Grido
Nel Blu dei Segnali di Fumo abbiamo ascoltato in anteprima il nuovo disco di Grido
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Grido si alza dalla sedia viene verso di me, mi picchietta sul ginocchio e con un gesto mi dice “Ascolta bene questa”. “Questa” è Blu, uno dei pezzi di Segnali di Fumo il nuovo album del rapper di Cologno, che vede la partecipazione di Caneda.

Lo stiamo ascoltando in anteprima negli studi del Massive Arts di Milano e la mia idea è che voglia che ascolti, bene, proprio questo pezzo perché sono il giornalista più del rap tra quelli presenti e quindi possa cogliere tutti i riferimenti. E chiaramente vedendo che il titolo della canzone è un colore e che l’ospite è Caneda a me partono subito mille trip mentali che mi riportano a “Ragazzo D’oro”. Ridiamo. Sta di fatto che Blu è davvero un bel pezzo, forse il più introspettivo, il più profondo, forse addirittura il più rap, nel senso dell’attitudine. Sicuramente uno dei miei preferiti. Grido ci ha preso, “questa” l’ho ascoltata bene.

Il disco è in uscita il 3 marzo e raccoglie tutto quello che mi aspetto da un artista come Grido, anche perché non è di molto tempo fa “Gravità zero, verità molte” la chiacchierata fiume che ci siamo fatti e che già aveva risposto a tantissime domande. L’album presenta numerosi produttori ma è curato artisticamente nel complesso da Roofio e Zangirolami, contiene tanti pezzi, 16, e tanti featuring. Alcuni a sorpresa. Perché se è vero che Ax ce lo si poteva aspettare, Danti pure, Torme anche. Se Raige, Galup e Shade per un motivo o per l’altro non sono nomi lontani dal mondo di Grido, la sorpresa vera è Marco Masini. Fresco di Sanremo, lo ritroviamo nel pezzo “Vaffanculo” che i più anzianotti ricorderanno essere una canzone famosissima dei primi anni 90 del cantautore toscano già all’epoca considerata “di rottura”, non solo per la parolaccia nel titolo ma anche per il testo e il contesto (sono abbastanza certo di avere in casa un VHS con un’esibizione live in Rai di questo pezzo, cosa abbastanza inusuale per l’epoca, poi la cerco).

Grido e il nostro Prof.
Grido e il nostro Prof.

La scelta di questi featuring racconta la voglia di fare il disco che più piace senza inseguire le mode del momento, gli artisti citati sono tutti della famiglia di Grido, da intendere come intesa artistica. E questo si sente nei pezzi che suonano freschi, genuini e sinceri. Ognuno degli ospiti porta il proprio mondo all’interno di Segnali di Fumo che si mixa alla perfezione con l’immaginario di Grido.

Se devo descrivere questo album, ma poi è anche un po’ come descrivere me stesso, mi piace pensarlo come Arlecchino, un insieme di stracci che all’apparenza non hanno senso, ma che messi tutti insieme raccontano un’immagine bellissima“.

Temi e sonorità non ve li svelo ma se avete ascoltato i primi due singoli usciti e se conoscete l’artista un’idea l’avete. Quello che vi consiglio comunque è di non distrarvi perché l’album presenta alcuni capitoli che ci fanno urlare un “sei un pazzo!” durante l’ascolto. Anzi, un indizio ve lo voglio dare: se volessi raccogliere in poche parole il mood del disco direi “Follia e riscatto” come il claim di Dope, un film fuori da pochissimo su Netflix che vi consiglio di vedere. Vero Grido?

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Qui di seguito il video di “Abbiamo vinto noi” nuovo singolo fuori da oggi scritto con Danti su una produzione Da Beat Freakz (e con un video per il quale i più grandi verseranno qualche lacrimuccia).

Grido Abbiamo vinto noi Testo

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