Boss Doms e Dj Pitch8: tra genio e follia [Intervista]
Boss Doms e Dj Pitch8: tra genio e follia [Intervista]
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È un martedi pomeriggio, quando mi ritrovo a fare due chiacchiere con Edoardo Manozzi e Nicolò Mancuso, in arte Boss Doms e Dj Pitch8, entrambi membri del collettivo No Face, fondato lo scorso giugno da Achille Lauro e dallo stesso Dj Pitch8.

Avevo avuto modo di conoscerli alle prove della prima data del tour di Ragazzi Madre, lo scorso 17 febbraio ai Magazzini Generali di Milano e subito mi ero resa conto che mi trovavo davanti a due persone, due artisti completamente fuori dal comune. Così, senza pensarci un minuto, mi ero avvicinata alla consolle di Dj Pitch8 e gli avevo proposto un’intervista, lui ha subito accettato, ed eccomi qui nel salotto degli uffici di Celebrities Management a chiacchierare con loro.

Boss Doms e Dj Pitch8 sono due artisti provenienti da background completamente diversi, due amici e amanti della musica che, insieme ad Achille Lauro, formano un trio vincente, di cui Ragazzi Madre (il loro primo progetto insieme) ne è la prova lampante.
Così diversi tra loro, eppure cosi affini, insieme, sono come i pezzi di un puzzle che si incastrano in modo perfetto.

Qual è il percorso che vi ha portato fino a No Face?

Dj Pitch8 “io ho origini siciliane, mi sono avvicinato alla cultura hip hop a 13 anni. A 18 anni mi sono trasferito a Roma per studiare grafica pubblicitaria e di pari passo per portare avanti la mia passione per la musica. Dopo qualche tempo, infatti, ho avuto modo di conoscere il fondatore dell’etichetta indipendente “Honiro Label” e con lui sono riuscito a far diventare la mia passione un lavoro. In Honiro non ero solo il dj degli artisti dell’etichetta, ma mi occupavo anche di tutta la parte di grafica pubblicitaria e ho contributo alla crescita stessa della label. Lì ho imparato a sviluppare, oltre alle mie competenze di dj, anche quelle di grafic design e management degli artisti. Insieme agli artisti di Honiro, tra cui Gemitaiz, Madman, Canesecco, Coez, Briga, e molti altri, da Roma, abbiamo dato una forte influenza alla scena rap italiana. Dopo 3 anni, ho deciso di interrompere il mio rapporto lavorativo con la label e ho iniziato a seguire l’artista Mezzosangue con il suo “Musica Cicatrene Tour“, con il quale abbiamo suonato in circa 60 città italiane, e dove ricoprivo sia il ruolo di dj, sia quello di tour manager.
Successivamente ho lavorato con Baby K e con lei ho iniziato a fare i miei primi dj set nei club che mi hanno permesso di approcciarmi a un pubblico molto diverso rispetto a quello dei live a cui finora ero abituato.
Di pari passo, in tutti questi anni, ho sempre avuto un’ottimo rapporto di amicizia con Lauro con il quale abbiamo iniziato a lavorare insieme nel momento in cui lui ha firmato con Roccia Music, fino al distacco da quest’ultima, quando, forti ormai del nostro bagaglio lavorativo e delle esperienze fatte, abbiamo deciso di creare insieme una cosa tutta nostra, è nata così No Face.
No Face è un collettivo, una factory, dove, insieme a un ampio team di persone, tra cui direttori artistici, grafici, produttori, video maker, creiamo tutto quello che ci piace.

