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Federico Lucia non smette mai di stupirci. Con una lunga intervista “fedelmente” riportata dal “Corriere della sera”, ha alzato ulteriormente l’asticella del gran cazzo che ce ne frega. Questo articolo di serio non ha nulla e non si propone alcun che se non il difendere il povero Lucia dalla complotto massonico del titolista dell’articolo.

A 16 anni nascondevo una pistola nello zaino”. Boom di condivisioni sui social, pareri non richiesti e l’immancabile comparsata di chef Rubio che ogni qual volta c’è occasione per perculare Fedez, quindi dalle 2-3 volte settimanali, accorre alla stessa velocità con cui io scattavo in discoteca non appena il troione del liceo beveva 3 chupiti.

La verità è che la storia della pistola, per quanto rimanga poco credibile e montata ad arte dal giornalista, non è minimamente la cosa più esilarante pronunziata dal giovane filosofo in occasione di questa intervista destinata a smuovere coscienze più de “I dolori del Giovane Werther”.

Caro Fedez non ti preoccupare. Sappiamo che sei un bravo ragazzo e, per questo motivo, abbiamo stilato una lista delle cose che era molto più probabile tu portassi nello zaino della scuola

1) LE SFERE DEL DRAGO

Se solo Goku e compagni avessero saputo che le preziosissime sfere erano sapientemente celate all’interno di uno zainetto Invicta dell’hinterland milanese, ci saremmo come minimo risparmiati un centinaio di puntate. La leggenda narra che la florida carriera del cantante pop meneghino sia legata ad un desiderio espresso in fronte a niente popò di meno del Drago Shenron. Una copia apocrifa del famosissimo manga creato da Akira Toriyama riporta fedelmente il dialogo tra i due.

Fedez: “Oh potente drago, fammi diventare numero uno in classifica Itunes”

Shenron: “Ma sei una pippa! Dai questo non riesco a farlo, chiedimi qualcos’altro

Fedez: “Allora voglio diventare alto 1.90”

Shenron: “Quanto ci volevi stare primo in classifica?”

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

2) L’ARCA DI NOE’

Le sacre scritture ne parlano e, in tempi più recenti, alcune fonti archeologiche più o meno attendibili attestano il ritrovamento di un’ imbarcazione vagamente compatibile con quella narrata nell’antico testamento. Ancora una volta non potrebbe esserci nulla di più inesatto.

Quella che con il Titanic si spartisce il trono di barca più famosa della storia, è stata per gli ultimi anni custodita all’interno del famoso zaino. Come? semplicissimo. L’imbarcazione, da mesi guidata dal comandante Schettino in punizione a largo delle Galapagos, è stata tratta in inganno dal fiume di lacrime che il Lucia era solito sgorgare ogni giovedì dagli studi di Xfactor. Proprio durante la celebrata procedura dell’inchino, il cantante ha incautamente aperto la propria borsa alla disperata ricerca di un kleenex: inevitabile l’affondamento tra le viscere dell’Invicta.

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

3) L’AGENDA ROSSA DI PAOLO BORSELLINO

Complotti, oscure trame e una storia tutta da scoprire. Per anni la sparizione della famosa agenda è stata ritenuta l’inconfutabile prova della complicità tra stato e criminalità organizzata. Picche. La sparizione dell’agenda è avvenuta per futili motivazioni di moda e stile.

Leggendo al contrario l’ultimo post pubblicato da Chiara Ferragni nel suo rinomato blog “The Blonde Salad”, abbiamo scoperto la vera storia. La bella bionda sarebbe in grado di viaggiare nel tempo grazie ad un astuto rito a base di hashtag, iphone 7 e pinzette per le unghie dei piedi. E’stata lei, ritornata al 19 luglio 1992, ad anticipare polizia e mafiosi e ad impossessarsi del prezioso cimelio.

Cazzo con l’adesivo Supreme viene fighissima” pare siano state le sue parole mentre si allontanava dalla scena del delitto.

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

4) “IL CUORE DELL’OCEANO” DI TITANIC

Lo so. Abbiamo tutti visto il film e, nel finale, delle scene montate ad arte da Beppe Grillo parrebbero mostrare come il pacchiano medaglione sia finito sul fondale del pacifico. Bugie.

La vecchia, recentemente scomparsa, pare abbia fatto in tempo ad assistere ad un concerto del buon Fedez e, nella foga del ritornello di “Magnifico”, non potendo lanciare il reggiseno per ovvi motivi di decoro, pare abbia scagliato il pendaglio a tutta forza colpendo il cantautore sul collo. Risultato: il famoso girocollo. Non è un tatuaggio, è una cicatrice.

