Izi pizzicato
Foto: Cirasa
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Luci soffuse, le cuffie nelle orecchie, il rumore delle chiavi quando le appoggi sul tavolo, tamburi, batteria, melodie, suoni elletronici, sonorità trap, il rap che con le sue rime dirette e taglienti picchia in testa, questo è il viaggio che ci regala Pizzicato, il nuovo album di Izi.

È un disco molto cupo, molto denso, in cui Izi si mette a nudo e ci racconta la sua verità, la sua storia, il suo vissuto e la sua maturazione personale e artistica in questo ultimo anno dopo l’uscita di Fenice.
Pizzicato non solo ci fa ballare ma ci fa anche riflettere sui demoni che ogni giorno entrano nelle nostre teste, su come sconfiggerli, su come riuscire a scegliere e dare il giusto valore alle cose che per noi sono importanti e che ci fanno sentire liberi e in equilibrio con noi stessi.
È sicuramente un disco molto personale, interiore e introspettivo che induce a guardarsi fortemente dentro. La componente della rabbia, che da sempre ha contraddistinto il rapper genovese, è sicuramente molto forte e presente ma sta volta i messaggi che trasmette sono positivi e ci invitano a riflettere, a svincolarci dalle “mille catene” e dai tanti “pesi” a cui siamo quotidianamente sottoposti e di cui la nostra esistenza e il nostro spirito non hanno obbligatoriamente bisogno per andare avanti.

In una società in cui l’apparire sembra più importante di qualunque altra cosa, con Pizzicato, Izi cerca di combattere le proprie inclinazioni, abitudini, tendenze e dipendenze materiali e non cercando di vivere nella libertà ma consapevolmente.

13 tracce che vantano le straordinarie produzioni di alcuni dei migliori producer della scena contemporanea tra cui Shablo, Charlie Charles, Sick Luke, Simoo, David Ice, Marz, Noise, Estremo e Marco Zangirolami.

Sono molto legato a questo album“, inizia a raccontarci Izi durante la conferenza stampa tenutasi in Sony, “è un album molto introspettivo e riflette le mie mille sfaccettature.
Pizzicato ha molteplici valenze..pizzicato ha il valore di infastidito, parlo dei giovani a cui interessa più l’apparire, la moda, i vestiti, la droga che conoscere se stessi.
Pizzicato dalle dipendenze, dalle paure, dai demoni che ci deteriorato e dai quali dobbiamo assolutamente liberarci per raggiungere l’equilibrio interiore.
Pizzicato come colui che può cambiare le regole del gioco e aprire gli occhi a coloro che lo ascolteranno.
Pizzicato dall’alto perché mi sento come uno dei prescelti a parlare alla gente per trasmettere loro come ho lavorato su determinate cose.
Siamo noi gli artefici del nostro destino e dobbiamo vivere il grande dono della libertà consapevolmente.
Secondo me è un disco molto denso e mi auguro che possa, soprattutto per i giovani, dare una sveglia rispetto a quello che è l’andamento generale di questa moda della trap. A me piacciono molto le sonorità trap, ma questo non vuol dire che la gente mi debba chiamare trapper, che è una cosa che detesto.
Io volevo creare dei suoni sperimentali e degli arrangiamenti anche un po’ più classici su alcune tracce e arrangiamenti più melodici e musicali per cercare di arrivare a un pubblico più esteso, ma con l’intento di far riflettere le persone
“.

Izi, Pizzicato
Izi, Pizzicato

La copertina è molto particolare e racchiude perfettamente il concept del disco..

