Dani Faiv
Dani Faiv
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Un mesetto fa (circa) stavo mettendo in ordine una pila di CD che si era ammassata ai piedi del mio letto e, tra un disco di Ghemon ed uno dei Fall Out Boy ho trovato “Teoria Del Contrario Mixtape” di Dani Faiv e Kanesh. Ora, la cosa buffa è che era ancora sigillato e che non ho assolutamente idea di come potesse trovarsi lì.
Non lì tra Ghemon e i Fall Out Boy, ma lì ai piedi del mio letto, o meglio, lì in camera mia; insomma era un disco che non sapevo di avere e che, tutt’oggi, non so da dove sia arrivato.
La coincidenza è che questo episodio è capitato in concomitanza con l’annuncio dell’uscita del primo disco ufficiale del rapper di La Spezia per Machete Crew ed essendo io uno che crede molto alle coincidenze, non ho potuto fare a meno di interessarmi particolarmente al suo caso e rintracciarlo per fargli qualche domanda!

Dani Faiv - The Waiter (Cover)
Dani Faiv – The Waiter (Cover)

Dunque una delle cose che mi ha colpito di più di The Waiter è l’immaginario: mi sembra che tu ti inserisca perfettamente a cavallo tra il rap underground e più hard tipico della Machete crew e suoni più trap. Parliamo, ad esempio, del singolo Sorrisi di Plastica, c’è il tema della rivalsa sociale, da cameriere a rapper, incastri e rime dal sapore classico ma una produzione che, citando un commento trovato su un forum, “arriva direttamente da marte”. Anche il video si inserisce perfettamente in questo contesto, girato con i tuoi amici, con il balletto durante il ritornello (che ti fa entrare in fissa), se qualcuno lo vedesse senz’audio potrebbe pensare ad un video parodia di qualche youtuber, invece, quando inizi a rappare, si cambia completamente atmosfera. Dopo questa premessa la mia domanda è: alla luce di queste osservazioni, come senti di inserirti nella scena Hip Hop italiana? Da chi è composto il tuo pubblico?

In linea di massima sono d’accordo con le tue osservazioni. La voglia di staccare dalla routine, di cambiare stile di vita da cameriere a rapper, è un concetto sviluppato soprattutto in “Sorrisi di plastica”, per questo l’ho scelto come primo singolo, perché poi questo concetto torna in tutto il disco. In generale, musicalmente, ho cercato un compromesso tra un’attitudine più fresh e un background rap solido, ed è questo che mi porta a sperimentare unendo così i suoni di oggi (un po‘ più trap) senza abbandonare il rap più puro e crudo. Poi dal vivo ho sempre avuto un’accoglienza incredibile, ultra-calorosa: anche il pubblico di Salmo, quando ho aperto i suoi live, salta e canta le mie canzoni senza che io abbia mai raggiunto neanche 200mila view su YouTube…

Seguendo la tracklist del tuo disco la seconda domanda è irrimediabilmente legata a Jack the Smoker: come vi siete incontrati? Com’è scoccata la scintilla tra voi? Quanto influenza il tuo lavoro ed in che modo?

Conoscevo Strage e con lui sono andato in studio da Jangy Leeon perché dovevo beccarmi con Lanz Khan. Lì ho scoperto che Jangy divideva lo studio con Jack. Quando Jangy ha ascoltato “Teoria del contrario”, il mio mixtape che ha preceduto l’uscita di “The Waiter”, si è preso bene e mi ha consigliato di farlo ascoltare anche a Jack. Il giorno dopo che Jack lo ha ascoltato mi ha scritto su Facebook e mi ha chiesto di incontrarci perché gli era piaciuto il mio stile e voleva farmi una proposta: ci siamo visti e mi ha chiesto di lavorare insieme a un disco. Jack mi influenza e mi ha influenzato tantissimo: grazie a lui ho proprio cambiato il mio modo di concepire un pezzo, mi si sono aperte nuove porte dal punto di vista della post-produzione. Io avevo dei pezzi pronti e con lui abbiamo valutato la strada migliore da prendere per valorizzarli.

Più ascolto il tuo disco e più mi chiedo chi ti ispira? O meglio, cosa ascolta Dani Faiv e da chi si è lasciato influenzare?

