Fred De Palma
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Fred De Palma – Stanza 365 live @

Pubblicato da CB Booking su Venerdì 10 giugno 2016

Voglio iniziare a parlarvi di Fred De Palma partendo da questo video. Per molti sarà solo uno dei tanti djset che avete visto, per lui è stata l’emozione più grande che ha provato e forse partendo da qui si può capire chi è realmente Federico Palana a.k.a. Fred De Palma.

Ho chiesto a Fred De Palma qual è il momento più bello della sua carriera che più di tutti lo ha emozionato e nonostante la sua partecipazione ad aventi importanti come il festival di Sanremo, l’Home Festival, dischi d’oro e numerosi sold out, mi ha risposto:

“Io ho fatto un giro di djset insieme al mio booker Alepuntoebasta (Alessandro Borgia) con il quale sono arrivato qui a Milano, eravamo io e lui su una 500 verde e abbiamo fatto un giro dove lui costringeva quasi i locali a comprarmi perché all’epoca non sapevano chi fossi, però lui diceva “è bravo fidati” quindi io salivo sul palco e non c’era nessuno o c’era gente a cui non gliene fregava niente di me, ma io dovevo comunque farlo. Mi ricordo che, ogni volta che salivo sul palco, avevo l’ansia del live perché sapevo che le persone non erano lì per me. E quello è stato l’inizio. Poi un giorno io e Ale dopo un giro cosi “bello peso”, dove proprio non c’era niente, facciamo il primo djset al Setai di Bergamo, il primo djset dopo l’uscita di Buenos Dias, io avevo la mia solita ansia, ma quando sono salito sul palco c’erano duemila persone che cantavano la mia canzone. In quel momento ho capito che stava cambiando qualcosa. Io ero sul palco e mi sembrava assurdo che ci fossi proprio io li sopra in quel momento e che la gente fosse lì per me. Lì mi sono guardato con Ale e abbiamo capito che stavamo facendo qualcosa di importante. Quello è stato il momento più bello”.

Chi è Fred De Palma?

“Sono partito dal freestyle, poi ho fatto un disco con Roccia Music e ora uno con Warner. Il mio percorso è stato delineato dalla caratteristica di rendere ogni disco unico nel suo contenuto e nel suo sound. Quello che ho fatto finora è quello che mi ha permesso di arrivare a quello che farò, che sarà una cosa molto diversa da quelle che sono abituati ad ascoltare i miei fan e le persone che mi seguono, non tanto nel contenuto, quanto nel sound perché ho fatto una ricerca musicale abbastanza ampia che mi ha portato a fare un genere che è molto vicino a quello che ascolto prevalentemente. Si ispira molto al sound canadese, tutto incentrato su sonorità prettamente tra il dance hall e anche la trap, non nella sua unicità, è più trap dance hall.
Quindi Fred De Palma in questo momento è un’artista che sta scrivendo il suo disco e esce poco di casa”.

Fred De Palma ragazzo chi è?

“Purtroppo me lo sono quasi dimenticato perché la mia vita purtroppo/per fortuna è prettamente incentrata sulla musica. E comunque chi fa questa scelta di lavoro e di vita sa che è praticamente impossibile dividere le due cose perché quando ti svegli la mattina pensi che devi scrivere una canzone, che devi fare un’intervista come adesso, che devi fare mille cose per le quali c’è poco spazio per tutto il resto. Quando non scrivo il disco mi diverto, quando scrivo apatia”.

C’è qualcosa nella tua carriera che hai fatto e che ti penti di aver fatto?

“Ogni cosa che ho fatto è stata una scelta che in quel momento era corretta, poi ovviamente ci sono cose che avrei voluto fare in maniera diversa o che non avrei voluto fare però nel momento in cui le ho fatte ero sicuro di farle quindi non credo che io abbia dei rimpianti di questo tipo”.

C’è qualcuno con cui non hai collaborato con cui vorresti collaborare?

Nonostante abbia fatto un disco pieno di featuring, dove c’era praticamente tutta la scena rap italiana da Marracash, Guè Pequeno, Luchè, tutta gente che rispetto, nel disco dopo invece non c’era nessuno e per assurdo è stato quello che ha fatto scoprire la mia musica alla gente. Io sono dell’idea che le collaborazioni sono belle quando nascono da un principio che è quello del rispetto e della compatibilità artistica, quindi non so con chi vorrei collaborare, magari domani scrivo un pezzo e dico qui sopra ci vedrei bene lui e mi viene voglia, però così senza un movente non saprei dirti”.

E se dovessi puntare in alto, con chi ti vedresti?