Sì, per quanto riguarda la copertina, è stato sicuramente molto bravo Davide ,l’illustratore che l’ha realizzata, perché è riuscito proprio a disegnare quello che avevo nel cervello. È un’immagine molto dantesca, molto infernale, come fossero i gironi dell’inferno, con queste gabbie, questi peccati in cui continuiamo a inciampare. È una cosa molto generale rispetto a tutto quello di cui si parla nel disco, ovviamente, però rappresenta un po’ questo mondo quasi magico, un po’ metafisico/trascendentale in cui ci sono, soprattutto nella folla in basso, dei personaggi sempre molto discussi come possono essere le puttane, gli sbirri, i preti, i politici, tutti imprigionati in questo caos, cacciati dai loro mostri, dalle loro bestie che sono poi rappresentati da questi alberi con mille occhi, come fossero mille telecamere, mille persone che ti guardano sempre e poi ci sono io che ero in quella folla ma che mi sto innalzando verso qualcosa di più  puro e di più vero.
Sicuramente un’altra componente di questo disco è la verità. Io non invento mai cose nei testi che non mi appartengono, mi piace piuttosto dimostrarmi come debole, quale sono e lavorare sulle mie debolezze piuttosto che mostrarmi per quello che non sono”.

Il disco è composto da 13 tracce inedite e da featuring importanti, “Dopo Esco” con Fabri Fibra, “Bad Trip” con Caneda, Come me” con Enzo Dong e “Wild Bandana” con Tedua e Vaz Te’.

“Per quanto riguarda i featuring, posso dire che nessuno è nato per convenienza o marketing, ma perché ho proprio voluto lavorare con questi artisti. Ho fatto la direzione artistica con Shablo, il mio manager, mi sono molto messo in ballo dal punto di vista delle produzioni e sentivo che c’era proprio bisogno di quel tipo di featuring su quella traccia. Con Enzo Dong è venuta fuori una traccia abbastanza ignorante e prepotente nella maniera in cui si presenta, però in cui si parla comunque dei giudizi, dei pregiudizi, dei commenti dei social che per me è una cosa che ho vissuto in maniera prepotente, questi commenti che cercano di gestirti la vita, di conduzionarti, al punto da non riuscire più a separare Diego da Izi.
Il pezzo con Tedua e Vaz te’, due componenti della Wild Bandana, la mia crew di Cogoleto, é un pezzo molto più da famiglia in cui raccontiamo anche com’è nata Wild Bandana, so che ai ragazzi piacerà molto perché ci mettiamo in ballo e raccontiamo chi siamo.
Il featuring con Caneda, è stato uno dei più inaspettati da parte mia, perché ho lavorato a tutto il disco con Marco Zangirolami, che secondo me é un genio e non pensavo neanche di metterla questa traccia nel disco perché era molto prepotente, una di quelle trappate molto ignoranti e poi è diventato un pezzo piano e voce. Sentivo che il testo aveva qualcosa di più e Marco si è messo a improvvisare sul piano e io a improvvisare e cambiare un po’ il testo ed è venuta fuori questa cosa che secondo me é il brano più d’ascolto di tutto il disco. È molto cupo, ma trovo che faccia molto riflettere. E poi Caneda, da buon artista qual è, ha cacciato una strofa che mi piace molto e nella quale mi ci ritrovo molto. È sicuramente un pezzo molto sentito.
Il featuring con Fabri Fibra, forse è quello più inaspettato dal pubblico, è un pezzo molto particolare perché al primo ascolto sembra che l’argomento principale sia la weed, il fumare erba, in realtà non è così, perché quando ho scritto ‘voglio fumare un po’ di weed‘ intendevo ‘Dio fammi assaggiare un po’ di verità, di saggezza dall’alto, di purezza ma allo stesso tempo fai capire a tutti sti ragazzini qual è la verità rispetto a questo‘. Questo perché anche io personalmente non capivo la differenza fra l’uso e l’abuso di queste sostanze e i ragazzini hanno bisogno di qualcuno che gli dica ‘non siete degli stronzi se fumate ma dovete stare attenti a quello che fate‘. Secondo me è tutto riassunto nella quartina in cui dico ‘quando ho iniziato a fumare è perché pensavo troppo, quando ho fumato era bellissimo sentivo il doppio, col tempo questa nebbia te la porti dentro sempre, col tempo questa nebbia frá ti porta niente. Quello che ti rimane poi è nulla, io l’ho capito anche facendo questo tipo di vita e non si può essere non lucidi tutta la giornata e in questo esorto anche i ragazzini, va bene ci sono dei periodi in cui si fanno queste cose ma quando si entra nella vita vera bisogna imparare a separare le cose. Anche questo pezzo con Fabri, a cui è piaciuto molto, dà degli spunti di riflessione secondo me”.