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

5) LE MAGLIETTE

Nella prossima puntata di “Chi l’ha visto?”, lo straziante e accorato appello delle magliette di Fedez da tempo segregate nel famosissimo zaino. “Sono mesi che non ci porta in giro, sta sempre nudo. Dice che lo fa per i like”. Se volete anche voi contribuire alla causa, Hano.it si fa sponsor dell’iniziativa benefica e vi rimanda al sito web competente. www.unamagliettaperlucia.org

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

6) I PATTINI DI STEVEN BRADBURY

La favola, o come la definì la Gialappa’s band “la farsa”, del brutto anatroccolo Steven Bradbury. Per i più distratti, Steven è stato il primo pattinatore australiano a vincere la medaglia d’oro di pattinaggio senza saper pattinare. Tutto grazie alle goffe cadute dei rivali i quali gli spianarono involontariamente la strada verso il trionfo.

Gli esperti raccontano però, come da sempre Steven abbia avuto il grandissimo dono di profetizzare eventi che si sarebbero puntualmente verificati da li a poco. Fu lui stesso a predire la propria vittoria, ad esempio.

Non c’è da stupirsi se, avvicinato da un ragazzino al termine della finale olimpica, il grande pattinatore abbia deciso di lasciargli in dono i propri pattini accompagnati da una sensazionale profezia.

Steven: “Farai quattro sold out al Forum e scartavetrerai i coglioni a tutti ricordandolo ogni 2 secondi

Bambino: “Ma io non so cantare

Steven: “Cazzo c’entra. Manco io sapevo pattinare. Ciao Bimbo

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

7) L’INEDITO MANUALE DI GRAMMATICA DI LUCA GIURATO

Venuto alla ribalta grazie programmi televisivi dalla discutibile qualità, il buon Giurato vanta uno sconosciuto passato come professore di grammatica e sintassi. Ha esercitato un solo anno ma fu proprio, guarda caso, nell’istituto frequentato da Fedez. Grazie al lungimirante e innovativo professore, Federico impara il valore di espressioni come: “Tutto giusto, tutto LEGISTIMO”, “BUONGIOLLO” e “A PRA FOCO”.

L’irrintracciabile libro è ancora fedelmente conservato all’interno dello zaino.

E’ un grande, gli devo tutto. E’ stato lui ad aiutarmi nella stesura della mia prima canzone

Fedez

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

8) LE SIGARETTE DI FILIPPO NARDI

La stella indiscussa della seconda edizione del “Grande Fratello” aveva, per i pochi che non lo sapessero o non se lo ricordassero, un piccolo ma al tempo stesso grossissimo problema.

Dove sono le mia sigarette?!

Queste le parole che riecheggiarono ininterrottamente tra le mura della casa del gf. La domanda però rimane, dove erano finite le sigarette del povero Filippo? La risposta la sapete già.

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

9) I DONI DELLA MORTE DI LORD VOLDEMORT

I libri sono un successo planetario e i film anche. La storia la sappiamo tutti e ricordiamo come gli “horcrux” fossero degli oggetti che racchiudevano un pezzetto dell’anima di Lord “pippotroppo” Voldemort in modo tale da garantirgli l’immortalità. Nel libro avete letto che questi oggetti fossero 7 ma, come sempre, la storia vera sia un’altra. In realtà lo zaino di Fedez stesso sarebbe stato l’ottavo e difficilissimo horcrux da sconfiggere. L’idea della Rowling era quella di attribuire allo zainetto un potere tale che fosse possibile sconfiggerlo solo tramite l’ascolto ininterrotto e senza pause di tutta la discografia di Fedez. Pare sia stato l’editore a stroncare il tutto.

Nessuno potrebbe farcela. Neppure Harry Potter

L’editore di Harry Potter

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez

10) IL LIBRO DI BARZELLETTE DI GIACOMO LEOPARDI

Ebbene si, anche Leopardi sapeva ridere e scherzare. Il ricercatissimo volume pare sia stato consegnato al giovane Lucia da J.Ax in persona il quale pare averlo ricevuto a sua volta da un suo avo particolarmente noto all’epoca nel mondo della prosa e della poesia. La storia narra che questo scrittore avesse avuto un esordio incredibile con una raccolta di poesie pubblicata assieme al suo amico di sempre  poi, per motivi oscuri, i due si sono separati e l’avo di Ax pare si sia messo in proprio.

Disposto a tutto pur di restare in testa alla classifica delle poesie più scaricate, pare abbia cambiato più di quarantasei metriche e stili, passando dal dolce stil novo al terzinato, dal romanticismo al verismo e dalle bionde alle more.

Negli ultimi anni della sua controversa carriera pare si sia dedicato a fare la spalla di un poeta più giovane dalle dubbie qualità artistiche. 

Le 10 cose che era più probabile fossero nello zaino di Fedez
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Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo.