Per la nostra rubrica dedicata ai graffiti è il turno di un grande esperto nella tecnica dello stile 3D, ovvero Wesh membro di due importanti crew milanesi e grafico/web designer di professione. (Pagina Facebook: https://www.facebook.com/weshdesign/)

– Ciao Wesh, parliamo subito del tuo stile “3D”, perchè hai scelto di sviluppare questo genere, molto difficile da eseguire?

Ciao, più che una scelta è stato tutto abbastanza naturale, ho iniziato a disegnare lettering 2D “wild” ai tempi del liceo, ma come tutti guardavo tramite i vari AL e le varie jam, diversi stili ed è stata una folgorazione quando ho scoperto i pezzi di RISO, DAIM, SEAK, PEETA.
E’ stato lì che ho deciso di voler provare a plasmare le mie lettere in forme e dimensioni differenti da quelle “classiche” del 2D, ho iniziato un procedimento di studio delle lettere che continua tutt’ora e che ho provato ad abbandonare qualche volta, dedicandomi ad altre forme ma che ho subito ripreso perché mi viene naturale disegnare in questo modo.

– Prima del 3D, con quali altri stili hai dipinto?

Prima di scoprire e studiare il 3D ho iniziato con i 2D wild ma è stato un frangente breve forse durato giusto 4 o 5 murate…

– Quali sono le crew di cui fai parte e come hai conosciuto i rispettivi membri…

Faccio parte di 2 crew: 1030 crew (Pagina Facebook) che ho creato con Cheone e che negli anni ha visto passare diversi amici ed è stata creata appunto perché eravamo un gruppo di amici e condividevamo diverse cose oltre alla passione per i graffiti.

Poi c’è L’Altrome Crew (Pagina Facebook), faccio parte di questa crew da qualche anno… sono uno degli ultimi ingressi.
Anche qui è stato tutto abbastanza naturale ci siamo conosciuti tramite amicizie in comune e con l’andare del tempo i diversi membri sono diventati come fratelli, con i quali non condivido solo la passione per i graffiti.

Cheone e Wesh
Cheone, Crea e Wesh @Meeting of Styles 2016
Cheone e Wesh

– Oltre ai graffiti ti occupi di grafica giusto? Parlaci del tuo lavoro e di quanto sei influenzato dal tuo background nel mondo dei graffiti.

Si mi occupo di grafica e web design. Sono stato molto influenzato dal mio background dei graffiti sin dall’inizio, poi negli anni sono cambiati i clienti quindi è stato sempre più difficile mantenere un impronta street nei diversi lavori, ma cerco sempre di proporre qualcosa di diverso ai clienti, qualcosa che si ispiri al mondo dei graffiti e a volte alcuni di loro, scoprendo il mio background, sono i primi a chiederlo.

– Tra i tuoi lavoro ho visto il logo di “Asher Kuno”, mi collego a questo per chiederti che rapporto hai con il mondo del rap/hip hop italiano…

Il mondo del rap italiano mi ha colpito molto prima dei graffiti, ho iniziato ad ascoltare il rap molto giovane e ho sempre seguito la scena italiana. Poi negli anni crescendo ho avuto modo di conoscere molti di loro con cui ho avuto anche il piacere di collaborare dal punto di vista grafico come per esempio con Kuno, con il quale abbiamo studiato e sviluppato il nuovo logo e la copertina dell’ultimo disco Spregiudicato.

Logo Asher Kuno

– Hai fatto un bellissimo pezzo commemorativo per Primo Brown. Dicci due parole su di lui e la sua musica…

Ho fatto la murata dedicata a Primo con due membri della 1030 crew ovvero CREA e CHEONE
Da quando ci siamo conosciuti la musica di Primo e dei CorVeleno ci ha accompagnato in diversi momenti. Abbiamo condiviso jam e concerti, ci siamo trovati serate infinite per scambiarci i loro cd e ascoltarli, insomma è stato per noi un dovere e un piacere dedicare un po’ della nostra arte ad una persona così forte che pur non conoscendo personalmente con la sua musica ci ha accompagnato attraverso diverse esperienze.

“Primo” by Wesh

– Tra le jam alle quali partecipi solitamente, qual’è quella che ti sembra la migliore come organizzazione, ospiti ecc…

Mi è capitato di partecipare a diverse jam in italia e in europa e non mi sento di dare giudizi peggiori o migliori perché so quanto sacrificio e rinuncie ci sono dietro le organizzazioni di questi eventi.
Per questo ti dirò che personalmente ritengo la migliore quella che organizziamo noi cioè “Nervi a pezzi” (Pagina Facebook) che si tiene a Nerviano una piccola città nell’hinterland di Milano. E’ per noi una piccola soddisfazione riuscire a riunire tanti talenti e ottenere un evento in cui tutti si si divertono.

– Cosa pensi del lato “illegale” dei graffiti? Pensi sia un background necessario per un writer?

Assolutamente sì, ogni writer all’inizio del suo percorso si troverà a confrontarsi con il lato illegale e credo che sia un ottimo confronto per capire che stile e che strada percorrere.