A quale traccia sei più legato?

“Sicuramente a Pizzicato perché si crea un mondo parallelo, sembra una colonna sonora quasi di un film di Tim Burton e quello che volevo fare era esaltare anche questo con i video. Voglio fare dei video molto più film”.

Per quanto riguarda i live, cosa poterai sul palco oltre la tua musica?

“Mi piacerebbe molto avere una band, io sono un rapper ok, ma faccio musica, e se domani mi va di fare la mazurca la faccio, non sono così chiuso. Mi piacerebbe portare intanto una batteria che dà molta più grinta sul palco e cercare di arricchire sempre di più il live e dare un’impostazione anche più di ‘recitazione’. 
L’anno scorso ho avuto pochissimo tempo per provare ed è stato il mio primo vero live, a Genova ho fatto tanta gavetta ma in localetti dove magari non avevo neanche il microfono. Con il tour di Fenice ero molto timido e non sapevo ancora gestire le cose, facevo i pezzi punto e basta, piano piano impari tutto e il discorso è che davvero non ho avuto tempo per provare e questa è una delle cose che più rimpiango. Ora è tutto in salita e cerco di darci dentro il più possibile per fare un bel live”.

Izi ha 20 anni e una storia molto intima da raccontare, a partire dal suo vissuto personale e familiare. Nell’ultimo anno e mezzo ha rischiato cinque comi diabetici e tutte queste esperienze di vita lo hanno portato a intraprendere un percorso spirituale e introspettivo che è sfociato in questo nuovo progetto. In Pizzicato c’è la sua storia ed è ricco di contenuti e messaggi positivi.

È sicuramente uno dei pochi rapper che hanno un vissuto molto profondo da raccontare e sicuramente Pizzicato ne è l’emblema. Il disco è un viaggio, un mosaico ricco di suggestioni musicali in grado di fondere perfettamente elettronica, trap, rap e melodie vocali dal taglio raffinato e cantautorale nelle quali emerge la sua forte passione per i grandi cantautori di una volta Gaber, Tenco, Guccini e De Andrè, basti pensare che tra le sue canzoni preferite ci sono “Il giudice” di De Andrè e “La nave” di Gaber.

Come puoi credere di essere sempre te stesso, se cambi idea in ogni momento, sempre, ogni minuto,
volevo fare l’archeologo per ripulire quello che ho lasciato sporco…” (Distrutto)
Ho pizzicato la mia strada e indietro non ci torno, si fino a quando non mi ha pizzicato Dio dall’alto, ho fatto molte troppe cose per i successori, pizzicato perché troppo più vero di voi…” (Pizzicato)

Izi
Foto: Cirasa
Pizzicato esce domani e sempre da domani Izi sarà impegnato nel Pizzicatoinstore tour che lo vedrà protagonista nelle principali città italiane. Seguirà il tour vero e proprio che fino a marzo 2018 (con uno/due mesi di pausa) lo vedrà sui palchi di tutta Italia:

“Il 5 Maggio, proprio nel giorno d’uscita del disco, il rapper incontrerà i fan a Genova, quindi il 6 Maggio sarà a Milano e Como, il 7 MaggioStezzano (BG), L’8 MaggioVarese e Paderno Dugnano, il 9 MaggioVicenza e Mestre, il 10 MaggioBologna, l’11 MaggioFirenze e Lucca, il 12 MaggioRoma e Latina, il 14 MaggioNapoli e Caserta, il 15 MaggioCasamassima (Bari) e Brindisi e il 16   Maggio a Torino.”

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.