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In occasione della pubblicazione del remix dell’ultimo singolo di Missy Elliot “I’m Better” che vede la collaborazione delle storiche rappers Eve, Trina e Lil Kim, Marti Stone si espone sull’argomento nella su pagina Facebook attraverso un post a proposito della scena rap femminile italiana.

Nel suddetto preannuncia l’inizio di una rivoluzione culturale, si tratterà solo di buon auspicio o si riferisce a qualcosa di concreto che sta accadendo proprio ora nella scena femminile italiana? A voi le conclusioni!

Di questa probabilmente non ve ne può fregar di meno, ma ci tengo a dire che nel 2017 Missy Elliott ci ha regalato questo remix featuring 3 delle rappers con cui sono cresciuta.

Forse non ci avete mai pensato, ma anche una bambina femmina ha bisogno di esempi, oltre agli stereotipi, in cui proiettarsi.
Se questa bambina sta crescendo a cavallo tra anni ’90 e 2000 con una grande passione per il rap americano, non ha potuto far altro che coltivare inconsciamente dentro sé la volontà di poter vedere rappresentato quell’esempio anche nella sua terra, nella sua lingua, con la sua storia e il suo modo di fare.

Amo il rap perché mi ha permesso di rappresentare qualcosa, qualcuno, me in primis. E ringrazio donne come una Missy Elliot che durante la mia crescita reppava nelle mie orecchie tante rime che alla fine andavano a tradursi in un semplice “NON MOLLARE”.

Se le bambine afro hanno dovuto attendere un’infinità prima di poter giocare con una bambola che almeno un po’ le rappresentasse, io ho sempre avuto a disposizione una bambola bianca con gli occhi azzurri e mai una rapper italiana che mostrasse al 100% sicurezza ed integrità nel rappresentare la mia proiezione. Nonostante questo, continuo ad avere da imparare da ognuna di loro e so benissimo che per chi c’è stata prima di me, questo è stato un percorso ancor più duro e pieno di “farsi da sole” e bastoni fra le ruote e ringrazio ognuna di loro per aver spianato anche un solo centimetro di strada!

Tornando a me bambina e a Missy, Trina, EVE, Ms. Lauryn Hill e le altre.. Se nel 2002 quel seme si è insediato nel mio centro, nel 2017 faccio parte, insieme a molte altre artiste italiane, di una rivoluzione nella cultura musicale che segnerà questo paese per sempre.

Non abbiamo fretta, ma non troviamo sosta.

Questo è il mio messaggio a tutti quelli che nella vita hanno anche solo pensato che una donna non fosse degna di partecipare al buffet del rap italiano se non come cameriera, vi svelo un segreto: [R]ESISTIAMO.

Ascoltare questo remix nel 2017 mi fa affrontare un lungo viaggio all’indietro nei ricordi e un ancora più lungo viaggio in avanti negli obiettivi 🙂

Un abbraccio a tutt*

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