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Da oggi è on line su Vevo la premiere del videoclip di “Borderline“, il nuovo singolo di lowlow tratto dall’album “Redenzione” pubblicato da Sugar lo scorso 13 gennaio. “Borderline” è un feroce storytelling dove lowlow dà voce a Lara, un’adolescente come tante, che trova nell’autolesionismo l’unica risposta al dolore che sente dentro.

Ho un pubblico molto giovane e ho deciso di usare uno storytelling per parlare di un disturbo grave al giorno d’oggi delle ragazze adolescenti, l’autolesionismo. Non si possono giudicare le persone senza conoscerle ma ho scritto questa canzone per parlare della finzione, della noia, della disinformazione che ci circonda.” racconta lowlow.

Il video di “Borderline” è diretto da Yuri Santurri & Daniele Tofani per Trilathera, come i precedenti “Ulisse” (singolo di platino e 23 mln di views) e “Il sentiero dei nidi di ragno” (4,5 mln di views) e vede un cameo di Nico, protagonista degli altri due videoclip, che fa da filo conduttore di questa trilogia che sviscera il disagio giovanile attraverso la potente espressività linguistica di lowlow.

In collaborazione con il Telefono Azzurro, il video termina con l’invito ai ragazzi che si riconoscono nella storia di Lara a non restare in silenzio e contattare il numero 1.96.96 o chattare su www.azzurro.it.

Video Borderline

lowlow è attualmente impegnato nel dj set tour di Redenzione e si prepara all’anteprima del suo tour live il 21 aprile ai Magazzini Generali di Milano e il 22 aprile all’Orion di Roma.

Romano, classe 1993, vero nome Giulio Elia Sabatello, lowlow è cresciuto con i miti di Eminem e Muhammad Alì e ha esordito a soli 13 anni sulla scena romana distinguendosi nelle gare di freestyle con quelle che ancora oggi sono le sue caratteristiche principali: un flow fuori dal comune, testi forti e mai banali, immagini cinematografiche e d’enorme impatto emotivo.

Da sempre i testi di lowlow e il suo stile sono un modo per liberarsi di una sorta di violenza che può prendere la forma di rabbia, provocazione, affronto, esaltazione, spocchia, odio, a seconda dell’esigenza. Ma non solo, perché tutte queste tinte forti creano un dualismo con altri due aspetti fondamentali di lowlow: da una parte lo spaesamento, l’inquietudine, l’angoscia e quindi la fragilità della sua generazione e, dall’altra, una serie di riferimenti culturali trasversali e non proprio comuni per un ventenne – per giunta rapper – capaci di lasciare un segno nell’ascoltatore per il cortocircuito che creano con gli stereotipi.

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