Ghali
Ghali
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Il 26 maggio 2017 uscirà il mio primo disco. Sono seduto in metropolitana e sto andando a rifare la carta d’identità. 
Ci sarà scritto Ghali perché è il mio vero nome e l’album si chiamerà Album, perché è il mio primo album. È la prima volta che porto a termine un progetto nella mia vita, ho sempre lasciato tutto a metà: relazioni, scuola, il calcio.
Non è mio, ma nostro, se penso al percorso che ho fatto fino ad arrivare a questo punto, perché voi siete stati il mio unico supporto.
Per più di un anno tutti mi hanno chiesto “ma quando esce il disco?” “Stai scrivendo il disco vero?” quando io manco ci pensavo.
Ora che è così vicino, che siamo a pochi giorni dall’uscita, ora che ho una risposta a quella domanda che per me è stata la più difficile, ora che esiste una tracklist e mancano pochi giorni agli instore, mi chiedo: voi ci sarete? E in quale città?

Ghali - Album
Ghali – Album

Con queste parole, il 18 maggio, Ghali ha annunciato la data di uscita di Album.
Ed eccoci a venerdì 26 maggio, l’attesissimo disco di Ghali è finalmente disponibile in tutti i negozi e nello stesso giorno il rapper milanese ha fatto il suo primo instore nella sua città davanti a una piazza Duomo affollatissima che in coro chiamava il suo nome.

Ieri pomeriggio mi trovavo in Corso Vittorio Emanuele, la strada che porta a Piazza Duomo, e, mentre ero in fila in un negozio, davanti a me c’era un bambino, avrà avuto una decina d’anni, forse meno, che stringeva orgoglio tra le mani Album, non ho potuto fare a meno di chiedergli se gli piacesse Ghali e mi ha risposto “sì tantissimo è bravissimo” e fiero mi ha mostrato gli autografi che il rapper gli aveva appena fatto sul disco è sul braccio.
Questo credo sia uno dei tanti poteri e della magia della musica e in questo caso di Ghali che riesce a piacere a un pubblico multigenerazionale, a me che ho 35 anni e a un bambino di 10.
Ghali è un esempio per tanti, dopo Troupe D’Elite dove praticamente era sputtanato, si é creato una nuova figura, insieme a un nuovo team si è ricreato da zero senza compromessi e oggi il successo che ha ottenuto se lo merita appieno.

Lo dedico a mia madre, questa è la mia laurea. A mio Zio. Al Dio che mi ha seguito finora, questo è il mio pellegrinaggio.”: con queste parole Ghali introduce Album, un punto d’arrivo dopo le difficoltà affrontate nella vita di ogni giorno, ma anche nel mondo della discografia. Ghali parte da zero, da un quartiere della periferia di Milano dove tutto quello che si ha sono sogni e quello che manca si trasforma in motivazione per realizzarli.

Album non è solo la prima raccolta di canzoni di Ghali, ma anche, in ogni singola traccia, in ogni singola strofa, una raccolta di immagini, fotografie, scatti, colori, che rappresentano il suo vissuto, la sua storia, il suo passato e il suo presente. 12 tracce, che con la produzione di Charlie Charles, ci catapultano, attraverso le immagini retoriche a cui Ghali ci ha da sempre abituato, nella sua vita e nei suoi pensieri.

Ho avuto modo di fare due chiacchiere con Ghali e di parlare con lui, non solo di Album, ma anche e soprattutto di quello che prova nei confronti di tutto questo successo a mio avviso più che meritato.

In Lacrime dici: “Se penso all’anno scorso non c’era proprio nessuno, ora sono tutti in soccorso ma non abbiamo chiesto aiuto. Più divento famoso, più mi sento escluso, sarà che in fondo è ciò che ho sempre voluto“. Come vivi questa cosa?

“Guarda non saprei descrivertelo, quelle parole esprimono appieno il mio pensiero. Descrive proprio questo momento, quello in cui nessuno ti ascolta quando hai sete e arrivano tutti quando stai bevendo”.

Parli molto di tua mamma, penso a Ninna Nanna ma anche a Ricchi Dentro dove dici “mamma dai sincera ti aspettavi tutto questo? Eravamo già ricchi dentro, mio Dio che bello dirti te l’avevo detto”, quanto ha influito il fatto di dimostrare a lei che ce l’avresti e ce l’hai fatta?

“Tanto, mi ha dato tantissima forza il fatto di doverlo fare e di andare avanti, non solo per me stesso, ma anche per qualcun’altro e dimostrarle che qualcosa sono riuscito a portarla a termine, ad arrivare fino in fondo, lei in tutto questo è stata fondamentale”.

Nel disco parli di Internet, quanto ha influenzato il tuo rinascere dalle ceneri di Ghali Foh fino a diventare Ghali, il rapper che ha cambiato il modo di fare rap?

“Tanto, la mia generazione un un modo o nell’altro vive su internet. Grazie a internet hai tante opportunità, c’è stato un restyling completo dal vecchio Ghali a quello di oggi. Internet ha fatto sì che questo potesse succedere, perché su internet la gente ti conosce e si dimentica velocemente di te, quindi durante quella pausa che abbiamo fatto di quasi due anni, la gente si è dimenticata del vecchio Ghali e grazie a internet e soprattutto alla meritocrazia ho avuto l’opportunità di rinascere”.

Un anno fa eri perso, senza lavoro e ora ti sei reinventato completamente da zero e senza compromessi, qual è il tuo segreto?

“Il lavoro di squadra è il segreto, perseveranza, crederci fino in fondo e non è un segreto, si sa, però é difficile applicarlo a volte”.

Hai improntato il disco sulle fotografie della tua vita, le hai messe tutte o ne manca qualcuna?

“No non ci sono tutte, ne manca qualcuna ma diciamo che quelle principali e le più importanti ci sono”.

Secondo me il tuo disco si venderà da solo, senza bisogno di promo, ma se dovessi dire perché dobbiamo comprarlo e ascoltarlo cosa diresti?

“Perché bisogna supportare una realtà come la nostra, indipendente e credo sia importante supportare un lavoro di questo tipo nel rap italiano”.

Album di Ghali non è solo la fotografia della sua vita, è un viaggio che parte con “Ninna Nanna e “Ricchi Dentro” nelle quali parla alla madre e della madre, di come sia stato difficile rialzarsi, ricrearsi e reinventarsi “da una stalla a una stella” e di quanto sia “bello dirti te l’avevo detto“.
Vida” è il racconto di una notte brava, quella di un ragazzo che parla alla vita come se fosse una Signora che gli fa dei dispetti: “oh Mademoiselle portami via dalla misère. Il mio cuore è troppo grande per una vita da misérable. Vida o vida non fare la bambina. Vida o vida non giocare con me.”

Dalla notte passiamo al giorno con “Happy Days” e all’amore con “Habibi”, che in arabo significa amore mio, e “Libertè”, che insieme svelano l’importanza che hanno le donne e l’universo femminile nella vita di Ghali.
Lacrime” è sicuramente il pezzo più introspettivo del disco, dove Ghali descrive come ha superato quel momento della sua vita in cui le persone in cui credeva lo hanno abbandonato.
Bisogna fare, mai piangersi addosso è il motto e il grande segreto di Ghali, che in “Ora d’aria” regala un inno a tutte le persone che sono state private della loro libertà, perché la liberà è la cosa più importante e sacra che abbiamo e “tu non puoi comprarmi, dormo anche per Terra
Il viaggio prosegue con “Oggi no” che rappresenta Ghali oggi, un’immagine sorridente, di un artista che è stato capace di non arrendersi e di trasformare  le sue difficoltà in un punto di forza. Questa consapevolezza, una sicurezza oramai non più solo desiderata ma raggiunta, è quella che si riconosce anche in “Boulevard”, “avvisa le autorità, c’è una nuova superstar. Welcome nel gran boulevard”.
Il tutto si conclude con “Milano”, un ringraziamento alla città che non ha abbandonato Ghali e a tutte le persone che hanno creduto e credono in lui, rendendolo l’artista che è diventato oggi.
Non tutti sono andati via, alcuni son rimasti qui, quelli che dicono verità anziché dire sempre sì. Io non me la prenderò, la scorsa notte ho preso decisioni e giuro che le rispetteró. Provo a dire no. Ora i miei difetti divenuti pregi, anche se il mio parfum è lo stesso di ieri. Quando non c’era lo champagne dimmi tu dov’eri, baby senza cash, tu non mi volevi“.

Questo è Ghali, il rapper, che dopo essere stato praticamente sputtanato, è rinato dalle ceneri di Ghali Foh fino a diventare Ghali, colui che ha cambiato il modo di fare rap in Italia, questo è Album, solo Album, il suo primo disco e questo è il nuovo genere musicale che Ghali ha creato e che si chiama “genere musicale” finché qualcuno non gli darà un nome e che io chiamo semplicemente Ghali. Finalmente gli Happy Days sono arrivati anche per lui e che siano Happy Days per sempre.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.