IO NON ETICHETTO LA MUSICA, PER ME LA MUSICA È ARTE

Boss Doms “io sono di Roma, nasco come dj e produttore di musica elettronica, sono stato resident in diversi locali della mia città dove suonavo drum and bass, dubstep e roba più underground nel periodo d’oro di questi generi. Essendo un producer, mi capitava di stare anche un mese sullo stesso pezzo, la musica elettronica è parecchio martellante quindi ogni tanto interrompevo e mi mettevo a fare beat rap, cosi per pulirmi le orecchie. Poi, per puro caso, tra i miei amici si è sparsa voce di queste mie produzioni rap, di conseguenza ho deciso di lavorarci su e ho iniziato a mettere la stessa cura maniacale che mettevo nella musica elettronica, anche nel rap.
Sono un po’ annoiato dalle sonorità rap che sento in giro, quello su cui baso tutta la mia “arte” è la ricerca di roba nuova, diversa e in questo mi trovo perfettamente in sintonia con Lauro, magari ho beat ottimi ma che per me non vanno bene perché non sono abbastanza freschi.
Noi non facciamo “Rap”, noi facciamo musica, il genere è la tela su cui disegni il quadro e proprio come i pittori scegliamo il “foglio” e il “pennello” più adatti, possiamo fare Pop, Rock, Reggae, Electro o mischiarli tutti tra di loro, dipende dal messaggio che vogliamo comunicare.
Alla base di tutto ci deve essere un’idea solida ed originale, poi lavoriamo a livello maniacale su tutto, la musica, la grafica e la comunicazione in modo da rispecchiare tale idea in tutte le sue sfaccettature e creare così un unico pacchetto chiaro e ben definito.
L’ispirazione può arrivarmi da una ritmica, da una voce, da un’idea di Lauro, da qualsiasi fonte che faccia scattare la scintilla da cui poi parte tutto e mi fa creare il beat in poche ore”.

A quali pezzi di Ragazzi Madre sei più legato?

Boss Doms “sicuramente Teatro & Cinema ricopre un ruolo importante, è un pezzo a cui ero già affezionato, che avevo fatto da solo in un periodo abbastanza struggle (ride), di base non era destinato ad un cantato ma poi, in studio con Lauro mentre cercavamo un idea, è capitato che lui aveva un testo scritto su un altro beat, ma appena l’ha sentito mi ha detto “proviamolo con il mio testo” e sembravano fatti l’uno per l’altro.
Sono affezionato in modo particolare anche a “Ulalala” perché secondo me l’idea reggae/trap era geniale, ma non tutti la pensavano così tant’è che all’inizio il beat fu bocciato, rappresenta quindi la cosa che non doveva uscire ma quando è uscita ha fatto il botto”.

Qual è il tuo ruolo all’interno di No Face?

Dj Pitch8 “Il mio ruolo è un po’ tutto, faccio tante cose, diverse tra loro, ma tutte mirate allo stesso obiettivo, mi occupo di gestire tutto il lavoro che c’è, dalla realizzazione di un progetto, alla vendita. Lavoriamo 7 giorni su 7 con tantissima umiltà e a testa bassa, cercando di raggiungere, giorno dopo giorno, piccoli traguardi.
Io sono anche il grafico pubblicitario del team e lavoro all’immagine/immaginario di No Face.
Attualmente ricopro anche la figura di personal manager di Lauro, e supervisione dell’intero team, che è composto da tanti, amici, collaboratori e artisti con la A maiuscola come Banf, Boss Doms, Dogslife, Frenetik, Orang3, Trash Secco e molti altri.

Boss Doms “nell’ultimo anno e mezzo ho messo in pausa il mio progetto da solista per dedicarmi al 100% su Ragazzi Madre, perché sentivo un potenziale grandissimo e soprattutto ero curioso di vedere cosa potesse uscir fuori con una collaborazione insieme a Lauro, ci conosciamo da quando eravamo molto piccoli, siamo amici da sempre.
Veniamo dalla stessa città, stessa storia, stesso quartiere, stessi amici. Da una parte lavorare insieme a volte ci porta a scazzare per delle cavolate, ma dall’altra diventa empatia e alla fine dei giochi è il valore aggiunto che ci porta a creare musica di un certo spessore, perchè chi ci ascolta sente che c’è una storia dietro”.

E questo è esattamente quello che si vede e si percepisce anche al vostro live, non è solo il concerto di Achille Lauro, ma ci siete tutti sul palco, è il concerto di tutti e tre ed è una cosa che non avevo mai visto prima.

Dj Pitch8 “Io ho lavorato con tantissimi artisti e forse l’esperienza più emozionante della mia vita è stata quella con “El Micro De Oro” di Primo e Tormento, ma da ogni live ho imparato qualcosa.
Per me il concerto non è soltanto riprodurre il disco e far risentire le canzoni al pubblico, ma è una cosa molto più complessa, è uno show, deve essere accattivante, deve essere un lavoro di musica, immagini, scenografia, uno spettacolo quasi raro perché quando vai a vedere il live del tuo artista preferito devi entrare nel suo immaginario.”

E io nell’immaginario vostro, già il 17 febbraio ai Magazzini Genarali ci sono proprio entrata, anzi sono stata catapultata e travolta nel vostro mondo.

“Lo scopo, continua a raccontarmi Boss Doms, “è proprio quello di fare cose diverse dal disco, io per i concerti riarrangio i pezzi perché il live deve essere completamente diverso dal disco, deve essere una cosa che vedi quella sera e non puoi più rivedere da nessun altra parte”.

