Intervista a Polezsky riguardo gli incubi e te
Intervista a Polezsky riguardo gli incubi e te
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Polezsky è un giovane produttore che sono fiero poter dire essere un mio (quasi) concittadino. Si era fatto conoscere su Machete Mixtape, il primo, per poi approdare su Dogozilla Empire ma senza troppi risvolti.
Dopo un paio d’anni di assenza si è in un certo qual modo svincolato dal mondo Hip Hop per approdare a sonorità ben diverse. L’abbiamo intervistato in merito al suo ultimo EP, About Nightmares and U, uscito per Avantguardia, il progetto di Shablo.

Il disco è imperdibile, così come il progetto visual che lo accompagna; per scoprirne di più, continuate a leggere la nostra intervista a Polezsky!

Dunque prima di parlare di About Nightmares and U vorrei parlare un po’ di te: Luca Poletto in arte Polezsky, ma una volta eri Dj Pole! Ad ogni nome corrisponde anche una personalità musicale diversa?

Ciao Hano e grazie per questa intervista. Ad ogni modo: si! una volta ero Dj Pole e ora sono Polezsky. In realtà è da un paio d’anni che mi sono ribattezzato, e si, principalmente il Dj Pole era quello che faceva solo Hip Hop e Polezsky quello che voleva evadere dalla rigidità del rap. È stata quasi una metamorfosi obbligata, sentivo che dovevo farlo. La storia del nome è abbastanza particolare: una volta alle superiori il mio professore di arte mi chiamò Ivan Polezsky, scherzando sul mio cognome. Ora lo ringrazio per avermi trovato il nome d’arte.

Parliamo del tuo disco! In primis devo farti i complimenti perché è un lavoro che ho apprezzato tanto, poi vorrei proprio sapere quali sono questi incubi di cui parli!

Ti ringrazio molto, veramente felice che ti sia piaciuto. Gli incubi di cui parlo sono in realtà tutto ciò che mi hanno spinto a fare e a creare questo disco, un concentrato di emozioni (anche piacevoli) che hanno preso vita una volta aperto Ableton Live. Con la parola “incubi” ho voluto racchiudere tutta la sfera emotiva generale (quanta banalità), anche se si, un significato più profondo c’è.

Te l’ho chiesto perché mi sarei aspettato di trovare tracce molto più cupe e tetre, invece parlano quasi tutte di una donna, sbaglio?

E bene si, mi hai scoperto! Ahah, no, è facile pensarlo, anche i titoli in realtà aiutano molto. Gli incubi di cui parlavo prima e la figura femminile: due costanti in questo mondo.

7 tracce senza grosse collaborazioni, eppure il disco sta andando forte (30.000 ascolti su Vimeo)! Tuttavia visto il roster a disposizione di Shablo mi sarei aspettato qualche singolone Hip Hop con nomi “famosi” come Izi.

Sta andando abbastanza bene si, e ne sono molto contento. Ho ricevuto un sacco di complimenti, da colleghi, da amici, da amici-colleghi, ma anche da gente sconosciuta. Molti hanno apprezzato il concept del progetto, un arcobaleno con inizio e fine, e di questo sono felice. Si, su Vimeo è andato forte, siamo già a 40’000! Per questo devo sicuramente ringraziare il team di Hello, Savants! e Morcky (che colgo l’occasione per ringraziare ancora) per la realizzazione del video, veramente dei mostri. Il merito va anche a loro, permettendo di far girare bene il video (Staff Picks su Vimeo), soprattutto in giro per il mondo.

Chi ti ha influenzato musicalmente? In qualche vecchia dichiarazione ho visto che citi Shablo ma anche Kanye West, quindi ti chiedo cosa ne pensi di the Life Of Pablo e del suo recente breakdown

È una domanda molto stronza ahah. Rispondere dicendo “tutti” è altrettanto da stronzi quindi: Flume, Jamie XX, Burial e tutta questa elettronica bass music che va molto ormai da tantissimi anni in tutto il mondo e che in Italia fa fatica ancora a ritagliarsi una fetta. Per rispondere in modo più generale: Shablo e Kanye West, esattamente. Da una parte uno dei producer più importanti e più versatili italiani, dall’altra l’artista folle che non si può non amare. Forse ultimamente ha esagerato, quest’anno ne ha fatte di follie… ma lo si ama anche per questo. Il suo ultimo disco? In realtà ne sono rimasto un po’ deluso, niente a che vedere con Yeezus e quelli precedenti.

Angolo della puttHana, prostituisci il tuo disco

Ascoltate il disco che finalmente vi permetterà di essere tristi e malinconici quando cazzo volete ballando da soli in un angolino della vostra cameretta al buio.

Angolo della sHanpista, regalaci un pettegolezzo

Glafo, David Hoovr o semplicemente Hoovr torna a fare musica, me l’ha detto l’altro ieri.

Angolo marzuliano, fatti una domanda e datti una risposta!

Ora che vivi a Bruxelles, hai imparato finalmente a cucinare? Guarda, la costante è pasta con il pesto, solo perché comprare la pizza qua ti uccide stomaco e portafoglio.

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto