Dutch Nazari e Frah Quintale
Loading...

Venerdì 14 aprile io ed il mio partner in good vibes Jack Frigerio siamo andati in avanscoperta di un locale molto particolare, il BQ De Nott, che quella sera avrebbe ospitato un artista altrettanto fuori dagli schemi: Dutch Nazari.

L’idea di portare su di un palco milanese Duccio from near Venice la si deve a Skynight Event, organizzazione di eventi che opera da anni nel settore hip-hop e che per accontentare l’eterogeneità della scena e del suo pubblico ha affiancato a quello più underground altri due format: Fake Love, dedicato alla trap e organizzato in concerti e djset a partire dal prossimo settembre, ed Ipse Dixit, dal taglio più conscious e ricercato, che strizza l’occhio all’indie e lascia caratterizzarsi da liriche di spessore e musiche da assimilare con garbo. Dove, inevitabilmente, non si è potuto che collocare Dutch insieme al produttore Sick & Simpliciter.

Arrivati in zona Romolo intorno alle 22, è stato piacevolmente spiazzante salire le scale del BQ e ritrovarsi in una sorta di baita integralmente in legno, con luci calde e soffuse, e ritagliata in un contesto così urban quale quello di una metropoli europea. Era da poco terminata la sessione di musica italiana e di ballo sulle note di brani scelti dal pubblico, quando a salire sul palco sono stati i primi rapper di apertura Brain FNO, Albert e Fede Rashan.

Tra un mixtape e (più di) una birra artigianale, è stato inevitabile trovarsi a riflettere sul main guest della serata (qui l’intervista di Jack) e sul suo ultimo capolavoro. Sebbene abbia rifuggito da sempre una definizione stereotipata di quello che è il suo genere, l’essersi di fatto collocato a metà strada tra rap e cantautorato gli è valso il neologismo di “cantautorap” coniato da Dargen D’Amico. E proprio tramite l’etichetta di quest’ultimo, Giada Mesi, il 17 marzo 2017 ha visto la luce il suo primo album ufficiale: Amore Povero.

Amore Povero, Dutch Nazari
Amore Povero, Dutch Nazari

Un album segnato dalla riscoperta di forme di scrittura ispirate alla slam poetry e armonizzate all’influenza melodica e di penna del miglior cantautorato italiano. Un modo di fare arte insomma che non si limita alla genuinità della forma, bensì affonda le radici nel terreno fertile dei contenuti e del messaggio di fondo. Non è un caso infatti che in copertina vi sia un fiammifero acceso a simboleggiare metaforicamente il senso più profondo di Amore Povero, ovvero quello di un fuoco, “che è sia il fuoco dell’amore che divampa, sia quell’elemento che in totale assenza di risorse (in povertà quindi) ti permette di sopravvivere, di scaldarti al freddo, di illuminarti al buio. I fiammiferi poi sono anche il simbolo di un qualcosa che si sta perdendo, che si usa sempre meno”.

L’amore, la nostalgia di epoche passate, il rigetto del consumismo senza vie d’uscita: una trinità sintetizzata ed isolata tra luoghi comuni volgari e storie di comuni mortali. Un mood empatico e circolare che partendo dal brano di apertura Proemio e ripercorrendo tutto l’album si chiuderà perfettamente con Amore Povero. Un’atmosfera che si respirava fin dall’EP del 2014 “Diecimila Lire”, il cui titolo stesso si presta a tali riflessioni, e fatto rivivere attraverso il brano omonimo e Genio Dentro. A suggellare il senso di ideale e poetico di Dutch hanno contribuito anche gli estratti dell’EP “Fino a qui”come Da abbinare con un mondo grigio, Inutili e Belli, Luce Clandestina ft Wairaki, Cura di me ft Claver Gold e Dargen D’Amico, in parte ospiti presenti peraltro al live insieme a Frah Quintale.

Dutch Nazari e Frah Quintale

Gli amici, a Dutch, insomma non mancano proprio. E nemmeno la fedeltà di un pubblico pronto a dare man forte e coralità ai suoi brani, dal primo all’ultimo, nonostante l’impianto audio non fosse perfettamente adeguato ad assecondare il peso specifico della lirica. Un’ora e mezza di live lungo un’istantanea dai colori sbiaditi dal tempo, queste le mie sensazioni più vere. Tra un aneddoto come quello delle figurine di Volpi e Poggi, le vibrazioni del basso di Luca Paternello ed i sorrisi complici con i colleghi sul palco.

Terminato il concerto, a prendersi cura degli umori generali sono state la performance artistica di Alessandro Burbank e le varie hit mixate dai djs di Hypelife che hanno accompagnato i superstiti fino al mattino, essendo il BQ de Nott uno dei pochi locali a Milano a restare aperto all night long. Ipse Dixit funziona un po’ così, rifugge la noia, non ti lascia fermo neanche per un minuto.

Dopo una serata simile sono tornata a casa con un’unica riflessione, cioè che se è vero che grandi emozioni fanno grandi rime che fanno grandi i poeti, almeno a grandi linee, allora Dutch Nazari è un grande poeta contemporaneo. E non sarebbe neanche un gran problema se non si fosse d’accordo, poiché – si sa – la poesia è per pochi e l’amore, tra i vari argomenti, non è abbastanza underground per tutti.

Loading...