Achille Lauro conquista Milano con i suoi Ragazzi Madre
Achille Lauro conquista Milano con i suoi Ragazzi Madre
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Venerdì 17 febbraio 2017.
C’è chi dice che il venerdì 17 porti sfortuna, io non ho mai creduto più di tanto a queste cose e di certo non ci hanno creduto gli organizzatori del live di Achille Lauro in programma appunto venerdì 17 febbraio 2017 ai Magazzini Genarali di Milano.
Il 17 dev’essere il numero fortunato di Lauro, visto che la prima data del suo Ragazzi Madre Tour, di venerdì 17 febbraio 2017, è stata sold out.
Ero molto curiosa di assistere a questo live, avevo fatto una lunga chiacchierata con Achille Lauro la settimana scorsa, durante la quale avevamo parlato tanto anche di come sarebbe stato il suo concerto.

Me lo immaginavo una figata, ma giuro che mai e poi mai avrei immaginato quello che poi ho visto su quel palco.
Ma facciamo un passo indietro.
Milano, venerdì 17 febbraio 2017 ore 16.30. Come da accordi, mi trovo all’entrata secondaria dei Magazzini Generali e aspetto Nicolò (dj Pitch8) per assistere alle prove del live.
Arrivano con un po’ di ritardo, lui, Edoardo (Boss Doms) e Lauro.
Sono stata subito accolta benissimo e dopo qualche sorriso, due chiacchiere e una birretta,  sono saliti sul palco e hanno iniziato le prove e il sound check.
Fin da subito mi sono trovata davanti un mix tra professionalità, bravura, talento, educazione, umiltà e simpatia.
Quella che si respirava era un’atmosfera, per quanto di lavoro, assolutamente leggera,
di amicizia e intesa.
Nessuno che alzava la voce, nessuno che faceva la “STAR”, erano lì, su quel palco, con il locale vuoto, a provare le canzoni sulle quali, insieme, hanno lavorato per mesi e mesi, si scambiavano sguardi e sorrisi ed erano totalmente concertati su quello che stavano facendo.

Già dalle prove, ho notato subito che Dj Pitch8, Boss Doms e Achille Lauro sul palco sono indescrivibili, ma mai avrei immaginato quello che poi ho visto poche ore dopo a luci accese e davanti al pubblico.
Il sound check è iniziato, si parte con Ragazzi Madre, ogni canzone viene provata e riprovata fino a trovare il suono giusto. La musica e la voce di Lauro echeggiano in quel locale vuoto.
Ogni volta che canto i miei pezzi, mi emoziono, perché, in quei pochi minuti, rivivo quello che ho vissuto, quasi come in una sorta di flash back e con il microfono in mano, non mi limito a cantarli, ma li interpreto, quasi come fosse musica a teatro“, con queste parole, Achille Lauro mi aveva raccontato cosa prova cantando le sue canzoni.

Tutto molto poetico, certo, ma lo è stato ancora di più, essere lì, davanti a lui e a loro, vederli provare e rendermi conto con i miei occhi, in quel locale vuoto, che quelle parole rispecchiavano in pieno, se non di più, quello che si prova a vederlo cantare e vedere quello che prova lui. Ogni volta che inizia un pezzo, chiude gli occhi, lo interpreta, rivive le parole che canta, anche se sono tre frasi o due strofe, perchè poi si deve interrompere per un difetto di audio o microfono.

Verso le 18.00 arriva Fred De Palma per provare insieme ad Achille Lauro, la loro Amore & Grammi.
Lì ho visto, due artisti, due ragazzi, due amici, che cantavano insieme, l’uno che sottovoce cantava le strofe dell’altro, si scambiavano sguardi d’intesa e si divertivano.
L’avranno provata, non so almeno 8 volte, e ogni volta che iniziavano e interrompevano, non si vedeva stanchezza sui loro volti, ma solo la voglia di fare meglio.

(Sound check video)

Sinceramente pensavo, nella mia ignoranza, che vederli cantare così, dal vivo, in quel contesto, sarebbe stato molto diverso da quello che sono solita sentire tramite cd, YouTube o concerto vero e proprio e avevo ragione, è stato diecimila volte meglio.
Un’emozione unica, ero lì che riprendevo e scattavo foto e trattenermi dal cantare, giuro, che non è stato facile.
Fred De Palma, prima di andare via, ci ha regalato una foto tutta per noi di Hano.it. Le prove di Lauro sono proseguite con Teatro & Cinema, Barabba II, Cenerentola, La Bella e la Bestia e Ascensore per l’inferno.

Ormai i microfoni e il suono erano settati nel modo corretto e tutto prosegue liscio.

Durante Barabba II e Cenerentola avevo la pelle d’oca, mi sono sentita come se fossi l’unica spettatrice di un concerto privato ed è stata un’emozione fortissima.

Su quel palco c’erano Achille Lauro, dj Pitch8 e Boss Doms, tre artisti dotati, dal mio punto di vista, di un’enorme talento, tre ragazzi, forse miei coetanei o forse più giovani di me, intenti a lavorare e che trasmettevano tutti insieme una grandissima passione per la musica e per il loro lavoro e tanta energia.

Una cosa ci tengo a dire, so che ci sono stati molti chiacchiaricci sul modo di cantare di Achille Lauro e sull’uso dell’autotune, io vi giuro, perché l’ho sentito con le mie orecchie, che ha una voce spettacolare ed è bravissimo, nonostante l’eco causato dal locale vuoto, nonostante i problemi di microfono, suono e audio. È un’artista e un cantante con la C maiuscola.

Sarà uno show studiato bene, che rispecchia il nostro amore per la musica e la cura maniacale con cui siamo soliti lavorare.
Poi porto la mia storia, parlando di me, so di essere lo specchio di tanti ragazzi che nella mia vita e nelle mie parole si rivedono.
Porto la vena “fuori di testa”, un po’ punk, con i capelli colorati, l’abbigliamento stravagante e pezzi più scemi se vogliamo come “Occhiali da donna”, uniti al mio lato più emotivo, poetico e introspettivo. Porto me stesso. I live, la mia musica e la mia immagine sono lo specchio di quello che sono io realmente“.
Mi aveva detto Achille Lauro, nel corso di una recente intervista, di certo, però, non pensavo che sarebbe stato già cosi durante le prove.
A mio avviso, è stato anche fin troppo modesto, quello a cui ho assistito
questo pomeriggio è stato molto di più.
Ottimi artisti, straordinarie persone, gran lavoratori, talento, musica, amicizia, umiltà, disponibilità, bravura, passione, emozioni, energia questo è quello che ho visto e mi hanno trasmesso tutti.

Sono le 19.00 passate ormai e le prove sono finite. Mi soffermo a guardare il video sul led che racconta i ragazzi madre. Poi usciamo tutti e ci troveremo a inizio concerto. Loro sul palco, io di lato a filmare, scattare foto e godermi lo spettacolo.
Esco, salgo in macchina e penso che di certo da lì a due ore, non potrò vedere niente di migliore rispetto a quello che ho già visto e ancora una volta, mi sbagliavo.

I ragazzi, fuori dai Magazzini Genarali, già dalle 16.00, ora del mio arrivo, sono sempre di più. Aspettano in coda l’apertura delle porte per essere il più vicino possibile al palco. Io li guardo, ammiro la loro determinazione e passione e penso che verranno ripagati in pieno da quello che vedranno poche ore più tardi.

Sono le 21.00, inizio ad entrare e andare al mio posto.
Il locale è pieno, le luci sono accese, il palco è pronto.

Me ricordo l’inizio, fu amore subito
Volevo i soldi che non avevo mai visto, le cose che non avevo mai fatto
Le prime volte mi ricordo, a quattordici anni me sentivo ricco co’ 50 euro
Quando li ho avuti in mano fu tipo la prima scopata
E quello fu il concepimento
La roba che vendevamo fecondava le strade, poi le zone
Ho tenuto in pancia questi bambini
Aspettando che le acque si rompessero
Fin troppo
Attaccati al cordone
Una gestazione durata nove anni
Prendere i soldi, ridarli, poi riprenderli, ridarli
Questi palazzi li ho visti solo di notte
Gli amici scomparivano e non sai neanche tu il perchè
Vederli finire così fu il travaglio prima dell’obiettivo finale
Una torta divisa in pochi spicchi
Mettere al mondo sti regazzini
Nutrirli per fare quello che facevamo noi
Non era più tempo di magra
Ci avrebbero pensato i nostri bambini
Mentre una madre difende sempre il suo cucciolo
Per avere di più
Dovevamo essere di più
E quello fu il parto

Queste le parole che accompagnano il video/racconto dei Ragazzi Madre di Achille Lauro e che precedono la sua entrata sul palco.

Entra, insieme a dj Pitch8 e Boss Doms, tutti vestiti con una tuta bianca, sulle note di “A casa di Sandro”, irrompono con la loro energia e la loro vena “punk”.

I pubblico è in delirio, è energia allo stato puro.

Canzone dopo canzone, da Coca Cola Light, a “Maharaja“, a “Occhiali da donna“, anche il palco si riempie, Boss Doms e dj Pitch8 affiancano Lauro sullo stage, cantano, ballano e si divertono, sembra di assistere al trionfo dell’amicizia, del “tutti insieme”, è una grande festa, non c’è distinzione nei ruoli, è un tutt’uno, sopra e stotto il palco, ed è una cosa che non avevo mai visto prima.

Di solito il cantante sta davanti, i dj e gli ospiti dietro, ma non su quel palco, non con Achille Lauro, lui divide il live e il suo pubblico con i suoi amici. E con il “SUO AMICO”, che oggi ha compiuto 40 anni e ha voluto al suo fianco, insieme, per cantare “Amico del Quore“, perchè “senza i miei amici questa merda non ci sarebbe mai stata“.

L’atmosfera è caldissima, il pubblico in delirio, il rapper romano surriscalda ancora il tutto con “Fuc” e “Ragazzi Madre“.

Un canotto gonfiabile viene gettato sul pubblico, gli amici di Lauro si divertono a gettarsi sopra, non è solo un concerto quello a cui sto assistendo, è un mega party.

Ringrazia il suo pubblico, i suoi Ragazzi Madre e i suoi bambini, Achille Lauro e lo fa più volte, sempre, dopo ogni canzone, si abbassa, tocca le mani dei ragazzi in prima fila, scende e va vicino a loro, i suoi non sono gesti di “scena” o circostanza, sono gesti reali, glielo si legge in faccia e nel modo in cui lo fa.

Le luci si abbassano, lui, questa volta, solo, al centro del palco, con jeans e felpa nera, regala emozioni con la sua voce e le parole di “Cenerentola”.

Si riaccendono le luci, Lauro, con dj Pitch8 sotto braccio intona “Ulalala“, entra Gemitaiz,  torna l’energia, i Magazzini Generali esplodono. Tutti che saltano, ballano e cantano “questa weed è talmente arancione che sembra una pesca…”

Ancora emozioni e luci basse con “Barabba II“, sale sul palco Fred De Palma e insieme cantano la loro “Amore & Grammi“.

Un susseguirsi di rime, musica, emozioni, voci, urla, casino, balli, amici sul palco, coinvolgimento del pubblico allo stato puro.

Dopo “Wow”, partono le note di “Ascensore per l’inferno“, Coez lo raggiunge sul palco, “e io pensavo di salire e invece sto scendendo perché non mi avverti che dentro gli specchi ci stiamo già sciogliendo è un ascensore per l’inferno dimmi che ne sarà dimmi che ne sarà di noi” e insieme ci regalano anche “Scelgo le stelle“.

Non è solo hip hop, non è rap, non è pop, non è trap, non è nessun genere musicale, quella di Achille Lauro è musica allo stato puro, nell’insieme di tutti i generi musicali che potete pensare o nominare.

Tutti uguali a me è un cliché un mazzo di soldi è il mio bouquet…” è la volta di “Teatro & Cinema“.
Achille Lauro è solo sul palco, ringrazia i suoi amici e il suo team perché “senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile“, so che l’avrete sentito dire almeno milioni di volte, lo dicono tutti, ma posso assicurarvi, e chi ha avuto modo di incrociare Lauro lo sa, che le sue parole sono vere e sentite, non semplici ringraziamenti di circostanza e lo ha dimostrato durante tutto il live, volendo dividere e condividere stage e pubblico con ognuno di loro.

Si riabbassano le luci, si accendono i cellulari e gli accendini, è il momento dell’ultima canzone “La bella e la Bestia”.

Questo non è un concerto rap, è un concerto punk” ha detto Achille Lauro, io penso che sia musica con la M maiuscola, musica che cosi, tutta insieme, rappresentata da un solo artista, in poco più di un’ora, non avevo mai ascoltato prima.

Per flow, precisione, vocalità, generi musicali, interpretazione, emozioni, show, il live di Ragazzi Madre è sicuramente il migliore a cui abbia mai assistito.

La vena “fuori di testa” punk e la parte introspettiva e poetica sono state mixate alla grande.

Quello che ho visto sul palco è un grande artista, c’era tutto, il divertimento, l’amicizia, l’alto livello musicale, le storie e il vissuto di Lauro, raccontate attraverso la sua voce.

I Magazzini Generali erano al completo, sold out non solo in platea, ma anche sul palco e nel backstage, erano tutti lì, tutta Milano era lì ad assistere al live – party – concerto della loro “mamy” e non poteva essere altrimenti, quando c’è musica di qualità sul palco.

Era la data 1, di un venerdì 17 qualunque, siamo stati spettatori di qualcosa di grande, alla nascita, a mio avviso, di un nuovo genere musicale e all’affermazione tra i grandi di un grandissimo artista.

So che quello che sto per dire verrà criticato, ma me ne frego e lo dico lo stesso. Achille Lauro, per me, ha vinto su tutti, il suo live è stato il migliore, da ogni punto di vista, a cui abbia mai assistito, migliore anche a quello di Salmo, che fino a stasera era in cima alla mia classifica personale e dopo stasera è sceso al secondo posto.

Achille Lauro è la prova che l’umiltà, la bravura, il talento, il mostrarsi puri e per tutto quello che si è dalla A alla Z, nel bene e nel male, ripaghino sempre e alla grande.

Stasera, il pubblico di Milano, credo lo abbia ripagato in pieno e lui e i suoi amici se lo sono meritato e guadagnato tutto.

Durante il live, ha più volte detto grazie, ora grazie lo voglio dire io a lui e credo di parlare anche a nome dei presenti e dei suoi fan che ho conosciuto, nel pomeriggio, davanti ai Magazzini Genarali e che lo stavano aspettando.
Quindi GRAZIE per la tua musica, per la tua voce, per i tuoi racconti e il vissuto che hai condiviso con noi. GRAZIE per tutte le emozioni, che, insieme ai tuoi amici, ci hai ragalato.
GRAZIE per essere, non solo un grande artista, ma anche una bellissima persona, sempre gentile e disponibile con tutti noi, dagli addetti ai lavori, al tuo pubblico.

Grazie a Lauro, alla gentilezza e amicizia che ha mostrato nei miei confronti, grazie a Nicolò  (dj Pitch8) e a Edoardo (Boss Doms) per la disponibilità con cui mi hanno accolta e tutto il loro staff. Grazie al management, a Luca dell’ufficio stampa, e ovviamente al grandissimo Alepuntoebasta che mi hanno dato fiducia e mi hanno permesso di fare questo reportage e dire la mia.

Ho solo detto la mia, che vi piaccia o meno, che critichiate fino all’infinito, vi piaccia quello che ho scritto o meno, questa è la mia visione del tutto.

Appena Achille Lauro è uscito dal palco, sono uscita anche io, perché tutto quello che dovevo e volevo vedere stasera, l’avevo visto.

Le mie aspettative sono state ampiamente superate.
Stanca, ma carica di emozioni ed energia, sono salita in macchina, ho acceso il motore ed è partita “Latte in polvere” e niente, ho alzato il volume.

Sono andata a casa a mettere nero su bianco quello a cui ho assistito e vissuto in questo venerdì 17 febbraio, erano tante le emozioni, le cose che avevo per la testa e le parole che volevo scrivere. Forse l’ho fatto nel modo giusto, forse ho dimenticato qualcosa, sicuramente alcune mie affermazioni verranno criticate e giudicate, ma non mi importa, ho deciso di raccontare la mia e questa è la mia opinione.

A fine giornata sono rimasta con una sola domanda in testa “se questa era la data uno e il live era condiviso con un altro artista, chissà come sarannno i prossimi in cui ci sarà solo lui”.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.