Chris Pratt
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Ecco cosa non ha funzionato in Suicide Squad secondo Chris Pratt

Da una parte abbiamo un film come Suicide Squad, massacrato dalla critica e da buona parte dal pubblico ma che ha comunque incassato come nemmeno le più rosee aspettative lasciavano intendere trattandosi di personaggi più che minori nell’universo Dc Comics e che si è trasformato in un incredibile successo commerciale. Dall’altra abbiamo una pellicola come I Guardiani della Galassia, che pur trattando personaggi più che minori nell’universo Marvel ha convinto tutti, critica, pubblico e pure personaggi immaginari e invisibili che potete tranquillamente inventare subito dopo aver letto questo articolo. Durante una recente intervista è stato chiesto a Chris Pratt, la star dei Guardiani della Galassia, cosa non ha funzionato nella pellicola di David Ayer e perchè non è riuscito a convincere il pubblico con Suicide Squad. Ecco cosa ha risposto:

“Mi piacciono tutti i film della Warner Bros., penso siano molto fichi e non sono veramente critico nei loro confronti. Ma uno dei difetti è che hanno introdotto troppi personaggi in Suicide Squad. Hanno speso più di dieci minuti dicendoci perché dovrebbe importarci di questi personaggi, anziché creare delle trilogie e convincerci che dovrebbe importarci di loro. La Marvel ha fatto tutto più lentamente” continua Pratt “Non hanno realizzato prima The Avengers. Hanno fatto Iron Man. L’hanno testato per vedere se funzionava. Poi hanno fatto Iron Man 2, Thor, Captain America. Li hanno presentati e hanno creato hype per questi personaggi, poi li hanno messi insieme in The Avengers”

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Daniel San
Lo voleva il Real Madrid, lo voleva Hollywood, lo volevano gli Avengers, amatissimo da tutti, di qualsiasi religione, sogno erotico femminile, il miglior amico che ogni uomo vorrebbe avere. Beato lui. Io invece sono Daniel, carpentiere di giorno e blogger nei pochi minuti che rimangono liberi. Appassionato di cinema, fumetti e cazzate. Un nerd d’altri tempi che ti racconta la nostalgia degli anni 80/90 come te la racconterebbe Mario Merola, e di come una volta se ti mettevi la maglietta di Superman e uscivi in strada eran coppini e zero figa per sempre, mentre oggi è la base per una rapida scalata verso il successo.