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Pensate a Barbie vs Marley di Gue’ Pequeno in sottofondo, estathe’, gallette di riso, profumo Flora di Gucci e un appartamento a Milano, questa è la mia domenica pomeriggio con la bellissima e bravissima Eleonora Rossi, modella, ballerina di hip-hop specializzata nel twerk e dj.

Io ballo dall’età di quattro anni, ho iniziato con la danza classica, come tutte le bambine a quell’età, poi ho avuto un infortunio al ginocchio che è stato determinante nella mia vita perché è ciò che mi ha fatto avvicinare all’hip-hop“…

Così, Eleonora Rossi inizia a raccontarmi la sua storia, la sua carriera e la sua passione per la danza e per l’hip-hop.

É la storia di una ragazza semplice e bellissima, che ha passato ore e intere giornate in sala prove a ballare, senza mai stancarsi nonostante il sudore e la fatica fisica.

É la storia del suo amore infinito per la danza e per la musica rap.

Eleonora è una ragazza che nel momento in cui ha visto sfumare il suo futuro da ballerina a causa di un infortunio, al posto di abbattersi, si è reinventata, trasformando quel suo amore per la musica e il suo innato senso del ritmo in un nuovo lavoro, quello di dj.

Quel mio periodo di fermo – continua Eleonora – coincideva con il periodo in cui sono esplosi Eminem, 50 Cent e mi sono appassionata sempre di più a quel genere musicale tanto che ho deciso di iscrivermi a un corso di hip-hop, ho ballato per anni, fino a quando ho fatto un’audizione per la Modulo Factory, che è la prima accademia di danza urbana in Italia e ho deciso di far diventare la mia passione per la danza un mestiere. Ho lavorato parecchi anni con loro mentre studiavo, poi, purtroppo, l’anno stesso del diploma all’accademia, ho avuto un bruttissimo infortunio alla schiena con un ernia e ho capito che non potevo più ballare come prima, quindi mi sono reinventata. Ho deciso di rimanere nel mondo dell’hip-hop e della musica, però in veste di dj“.

Tu hai lavorato con diversi rapper italiani sia come ballerina che come modella, com’è nata questa collaborazione?

“È nato tutto dagli MTV Hip-hop Award del 2012 all’Alcatraz. Lì ho conosciuto Fedez, Gue’ Pequeno, Marracash, Fred De Palma, praticamente la collaborazione é nata da un video dei Club Dogo con Duke Montana, Gue’ mi ha notata mentre ballato e da lì sono nate una serie di collaborazioni sui video musicali come ballerina e poi come modella per Z€N.
Gue’ è il rapper italiano che ha creduto di più in me e con cui ho collaborato di più.
Sono stata la prima ballerina durante il Culture Clash con i Dogo, Marracash e tutta la squadra di Roccia Music e ultimamente ho fatto tutto l’estratto di Santeria con Senicar”.

Come vedi la nuova scena rap italiana?

“La scena italiana di adesso è dominata da basi musicali molto diverse da quelle con cui è iniziato tutto, nel senso che segue un pochino la tendenza internazionale. Adesso va un hip-hop più verso il trap e secondo me in tanti stanno iniziando a seguire questo tipo di suono, io credo che presto si evolverà di nuovo avvicinandosi anche alla scena reggaeton e raggae perché c’è sempre il bisogno di reinventarsi e di variare. Gli artisti di rilievo che sono esplosi negli ultimi anni e che fanno trap, come Sfera Ebbasta, Ghali e Izi sono tutte persone che lavorano sui suoni nuovi con un flow comunque che è molto diverso da quello degli altri rapper italiani, io, personalmente, amo di più la vecchia scuola, ma non disprezzo queste nuove sonorità, se devo dirti un nome, Ghali secondo me spacca”.

Parlando del tuo lavoro di modella, com’è nata la collaborazione con Gue Pequeno e Z€N?

“In realtà è nata per caso, io e lui avevamo già lavorato insieme, tra noi c’è anche un rapporto di amicizia, una volta feci un selfie con questo cappellino della Z€N che mi aveva dato Minimarket, perché all’epoca ero solo modella per loro perché Z€N era appena uscito e non aveva ancora una figura femminile fissa.
Gue’, dopo aver visto quel mio selfie, mi ha detto che gli avrebbe fatto piacere se io diventassi la testimonial femminile e sono ancora qua.
Questa collaborazione con Gue’ mi ha aiutata anche nella danza perché mi ha permesso di diventare prima ballerina in tanti show e mi ha aiutata ad avere proprio un’identità come ballerina”.

Adesso sei una dj, sei comunque su un palco, ma dall’altro lato, come vivi il palco da dj? E come lo vivevi da ballerina?

“Io sono una persona che non si accontenta mai, quindi, diciamo che diventare dj é stata una cosa anticipata, perché ce l’avevo già in testa da molto tempo perché mi piace molto la musica e perché il fisico, ovviamente? non ti permette di ballare a certi ritmi per sempre, l’età e la struttura fisica un pochino influiscono.
In realtà l’emozione che provo da dj non è molto diversa da quella che provavo da ballerina, perché comunque sto uscendo io sempre davanti a tutte queste persone. É chiaro che come dj hai più assi nella manica perché può capitarti l’evento di moda dove c’è un pubblico più ristretto, come l’evento con la folla, mentre come ballerina hai quasi sempre davanti una folla, questo è un pochino diverso.
La danza mi ha aiutata molto in questo lavoro da dj perché il senso del ritmo è rimasto e mi ha aiutata molto a superare molti passaggi, io sento subito quando due brani stanno bene insieme e essere stata fino a poco tempo fa nel dancefloor, mi aiuta anche a tenere la pista e finora non mi é mai capitato di avere gente che non ballasse, perché io sono stata dall’altra parte e capisco molto bene l’esigenza di chi vuole ballare.
Da parte mia non c’è differenza di emozione nello stare sul palco come ballerina o come dj, la differenza è in come ti vedono gli altri, nel senso che i ballerini sono sempre sottovalutati, vengono visti come una figura prettamente ludica senza capire tutto il lavoro, la fatica, il sudore, il dolore fisico che ci sono dietro”.

Come hai imparato a suonare?

“Mi ha dato una mano una persona che ha in gestione un locale a Parma con una nicchia molto underground e ora mi stanno aiutando e rifinendo anche altri dj. C’è chi mi da una mano più sull’aspetto di passaggi, chi più sui mixaggi, comunque hai bisogno di un grosso aiuto nei primi mesi, non puoi farlo da sola”.

Com’è stata la prima volta che hai suonato in un locale?

“Al secondo mixaggio mi sono messa a piangere perché ho visto tutta l’ondata di gente e nonostante loro fossero estremamente positivi nei miei confronti, ma mi é venuta proprio la strizza perché, se sto ballando, é una cosa che faccio da 20anni e non ho paura, invece, suonare, non giocavo in casa quindi ero spaventata e poi era un contesto più house, io invece suono prevalentemente hip-hop, quindi non mi sentivo nemmeno troppo a posto con la coscienza, invece alla fine è andata molto bene perché i ragazzi di Cosenza sono rimasti contentissimi”.

In tutta la tua carriera, sia di ballerina, modella e dj, quali è l’evento che più di tutti ti ha emozionata?

“Sicuramente il Culture Clash, quando ho fatto la coreografa e la prima ballerina per Roccia Music, lì c’era veramente un’ondata di gente e per la prima volta nella mia vita ho sentito che le gambe mi fermavano mentre stavo uscendo sul palco. Invece, come dj, un’occasione così la sto ancora aspettando ma ci vorrà ancora un po’ di tempo”.

Prima, come ballerina ti allenavi tutti i giorni, ora come dj?

“Uguale. Non ho mai un giorno di pausa, passo quattro ore al giorno sulla console a preparare i mixaggi, a imparare bene le tracce, perché è un lavoro molto diverso. C’è sempre la precisione, l’allenamento, ma devi avere un’ottima conoscenza dello strumento che stai usando, anche per questo ho comprato la console e sto comprando altre attrezzature per avere sempre più confidenza con lo strumento. Il lunedì, per esempio, é il giorno che dedico alla ricerca e all’ascolto di tracce nuove, gli altri giorni, invece, provo”.

Facciamo un po’ di gossip… tra i rapper che hai conosciuto, qual è il migliore a livello umano?

“Sicuramente Gue’, anche perché come amicizia e come lavoro è quello che ha creduto di più in me e mi ha aiutata di più, senza pensarci ti dico che Gue’, al di là del fattore artistico, che per me è il rapper numero uno, é anche un amico”.

E quello, invece, peggiore?

“Musicalmente parlando quello che apprezzo un po’ meno è Fedez ma per gusto personale.
Anche perché è un po’ ingrato, lui secondo me dovrebbe ringraziare Gue’ per averlo aiutato e spinto anche sulla scena musicale e invece sostiene di avercela fatta da solo”

Come ti vedi tra cinque anni?

“Sicuramente migliorata nel mio lavoro di dj e impegnata in produzioni e lavori anche più di studio. Questo è quello che voglio fare nella vita e soprattutto vorrei diventare la dj donna numero uno in Italia, so che è un po’ ambiziosa come cosa e spero di riuscirci”.

L’angolo della PuttHana.

“Vi dico solo che il mio obiettivo principale è farvi ballare tutto il tempo e selezionare una buona musica per soddisfare sia un pubblico più commerciale, sia uno più underground. L’importante è ballare e divertirsi”.

L’angolo della SHanpista.

“Stavo promuovendo l’Audi A1, ero appena uscita da Miss Italia e avevo fatto questa collaborazione con un negozio di auto a Parma. Dovevo andare a fare la promozione, ma quel giorno ho avuto un sacco di intoppi e ero in ritardo, sono arrivata con i jeans strappati, capelli sporchi, sudata dalla lampada. Pensavo ci sarebbero state solo persone adulte e che non mi sarebbe interessato nessuno.. Quando sono arrivata, il proprietario dell’autosalone mi ha fulminato con gli occhi e la prima persona che ho visto é stato un ragazzo che ho sempre ritenuto essere il più bello che avessi mai visto. Io ero messa malissimo, sembravo una zingara, invece lui non ha fatto altro che farmi complimenti e niente poi ci siamo frequentati per qualche anno”.

L’angolo MarzullHano.

-“Eleonora qual è la tua canzone preferita?
– Drop it like its hot di Snoop Dogg”

Questa è Eleonora Rossi, credo che la sua determinazione e impegno siano d’esempio a molte persone, a me in primis.
Cosa fai quando balli dall’età di quattro anni e improvvisamente l’anno del diploma in accademia non puoi più ballare e sei costretta a smettere vedendo sfumare tutti i tuoi sogni e la tua carriera da ballerina?
Semplice, non ti abbatti, ricominci da capo, sfruttando quello che conosci di più e ami con tutto il cuore, la musica e la trasformi in un nuovo lavoro, quello di dj.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.