiosi accontentatevi di quello che già avete ed evitate questo film. In alcuni punti riesce a ricreare la sensazione del vuoto provata in Gravity. Clautrofobico, idrofobico e tutte le altre parole che finiscono per -fobico. Gli squali sono fatti bene e in generale il film, a cui non avrei manco stretto la mano se me l avessero presentato, risulta ben fatto. Se lo scopo della pellicola era quello di promuovere le vacanze in montagna direi che stiamo parlando di un successo.

Get Out – Scappa

get out

Lui ha la pelle nera, lei ha la pelle bianca, si vogliono un gran bene e l’unico ostacolo alla loro relazione, oltre a quelli che si mettono a canticchiare “ringoo pipooollll” al loro passaggio, è andare a trovare i genitori di lei, conservatori agiati che vivono in un villone isolatissimo. Lui prova a salvarsi inventandosi impegni improvvisi come la lezione di judo o la finale di champions league ma lei non ci casca.

scappa

Devono andarci. Un po’ Indovina chi viene a cena e a tratti Rosemary’s baby, Get Out è un horror Thriller basato sulla suspance e sul disagio del protagonista in un contesto dove tutto sembra strano, dove tutti sembrano revitare e dove tutte le persone con la pelle nera sembrano catatonici. Inquietudine in ogni dove. Non posso dire di più per non rovinare le sorprese, che saranno tante e clamorose. Il finale con lui che dice ai futuri suoceri “Mi sono divertito tantissimo, dovremmo rifarlo un giorno di questi!” è dato bassissimo dai bookmakers. Consigliato.

Autobahn

Autobahn

Action automobilistico a metà tra un grand theft auto giocato senza tv e un fast and furious senza il furious. La differenza tra questo Autobahn e la serie di film con Vin Diesel è che Authoban non se l’è cagato nessuno al cinema, anche il regista aspetta che qualcuno gli presti il dvd per vederlo. E invece di usare “l’essere tamarro” come pretesto per gli inseguimenti in auto, Autobhan preferisce un sentimental mood che all’inizio puzza di stracciata di palle ma poi, con lo svilupparsi della storia, la stracciata di palle diventa una certezza. Ciccio fa il corriere della droga, si innamora di Felicity Jones (in questo film mancano i colpi di scena) e decide di cambiare vita e di vivere di amore e pavesini con Felicity, convinto e stimolato in parte anche dal nome di lei. Però lei è malata, e l’unico modo per salvarla è quello di diventare ricchi. Lui allora vuole tornare a fare il manigoldo e senza dire nulla a lei organizza di rapinare il trafficante più potente di germania, che è identico a Anthony Hopkins. Si ritrova tra due fuochi, da una parte Anthony Hopkins e dall’altra quello che ha fatto Gandhi, per gli amici Ben Kingsley, che in questo film interpreta il cantante Pitbull dopo che gli hanno chiuso il Burger King sotto casa. Iniziano inseguimenti sulle autostrade tedesche dove volano macchine, esplodono macchine, si spara dalle macchine e muore gran parte della popolazione dei sicari in Europa nel tentativo di catturare e uccidere Ciccio, che invece non viene mai sfiorato nemmeno da una pallottola nonostante il grosso del budget del film sia stato speso in pallottole. E visto che rimane illeso in qualsiasi tipo di incidente, le pallottole lo accarezzano e alla fine riesce sempre a salvarsi, con un culo del genere, io, invece di fare una rapina avrei semplicemente provato a prendere un gratta e vinci. Ma vabè. Tra l’altro Ciccio durante la sua fuga entra sempre in possesso di macchinoni fuoriserie appena lucidati che anche quando vai negli autosaloni per comprarne una ti dicono di guardare Autobahn se vuoi prima vederla bene. Mai un pandino. Mai una una Kà di terza mano. Mai una Clio del 96.
Alla fine come film non è male, intrattiene, fa il suo dovere e fino ai titoli di coda non ti fa pensare a niente. sorretto dai personaggi di Kingsley e Hopkins che sono fintissimi e stereotipatissimi ma alla fine funzionali. Gli inseguimenti sono spettacolari e avvincenti, che poi è la cosa più importante del film.

autobahn

Loading...
Condividi
Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.