Quello che ho notato, è che i vostri fan, non sono solo i fan di Lauro, ma sono legati a tutti voi.

“Questo è anche grazie a Lauro”, mi spiega Dj Pitch8, “perchè in ogni intervista che fa, in ogni contesto, non parla mai in prima persona, ma dice sempre “NOI” e questo “NOI” è arrivato anche al pubblico”.

“È un po’ come il modello americano”, continua Boss Doms, “come Wu-tang Clan, Asap Mob, ci sono artisti come per esempio Asap Rocky, che è l’artista di punta e adesso Asap Ferg sta esplodendo, perchè sono elementi validissimi che vengono trainati da un singolo dal quale poi si sviluppa tutto il resto del gruppo”.

Una situazione che in Italia non c’è, non esiste e che ho visto per la prima volta in vita mia al vostro concerto.

Boss Doms “Sì, ci è sempre piaciuto ricreare questa situazione stile block party.
L’Italia, da un certo punto di vista, ci sta un po’ stretta, anche a livello di idee, noi prendiamo spunto dall’estero, vogliamo creare qualcosa che sia competitivo a livello mondiale.
Ragazzi Madre è il primo progetto No Face per ora siamo in 5, magari un domani, saremo in 30 e produrremo altri artisti, ma per il momento siamo focus sul progetto Achille Lauro. Spesso sento dire che la nostra musica è europea e secondo me l’importante, ora, è focalizzarci su un suono fresh e nuovo e un domani, il dove verrà distribuita la nostra musica, sarà solo merito nostro e dell’impegno che ci abbiamo messo”.

Come vivete il live?

Boss Doms “tecnicamente c’è uno studio maniacale anche del live, un metodo e tanti giorni di prove. La perfezione, anche se è una parola che a me non piace, è quello a cui tendiamo, più si pensa alla perfezione, più ci si avvicina, anche se la perfezione in sé per sé è un concetto che non esiste, è un punto di vista. Curare tutto nel dettaglio è anche una forma di rispetto nei confronti delle persone che investono soldi, tempo e che ci sono così vicine e la cura che ci mettiamo nel fare il nostro lavoro è il ritorno che vogliamo dare a queste persone, il nostro modo di ringraziarli.
CI SONO TRE PISCHELLI CHE CI SEGUONO IN TUTTA ITALIA, AD OGNI LIVE, GIRANO DA NORD A SUD, PARTENDO ANCHE TRE GIORNI PRIMA, PER VENIRE A VEDERCI SUONARE, ORMAI LI FACCIAMO ENTRARE NEL BACKSTAGE E LI TENIAMO CON NOI PERCHÉ SONO DEGLI EROI.
A livello emotivo, invece, per me il live è sempre stato il punto di arrivo. È il momento in cui ti spogli davanti al tuo pubblico e fai vedere chi sei, quello che hai fatto e sai fare. È  un po’ come un incontro di pugilato, ti alleni tutti i giorni, sali sul ring e fai vedere quello che sai fare e la vittoria sta nel creare uno show di livello, nel rendere felice la gente che è venuta lì a vederti, che ti segue e ha comprato i dischi, il match è lo show. Ogni data, ogni pezzo, ogni viaggio sono tutti momenti unici e irripetibili.
A NAPOLI HANNO INVENTATO LA SCIARPA DI ACHILLE LAURO CHE NEL MERCHANDISING NON ESISTE”.

A cosa pensate quando salite sul palco?

Dj Pitch8 “a mio padre”.

Boss Doms “io ho un rapporto strano con i live, forse perché ne ho fatti tanti, all’inizio avevo l’ansia, non dormivo dalla notte prima, adesso, invece, non esiste nulla fino a dieci minuti prima quando mi arriva tutta la carica insieme. Quando entro nel locale e vedo la gente, mi sento carico di energia da fuori e per cinque minuti sto zitto, mi concentro e non parlo con nessuno, poi salgo sul palco e da lì non penso più a nulla. Non ho pensieri in testa mentre suono, è soltanto uno scambio di emozioni”.

Chi sceglie la scaletta?

Boss Doms “è un confronto diretto tra me e Lauro e poi Pitch controlla tutto perché essendo il dj, essendo colui che poi manda effettivamente le basi, abbiamo bisogno del suo parere. Io, prima di Lauro, non avevo mai fatto un live rap, avevo le mie teorie ma basate su un altro tipo di musica e nel primo periodo è stato proprio Pitch a darci direttive su come doveva funzionare un live, una serie di piccoli accorgimenti che riportiamo anche nella scaletta, che è fondamentale e deve essere fluida.
IL LIVE È COME UNA TRACCIA SOLA, GIGANTESCA CHE DURA UN’ORA E MEZZA”.

Dj Pitch8 “Niente accade per caso, tutto è studiato nel minimo dettaglio, dalla posizione dei pezzi in scaletta, alle pause.
Quello che vogliamo trasmettere è l’unicità e la continuità di stile”.

Qual è il vostro metodo di lavoro?

Boss Doms “noi raccogliamo tutte le idee, facciamo un pacchetto di tot materiale, smistiamo le cose più buone e quelle meno buone, ci lavoriamo sopra e chiudiamo tutti i progetti. Con il supporto della direzione artistica, nel momento in cui abbiamo questo mucchietto di idee e dobbiamo selezionarle e concluderle, ci confrontiamo tutti insieme per capire quali sono quelle buone, quelle meno buone e quelle, invece, da deviare su altri percorsi. Questa è la forza del nostro team ed è un format che esiste in tutto il mondo”.

Secondo voi qual è la pecca del rap italiano?

Dj Pitch8 “sicuramente c’è tanta musica uguale adesso, noi in questo momento siamo talmente concentrati sul nostro progetto che siamo un po’ fuori da quello che succede nell’ambiente, ovviamente ognuno è libero di esprimersi come vuole, la musica è bella perché è varia e di certo non siamo noi a giudicare gli altri”.

Boss Doms “secondo me, in Italia, pecchiamo un po’ di originalità. Ci sono due o tre artisti che ogni tanto fanno uscire qualcosa di diverso e quando lo fanno, si sente che è new”.
“Forse”, continua Dj Pitch8, “è anche la poca voglia, o forse paura, di fare qualcosa di nuovo, di mai sentito prima, in questo lavoro ci vogliono le palle”.

Voi paura non ne avete?

Dj Pitch8 “quello che facciamo ci piace e vediamo che pian piano viene apprezzato. La paura nasce quando c’è un feedback negativo, se vedi che il feedback è positivo, perché avere paura?Hai già rischiato. A noi piace rischiare, l’abbiamo sempre fatto e continueremo a farlo, sia nelle nostre vite, sia nella musica”.

“Ci buttiamo nel vuoto sperando di aver fatto bene i calcoli”, conclude Boss Doms.

Quali sono i punti di forza e di debolezza di No Face?

Dj Pitch8 “il punto di forza, è che siamo due persone, io e Lauro, che credono a vicenda l’uno nell’altro e c’è un dare avere continuo che ci porta a fare sempre di più. Punti di debolezza non ce ne sono, ahahahahah”.

Boss Doms “io e Lauro siamo due teste calde che hanno lo stesso obiettivo e a volte ci prendiamo a capocciate, ma solo perché teniamo talmente tanto sia alla nostra amicizia che al nostro progetto.
C’è una storia dietro, è questo il fatto, c’e un legame forte che ci porta ad avere qualcosa in più. Sono sicuro che se non avessimo avuto questo background di amicizia, anche il risultato lavorativo sarebbe stato diverso. Noi siamo amici da molto prima che decidessimo di fare musica insieme”.

Raccontatemi un episodio divertente che è successo a un live o durante uno dei vostri viaggi..

Boss Doms “dopo due, tre date di fila, mi sono ubriacato come un pazzo, dovevo prendere un areo da Catania per tornare a Roma. Ero completamente in hangover, paonazzo in faccia, con i capelli verdi, seduto su una sedia in aeroporto sperando che nessuno mi guardasse ahahaha, invece a causa del mio look inusuale, mi guardavano tutti e dopo quella data, mi sono detto basta, ai live non bevo più. Andiamo a Bologna e mi fanno trovare una birra in console e mi dico, va bene mi bevo solo questa. Il giorno dopo camminavo per le strade di Bologna vomitando e la cosa più divertente è stata che, mentre attraversavo la strada, nella via principale di Bologna, scatta il verde, faccio tre passi e mi sono messo a vomitare in mezzo alla strada con la gente ferma in auto che mi guardava allibita. Questa è una cosa che mi ricorderò per sempre”.