“Mi piacerebbe fare un pezzo con Party Next Door, un’artista dell’etichetta di Drake che seguo da un po’ e che ultimamente sta facendo veramente delle figate. Poi un altro che seguo è The Weeknd. Però ovviamente questi sono dei mostri mondiali, giusto per sognare”.

Qual è la canzone a cui sei più legato?

Stanza 365 e Buenos Dias perché mi hanno aperto la strada in cui sono tutt’ora. Quindi a parte il valore affettivo c’è anche un valore di riconoscenza”.

Che musica ascoltavi prima di diventare un rapper famoso?

“Il motivo per cui ho iniziato a fare rap è stato per un fatto accaduto un’estate di tanti anni fa, avevo 16-17 anni, avevo chiesto a mia madre di comprarmi un cd, dovevamo fare 12 ore di viaggio in macchina per andare in Sicilia. E volevo quello di Fabri Fibra, mia madre non aveva capito e mi ha comprato quello di Marracash “Marracash”, che io fino a quel momento non conoscevo, quindi ho fatto tutto il viaggio ascoltando il disco di Marra.
Quando ho sentito tutto quel disco, ho capito che volevo fare questa cosa del rap. Perché mi sono rivisto in quello che diceva e ho capito che anche io potevo farlo perché avevo vissuto delle situazioni simili, anche il modo in cui lo diceva mi era familiare, è stato come ascoltare un fratello più grande che mi raccontava la sua storia. E quindi da quell’errore è partito un po’ tutto perché io mi sono appassionato prima di tutto a quel disco e poi al rap italiano.
Poi ho iniziato ad ascoltare Drake, era il 2010, quando tutti dicevano che Drake rappava come Lil Wayne e a capire che le melodie avrebbero cambiato il mercato di lì a pochi anni. Io ascoltandolo ho capito cosa dovevo fare per rendere delle melodie fighe.
Di pari passo dovevo guadagnarmi da vivere e ho iniziato a fare freestyle e le gare di freestyle in giro per l’Italia. Per me il freestyle è sempre stato un gioco, ma sono sempre stato preso sul serio, definito King dell’Italia ecc. però per me è sempre stato un gioco, lo facevo per portare a casa i soldi. Al tempo c’erano le gare in giro per l’Italia con premi di 500, 600, 1000 euro, quindi era una battaglia”.

Io mi ricordo la prima volta che ti ho visto, eravamo a un evento in Paolo Sarpi a Milano, all’incirca due anni fa, eri seduto su uno scalino da solo come un ragazzo assolutamente comune, che differenza c’è tra quel ragazzo e quello che è seduto di fronte a me ora?

“L’unica differenza è che ho cercato di trasformare quello che all’epoca era solo un sogno in realtà, quindi vivere facendo musica e avendo un riscontro. Io ho sempre fatto musica ma non ho mai avuto un riscontro. Adesso faccio musica e ho un riscontro. Questa è l’unica cosa che è cambiata da prima. Io anche con i fan e la gente che mi segue sono sempre disponibile non faccio il menoso come altri artisti, ma questo dipende poi dal carattere”.

Come ti senti a svegliarti e sapere che hai fatto tre dischi d’oro?

“Se me l’avessi chiesto anni fa non ci avrei creduto, se mi avessi detto “guarda farai tre dischi d’oro andrai in giro per l’Italia e la gente canterà le tue canzoni” ci avrei messo la firma. Invece oggi, quando mi sveglio la mattina, penso che dovrei fare di più e che vorrei fare di più di quello che sto facendo. Questo credo sia purtroppo il dramma di tutti gli artisti perché non esiste mai un vero traguardo. Questa cosa io l’avevo detta in una canzone “Lettera al successo” dove io dicevo che, se avessi incontrato realmente il successo, non sarei stato in grado di affrontarlo, magari non l’avrei capito, però l’unica cosa che ho capito dall’inizio è che l’arrivo non esiste è solo l’inizio di un nuovo traguardo”.

“Se io oggi guardo quello che ho fatto dico figo però adesso cosa succede? Io non voglio tornare indietro, voglio andare avanti.
Questo è quello che penso quando mi sveglio la mattina”.

Dove ti vedi tra dieci anni?

“Spero che tra dieci anni io stia facendo ancora musica, non lo so, dovresti chiederlo a me tra dieci anni. Dieci anni fa non pensavo di fare musica e tra dieci anni vorrei fare ancora dischi, fare musica e andare avanti con la mia carriera musicale, però chi lo sa”.

A quale tatuaggio sei più legato?

“Forse quello a cui sono più legato è questo (la scritta DON’T PRAY sulle mani) perché l’ho fatto in un momento in cui mi sono reso conto che sembrava quasi che dovessi pregare, nel senso di supplicare, la gente per fargli capire quello che facevo nella musica, nessuno capiva, nessuno voleva capire, nessuno soprattutto mi dava opportunità. Superato questo momento, quando è cambiato tutto, è diventato il contrario, per ricordarmi di non tornare più a pregare le persone”.

Tu sei di Torino ma vivi a Milano, quali sono i tuoi tre luoghi del cuore di Torino?

“Uno di questi sono i Murazzi che purtroppo hanno chiuso, noi siamo cresciuti lì, tutti i week end eravamo là.
Poi la mia zona che è Lingotto dove ho iniziato a fare rap e lo Chalet il locale dove ho iniziato a fare freestyle con gente a caso che trovavo lì fuori che faceva freestyle”.

L’angolo della PuttHana.
Perché dovremo comprare il nuovo disco di Fred De Palma?

“Perché questo disco sarà qualcosa che in Italia non si è ancora sentito, sarà molto diverso per sound dai miei dischi precedenti, ma allo stesso tempo l’essenza e i contenuti restano invariati, sarà un’evoluzione/rivoluzione per quanto riguarda la musica, restando sempre fedele e coerente con la mia persona e con i contenuti che siete abituati a sentire nei miei pezzi.
Penso che sarà una figata quindi se non lo compri ti sei perso una figata”.

L’angolo della SHanpista.
Dicci un pettegolezzo.
Tu non hai detto niente sulla storia che ha visto coinvolti Marracash, Guè Pequeno e Fedez..

“Io tante cose che so non posso dirle se no è finita la festa, ma onestamente non mi interessa. Forse è anche stupido non farlo perché di questi tempi funzionano di più i dissing della musica vera e propria. Ho visto un tweet l’altro giorno e ho pensato che da quest’anno si faranno i dissing di platino perché c’è quasi più interesse verso le liti e i pettegolezzi perché comunque siamo nel paese di “Uomini e Donne”. Ho l’impressione che sia impossibile che la gente capisca la musica e cosa fa realmente un artista, sembra che non interessi a nessuno, sembra che vogliano solo sapere perché mi sta sul cazzo quello, perchè io sto sul cazzo a lui, finito”.

Tu hai mai dissato qualcuno in un tuo pezzo?

“Sì ma ho fatto sempre dissing molto velati su cose che non mi piacevano. Mi piacerebbe molto dissare qualcuno perché ho una particolare predisposizione per queste cose, però non l’ho mai fatto perché probabilmente sto simpatico a tutti”.

E non sei mai neanche stato dissato…

“No perché probabilmente sto simpatico a tutti.
Al tempo mi era stato chiesto di dissare una persona e io ho detto perché mai dovrei? Non lo farei mai perché lo rispetto.
Nel disco nuovo ho fatto un po’ di frecciatine, ma io faccio prese di coscienza, non sono dissing. Un po’ come “Purdi” di Marra e Guè, quando l’ho ascoltato, ho detto non c’è altro da aggiungere.

L’angolo MarzulliHano.
C’è qualcosa che non ti ho chiesto e avresti voluto dire?

“No secondo me abbiamo parlato di tutto”.

Qual è il tuo piatto preferito?

“Un piatto di un ristorante di Milano, il Boomaki che fa una specie di burrito di spicy salmon che è tipo sushi unito al messicano una roba assurda, veramente molto buono”.

E il tuo piatto preferito a casa da mamma o nonna?

“Gli spaghetti allo scoglio”.

Fred De Palma è un artista dall’indiscutibile talento e bravura, che ha fatto due dischi, uno completamente diverso dall’altro e che nel prossimo ci stupirà e per questo vale assolutamente la pena seguirlo, ma è anche un ragazzo umile, disponibile ed estremamente educato e semplice.
A fine intervista abbiamo sorriso di come sia ancora quel ragazzo che anni fa avevo visto seduto su uno scalino. E per questo lo ringrazio perché è una cosa più unica che rara incontrare persone così.

Voglio chiudere questo articolo con il video di “Il cielo guarda te” perché
io che non penso al futuro Perché il futuro è già oggi
Devo imparare a lasciare il mio segno
Senza lasciare i miei sogni
è quello che ho imparato da questa chiacchierata con Fred De Palma, questa è la frase che per me lo rappresenta di più e che fa di lui il grande artista e uomo che secondo me è.

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Valeria Balestrieri
Classe '81, ascolto il rap da quando nell'89 ho abbandonato Cristina D'Avena per la prima cassetta di Jovanotti "La mia moto" e da lì non ho più smesso.