Recensioni di film a cazzo Puntata 2
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Recensioni di film a cazzo Puntata 2

Nella speranza di potervi aiutare nella scelta del film da guardare per collassare sul divano, eccovi delle recensioni flash e a volte più accurate ma sempre e comunque alla cazzo, di film presi a caso, random, e quindi alla cazzo.  pieno di spoiler voluti e non, ovviamente se un film si concentra sul finale a sorpresa non sto a dirti come va a finire, ma se un film fa schifo mi sento in dovere di salvarti la vita e dirti perchè fa schifo. Nella selezione di oggi abbiamo:

Flight 7500

Flight 7500

Cosa vuoi che ti dica. Leggi la trama di Flight 7500, ovvero le disavventure dei passeggeri di un volo di linea quando a bordo c’è una forza sovrannaturale, di quelle poco tenere, e schiacci play con quel sorrisetto a metà tra l’eroico e l'”Ommioddio sto per farla grossa”. Perchè dai, è chiaramente una merdata. Invece ti dirò che sto Flight 7500, forse anche aiutato dalle aspettative praticamente nulle, si rivela un film interessante. I personaggi sono tutti odiosi, spinti da una recitazione da scappati di casa e da una personalità degli attori che sfiora il livello “manichino introverso”. Il risultato è quasi realistico però, perchè in effetti quando prendi un aereo i compagni di viaggio sono più o meno tutti così. Però la trama c’è, si trascina, si porta avanti a fatica, però alla fine l’idea c’è, e il finale premia la nostra fatica per essere riusciti a resistere fino ai titoli di coda. Nulla di memorabile in ogni caso, ma sono sicuro che se alla regia ci fosse stato James Cameron, un po’ di tono epico, un budget da grossa produzione Hollywoodiana, un cast di attori decenti, un titolo e una trama diversa, sarebbe stato un ottimo film.

Le scene migliori senza spoiler:

Quando dicono ai passeggeri che le noccioline tostate sono finite:

Flight 7500

Quando l’hostess chiede al passeggero di russare in modo meno arrogante:

Flight 7500

 

King Kong Skull Island

King Kong Skull Island

Una volta c’era una principessa che voleva un principe, chiamò quattro uomini per fargli fare una sfida a chi le avrebbe portato più palle da ping pong; il primo parte subito, il secondo e il terzo sapevano cosa fare invece il quarto, che era mezzo sordo, rimase stranito. Dopo un giorno venne il primo e portò 1000 palle di ping pong, il secondo 3000 palle di ping pong, il terzo 600.000 e il quarto non veniva… passano 10 giorni e non si vedeva…il decimo giorno arrivò con una borsa enorme e tutto sfregiato nel viso e nel corpo e dice: “la principessa è mia…ecco qui le palle di king kong!”.

Se la trama fosse stata questa staremmo parlando di un CA-PO-LA-VO-RO

Ne hanno parlato un po’ tutti male perchè “Che palle ancora King Kong” e invece, contro ogni aspettativa, Warner e Legendary hanno trovato il modo per svecchiare e rendere ancora interessante il mondo del gorillone sviluppatissimo, non mostrando al pubblico che razza di banane si mangia Kong per avere un pelo così lucido e morbido ma tornando alle origini, all’isola dove tutto ha avuto inizio. Ed è proprio l’isola la vera protagonista, Kong e tutti gli altri fanno da comprimari. Un po’ come già visto in The Lost World: Jurassic Park. In realtà Skull Island prende molto spunto dalla pellicola di Spielberg, dal tipo di narrazione ai ritmi, e non è certo cosa negativa prendere spunto da Spielberg. Effetti meravigliosi, scene d’azione emozionanti e un cast magnifico, tranne Tom Hiddleston. Guardate il film e ditemi a cosa serve Tom Hiddleston. Nelle dinamiche del film è talmente inutile che può servire solo come cattivo esempio per il futuro. Tom Hiddleston è come una sciarpa ai caraibi. Una scala mobile ferma. E anche a livello recitativo, potevano mettere una maglietta blu ad una scatoletta di Simmenthal e avrebbero ottenuto lo stesso risultato.

Qui sotto una scena in cui chiedono a Tom Hiddleston quale sia il suo ruolo nel film e lui non sa cosa rispondere:

Tom Hiddleston

Lo scopo del film era poi quello di aprire le porte e gettare le basi per il prossimo sviluppo del MonsterVerse della Legendary Pictures, universo cinematografico che di sicuro comprenderà un crossover già programmato con Godzilla e gli altri mostri giapponesi e, gira voce, forse anche con Pacific Rim. Obiettivo riuscito.

Le Spie della Porta Accanto

Le spie della porta accanto

Commedia debole farcita di grandi nomi. Inizia pure benino, con la comicità di Zach Galifianakis che come sempre ha bisogno di tempo per farsi apprezzare, ma che fa il suo dovere e qualche sorrisetto tirato te lo strappa. Poi quando capisci che quella che si sta sviluppando è davvero la trama del film, smetti immediatamente di ridere. Banalissima la sceneggiatura, prevedibile ogni scena, è come quando t’interrogano e non hai studiato nulla e allora provi ad imbastire una storia a caso che però non sta in piedi. Probabilmente anche la produzione si è accorta dei limiti della pellicola e ad un certo punto ci schiaffano davanti alla faccia Gal Gadot in intimo. Film molto bello, consigliatissimo.

The Last Knights

The Last Knights

Ovvero un pistolotto noiosissimo con Clive Owen, nel ruolo di Raiden, il comandante dei cavalieri, che medita vendetta per tre quarti di film dopo che il malvagio consigliere dell’imperatore lo obbliga a giustiziare il suo signore. Che non ho mai capito come mai in questo genere di film il comandante deve essere sempre mega fortissimo con la spada, e i suoi fedelissimi soldati tutti fortissimi comunque. Mai che il comandante è una pippa e i soldati forti, oppure il comandante forte e i soldati pippe. No. Son sempre tutti i migliori. Una palla allucinante che ti porta a riscoprire l’arredamento di casa tua quando vaghi con lo sguardo ovunque tranne che verso lo schermo in cerca di qualcosa, un appiglio, per non addormentarti. Tra l’altro è tutto a cazzo. Non si capisce il periodo storico, duelli con la spada che hanno tanta voglia di samurai, ma senza i samurai. Quella ricerca dell’onore sepolto ma mai sconfitto a metà tra Il Gladiatore, Braveheart e un film coi samurai, ma senza i samurai. Ma c’era davvero bisogno di fare un film del genere? Non si poteva semplicemente fare un film coi samurai?
Nemmeno la battaglia finale riesce a salvare la serata. Piani e tattiche inutili, tre quarti di film per
organizzare un piano per riprendersi il castello che fa cagare. Non il castello, Ë il piano che fa cagare.
Il castello è bello medio. Ma Clive Owen se li sceglie da solo i film o nella vita passata ha fatto qualcosa di orribile e ora deve pagare?

Quindi, ricapitolando, per tre quarti di film ho pensato ai regali da fare a Natale, anche a persone che non conosco, ho inventato nuove parole di cui devo ancora decidere l’utilizzo e ho deciso di cambiare la disposizione dei ninnoli sulla mensola. Poi, invece, con la parte finale del film, quella incalzante, ho definitivamente ammesso di aver buttato via un ora e mezza.

 

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Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.