Dj Pitch8 “Stavamo partendo per Genova, lascio il mio bagaglio vicino a loro e gli chiedo di metterlo in macchina mentre andavo a comprare le sigarette. Ritorno, loro erano già in macchina con il motore acceso, partiamo, arriviamo a Genova, facciamo il sound check e andiamo in albergo. Apro il bagagliaio, ognuno prende la sua valigia, ma la mia non c’era. L’avevano lasciata a Roma. Non avevo niente per cambiarmi e la sera ho suonato con gli stessi vestiti con cui ero partito. Ho chiamato la mia ragazza e le ho chiesto di andare a controllare se c’era la mia valigia, ma non l’ha trovata. Il giorno dopo ritorna nello stesso posto, mi chiama e mi dice “c’è uno zingaro che ha la tua maglietta addosso“. Dopo poco è andata a recuperare la mia valigia, con tutto dentro, in un campo rom, eheheh”.

Ho chiesto a Boss Doms e Dj Pitch8 come si vedono da qui a cinque anni, loro si augurano di salire, anno dopo anno, passo dopo passo, un gradino, io gli ho detto che da qua a cinque anni li vedremo a San Siro. Loro si sono toccati le palle in segno di scaramanzia, io l’ho detto, non per fare la leccaculo, che non mi appartiene, ma solo perché lo penso e ne sono certa. È la prima volta che mi trovo davanti a persone e artisti come loro e credo fortemente che il loro duro lavoro, il loro talento, il loro modo di essere e la loro musica, tutt’altro che convenzionale, li porterà, un giorno a suonare negli stadi.

Già dall’intervista con Achille Lauro e dalla mia esperienza al loro live a Milano, mi ero resa conto che mi trovavo davanti a qualcosa di nuovo, di diverso e grande che in Italia non avevo mai visto prima e dopo questa chiacchierata con loro, ne ho avuto l’ennesima conferma.

Sono tre ragazzi, tre artisti con la A maiuscola, tre amici legati da un profondo e reale rapporto e da un’amore incondizionato per la musica. Tre ragazzi che si sono buttati in questa avventura insieme, che insieme hanno lasciato la loro città per trasferirsi a Milano a lavorare al loro progetto. Hanno unito le loro vite, prima dal punto di vista affettivo e poi da quello lavorativo diventando un tutt’uno, ognuno con i propri pregi e difetti, ma ognuno di loro è assolutamente fondamentale per l’altro e per il loro progetto comune.
Pur essendo molto diversi tra loro, si completano alla perfezione. Boss Doms e Achille Lauro sono, per me, due pittori pazzi che buttano su tela i loro colori e la loro arte, Dj Pitch8, invece, è la cornice che rende il tutto completo in ogni minimo dettaglio e pronto per essere esposto in un museo.

La cosa che più mi ha colpito, parlando con Boss Doms e Dj Pitch8, è come, nel parlare di se stessi, inevitabilmente e in modo assolutamente naturale, parlavano l’uno dell’altro, spiegando come per il proprio lavoro, sia fondamentale quello dell’altro, esattamente come nelle loro vite, per ognuno di loro è fondamentale il supporto e la presenza degli altri.
Scherzando, mi hanno raccontato che a volte, per ridere, si autodefiniscono una boy band e la sensazione che trasmettono è proprio quella di collettività, del “tutti insieme”, tutti allo stesso livello, anche se con ruoli diversi, che poi è quello che trasmettono sul palco.

Io credo molto in loro sia come singoli elementi, sia nei progetti comuni e sono sicura che sentiremo parlare per tanto tempo di No Face, di Dj Pitch8 e di Boss Doms e che giorno dopo giorno, grazie alla loro umiltà e al loro modo di lavorare, raggiungeranno grandi risultati.

Il tour di Ragazzi Madre, o meglio i raduni dei Ragazzi Madre, che ha toccato parecchie città d’Italia, è finito ma Achille Lauro, Boss Doms e Dj Pitch8 non si fermano mai e sono già al lavoro sia su progetti comuni, sia individuali e sono sicura che ci regaleranno altre sorprese e ci stupiranno ancora.

Intanto a pochi giorni dall’uscita del video, Ulalala è disco d’oro e il disco Ragazzi Madre è stato interamente caricato su Youtube.

Dal 10 giugno Achille Lauro, Boss Doms e Dj Pitch8 saranno di nuovo in giro per l’italia con il loro Ragazzi Madre Woodstock Summer Tour, pronti a farci ballare e scatenare durante le caldi notte estive, quindi buttiamo i documenti, togliamoci i vestiti e andiamo a divertirci con loro.

E mentre aspettiamo le altre novità dal fronte No Face, Dj Pitch8 ci regala “SEEEH!” il secondo episodio della sua No Face Radio disponibile su SoundCloud e Spotify.
 

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.