Quando ero ragazzino mi sono ascoltato tutta la discografia di Madlib e di J Dilla, quindi roba molto boom bap underground. Ora invece mi sto ascoltando artisti come Lil Yatchty, 21 Savage o Famous Dex che mi hanno ispirato per creare nuovi flow… mi hanno proprio aperto la mente.

Il primo singolo estratto è stato Scompaio, prodotto da Kanesh (con cui avevi già lavorato parecchio). Vorrei proprio soffermarmi sulle produzioni del disco, se non mi sbaglio ci dovrebbe essere anche lo zampino di Dj Slait. Quanta differenza hai trovato nel lavorare con l’uno e l’altro? Più in generale, hai notato un certo salto di qualità, rispetto a prima, iniziando a lavorare con Machete?

DANI FAIV: Dj Slait non ha curato la parte musicale ma ha diretto artisticamente il progetto, consigliando prima, durante e dopo, insieme a Jack e al resto del team, quali pezzi tenere, quali scartare ecc. Con Kanesh è stato un lavoro molto intenso: è venuto tutti i giorni al Caveau Studio (lo studio di Jack) con noi e ci ha dato una mano per i beat, che sono quasi tutti suoi o comunque nati da una sua idea. Il collettivo Machete, in ogni caso, sempre grazie a Jack che mi ha fatto da tramite, da metà progetto in poi mi ha aiutato a concretizzare tutto, dunque sì, c’è stato un salto di qualità sotto tutti i punti di vista, da quando ho iniziato a lavorare con Jack.

KANESH: Alla fine io e Dani lavoriamo sempre nello stesso modo, non ci sono state differenze di approccio, ma Jack ci ha davvero fatto fare quel level up che solo lui poteva farci fare.

Una delle produzioni che mi è piaciuta di più è quella quasi Blues di Pin. Se dovessi scegliere una tra le produzioni che penso possa essere stata registrata in studio con una band punterei su quella.

È anche una delle mie produzioni preferite ma non è stata registrata con una band. C’è stata, però, un’aggiunta fondamentale del maestro pianista Carlo Feola, che ringrazio molto: ha suonato il pianoforte dando al pezzo qualcosa in più.

Nel comunicato stampa si accenna qualcosa alla copertina del disco, hai curato tu l’art work? Cosa rappresenta?

L’artwork è di Walter Bolognino, in arte Its The A, e rappresenta il mio viaggio da cameriere a rapper: io racconto il passaggio dalla mia vita precedente a questa e lui ha deciso di incorniciare il passato prendendo spunto da un mio vecchio pezzo, “Senza gambe”, dove dico “Il mio disco è un quadro”.

Ti ho sentito per pochi minuti live all’evento Nike organizzato per il fuori salone e la tua energia mi ha colpito molto; poi ho visto un video su Instagram della tua apertura ad un live di Salmo e mi sono detto “WOW”, mai visto un casino del genere per un open act! Mi sembra decisamente di capire che per te il live ed il rapporto con il pubblico sono molto importanti!

Ti ringrazio dei complimenti e assolutamente, sì, per me il live e il rapporto con il pubblico sono fondamentali. Vivrei solo di live, anche perché ho fatto breakdance, new style ed electric boogaloo per dieci anni e stare sul palco mi dà un’emozione unica, mi trasformo proprio.

Che rapporto hai con i social? Vedo che sei molto più attivo su Instagram che su Facebook, ma, nonostante ciò, il numero di mi piace sulla tua pagina aumenta giorno dopo giorno, anzi il 15 maggio c’è stata una vera e propria esplosione!

Facebook purtroppo non lo caga più nessuno, o quasi, dunque nei casi in cui c’è da sponsorizzare un progetto lo uso, però in media uso molto di più Instagram, perché funziona meglio e te lo dice il fatto che all’inizio ci sono stato dietro parecchio perché avevo numeri più bassi ma poi sono arrivato, in appena due mesi, a numeri mai fatti prima.

Prima di lasciarti ti pongo le classiche domande di Hano.it

Angolo della puttHana: prostituisci il tuo disco

Comprate il mio disco perché è diverso da tutto quello che c’è in giro ora.

Angolo marzulliHano: fatti una domanda e datti una risposta

Sono soddisfatto del mio disco? Nì… vorrò sempre fare meglio.

Angolo della sHanpista: regalaci un pettegolezzo

Prima dei live Kanesh vomita sempre.

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto