Quant'è dura la vita dell'addetto ai lavori in questo mondo del Rap
Quant'è dura la vita dell'addetto ai lavori in questo mondo del Rap
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Non è tutto oro quello che luccica ed è dura la vita dell’addetto ai lavori in questo mondo rap.

Come disse Fabri Fibra “scrivo questo pezzo per farvi un po’ incazzare, l’argomento scotta come merce da piazzare“.

Tutti miti e falsi miti, che quando tolgono la maschera rivelano il loro vero essere.

Ecco, se da una parte si incontrano persone più o meno famose e importanti dotate di umiltà e gentilezza, dall’altra si ha spesso a che fare con gente che se la tira e quasi schifa noi addetti ai lavori.

Non tutti quelli che dicono di essere umili e che il successo (e poi anche qui bisognerebbe vedere a quale successo poi si riferiscono) non li ha cambiati, dicono la verità, anzi.

Sempre più spesso si ha l’impressione, facendo questo “lavoro”, che siano loro a fare un favore a noi, concedendoci un’intervista, un accredito ai live o anche solo semplici informazioni per scrivere un breve articolo e non il contrario.

C’è Tizio che si sente offeso per una parola scritta in un modo che non gli aggrada e allora via con le ormai note e inflazionate Instagram Stories, perchè ovviamente oggi tutto si risolve tramite social.

C’è poi il manager Tal dei Tali (manager? Insomma più che manager amico del rapper) a cui inoltri, credendo nel tuo piccolo di fare cosa gradita, il link di un articolo che hai scritto sul suo “pupillo” e non ti risponde con un “grazie” ma con un 👍. Senza contare, che se non fosse amico del rapper Pincopallo, di certo sarebbe a pulire il pesce nella periferia di Napoli.

Certo, perché la parola grazie non fa parte del loro vocabolario privato, eh no, loro dicono grazie solo a telecamere accese, e allora via con “grazie grazie a tutti voi perché è grazie a voi che oggi sono qui” per processare una finta umiltà, ma a telecamere spente, sono tutte super star che dimenticano l’educazione e la loro tanto professata umiltà.

Come dimenticare poi il caso del proprietario del brand X, noto anche come manager del rapper Y, che a una richiesta di materiale per scrivere un articolo sul suo brand, ha risposto con un infastidito “ti faremo sapere quando puoi passare in negozio”, senza neanche un grazie, ovviamente, perchè il grazie si sa non è di moda.

Eclatante poi il caso del DJ, neanche rap, dj di musica elettronica, che alla richiesta di un’intervista, dapprima si è mostrato super disponibile, anche senza passare dalla sua agenzia. E lì pensi “wow ce ne fossero di persone così disponibli”, ma dopo più di un mese di attesa, si fa vivo una sera, pretendendo un’intervista per la mattina dopo.
Quando gentilmente gli è stato chiesto se si poteva rimandare alla settimana successiva causa impegni già presi con un altro rapper, ha fatto uscire la diva che c’è in lui e in un attimo ha sguinzagliato manager e agenzia pretendendo un’intervista seduta stante. Beh ovvio, Lui non può di certo essere lasciato indietro, ma che stiamo scherzando??? Voi non sapete chi sono IO. E qui verrebbe da rispondere “eh no non lo sappiamo, come non lo sa la maggior parte del pubblico”.
Ma ingoi il rospo e scrivi.
Perché è questo che devi e vuoi fare, scrivere.

Agguerritissimo il rapper Pallino.
Durante le prove di un suo recente live, che divideva insieme al collega rapper Pincopallo, alla mia umile ed educata richiesta di pubblicare un paio di sue foto e video, mi si è scagliato contro urlando “voi non pubblicate niente! Anche l’altro giorno avete pubblicato un video e non dovevate pubblicarlo! Butta via tutto quello che hai ripreso!”
Per dovere di cronaca, il video in questione è stato proiettato durante una conferenza stampa e nessuno e, sottolineo, nessuno ha detto ai presenti di non poter utilizzare quel materiale.
Inoltre, ero alle prove, autorizzata per seguire il collega Pincopallo e la mia voleva essere solo una cortesia nei confronti di Pallino, per dare risalto anche a lui, visto che il suddetto live era condiviso.
Ma niente, Pallino, incurante dell’educazione e della realtà dei fatti, ha continuato a inveire.
Avrei voluto dirgli “guarda che il tuo video e le tue foto mi occupano solo la memoria del telefono, sai cosa mi interessa di averli e pubblicarli, visto che non conosco neanche mezza delle tue canzoni”. Ma mi sono limitata a scusarmi e proseguire nel mio lavoro con Pincopallo, che grazie a Dio è una persona estremamente educata e disponibile.

“Dev’essere frustrante” ed è frustrante per noi voler esprimere quello che davvero pensiamo, ma doverci trattenere e ringraziare per quello che ci viene concesso di scrivere.

Concesso di scrivere??? Eh no, in realtà le cose dovrebbero essere molto diverse, se noi scriviamo, lo facciamo per farvi pubblicità e la cosa dovrebbe esservi gradita e magari accompagnata da una semplice parola a sei lettere: GRAZIE.

Ringraziate, che quando vi intervistiamo e dite frasi, assolutamente poco carine, nei confronti dei vostri colleghi, noi non le riportiamo, anche se ciò potrebbe farci avere più hype e views.

Ringraziate, perchè finché c’è qualcuno che, come noi, vi sta dietro e vi dedica tempo, energie, attenzione e passione, vuol dire che siete qualcuno e purtroppo si sa, passare dalle stelle alle stalle è un attimo per tutti.

Quindi scendete un attimo tutti dal piedistallo o, già che siete lì sopra, pulite il lampadario e state attenti a non cadere.

Venite dalla strada, non eravate nessuno, infanzia e adolescenza difficili, ma restate umili perché il successo non vi ha cambiati, questo è quello che dite nelle vostre canzoni, ma spesso la realtà dei fatti e quello che si vede dietro le quinte sono molto ma molto diversi.

A dire un grazie vi assicuro che non cade la corona a nessuno, tanto meno ad essere gentili e disponibili con noi addetti ai lavori.

Ora che avete fatto un disco d’oro e qualche sold out vi sentite i re del mondo, ma se un domani tornaste nel più totale anonimato cosa fareste?
Noi saremo ancora qui e di certo magari non vorremo più scrivere di voi, dei vostri dischi, live, brand e così via perché ci sarà qualcun altro che avrà preso il vostro posto.

Non voglio di certo fare di tutta l’erba un fascio, anzi, sono molti i rapper e i manager dotati di umiltà, gentilezza, educazione e riconoscenza, ma sembrano essere ormai perle rare rispetto a quelli che si atteggiano da grandi star.

A questo proposito, c’è il rapper Caio, reduce da un recente sold out, che non solo è umile e disponibile, ma ha detto GRAZIE per ogni articolo che ho scritto su di lui e che, non appena inviatogli il link, lo è subito andato a leggere per poi ringraziare nuovamente.

Come lui, il manager/booker Pincopallino, che è sicuramente una delle persone più gentili, disponibili e umili che abbia mai conosciuto.

Purtroppo, se messi sul piatto della bilancia, sono questi ultimi due i casi più rari che incontriamo ogni giorno facendo il nostro lavoro.

Credo che sarebbe tutto molto più semplice se ci comportassimo TUTTI da persone normali, quali siamo. In fondo sul water stiamo poi seduti tutti allo stesso modo.

Ovvio che a noi scrivere di voi fa “comodo”, è il nostro lavoro, ma il nostro interesse nei vostri confronti fa altrettanto comodo a voi.

Diciamo che è una cosa assolutamente reciproca che, se fatta con i dovuti modi e la basilare educazione, sarebbe decisamente meglio per entrambe le parti.

Star e starlette a parte, noi ci saremo sempre, perché la nostra passione, che ci porta a scrivere per ore e ore, anche di notte, non finirà mai ed è quella che fa muovere il tutto, non il Dio denaro.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.