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Manca poco. Come si suol dire: “il Natale è alle porte”. Festività pregna di significati, sacri e profani, e di rituali che sono rimasti pressoché immutati nel corso dei decenni. Tra tutti, devo dire che l’immancabile “pranzo di Natale” è quello che mi ha sempre divertito ed incuriosito maggiormente. Perchè? Tanti i motivi. Partendo dalla sbronza mitologica, passando per le capacità recitative dei parenti in grado di fingere affetto (robe che a confronto Leonardo DiCaprio è un Nino Frassica qualsiasi), per poi arrivare, infine, alle immancabili domande esistenziali legate al tuo futuro che la nonnina di turno (la quale non si ricorda di un cazzo a parte che di chiederti se hai una ragazza/futuro/vita) ti propone tra una portata e l’altra.

Mi sono chiesto: e se la mia famiglia quest’anno fossero i rapper italiani? Quali sarebbero i ruoli?

PAPA’ BASSI MAESTRO

Solido e rassicurante: una certezza. Leader silenzioso che non ha bisogno di aprire la bocca a sproposito ma che, al tempo stesso, quando pensi che la tua famiglia si sia ridotta ad un apostrofo rosa tra le parole bimbo e minchia, sa ancora incidere e rivendicare a pieno titolo la leadership del nucleo familiare.

Rimane schivo e in disparte per tutta la serata salvo poi esaltarsi inspiegabilmente al momento della “Foto di Gruppo”. Immortale.

MAMMA FABRI FIBRA

L’altra colonna portante della famiglia. Con papà Bassi forma la prima coppia pelata di fatto del rap italiano. La mamma è sempre la mamma. La mamma è quella che, d’innanzi ad un problema, saprà sempre portarti “la Soluzione” e non dovrai manco darle dei soldi. E’ quella che non ti fa solo complimenti ma anzi ha l’onestà di dirti quando sei “Bugiardo”. E’ al tuo fianco quando i tuoi amichetti fanno le feste di compleanno e invitano tutti “Tranne Te” e, immancabilmente, ti tiene la mano aiutandoti a scacciare le “Idee Stupide”. Mia mamma è “Il rap nel mio paese”.

ZIO GUE PEQUENO

Non esiste sfiga senza vigile urbano e non esiste un pranzo di famiglia senza uno zio morto di figa. Zio Pequeno è il classico parente che, sarà il look, sarà l’atteggiamento o sarà che ogni natale si presenta con una baldracca moldava diversa, sta un pò sul cazzo a tutta la famiglia. Anche questo Natale è molto probabile si presenti in “tuta di felpa” e che fracassi la minchia a tutti parlando di “business” e di quante tipe ha steso nelle scorse 36 ore. Attenzione però a giudicarlo frettolosamente. Nonostante il look da “Scappato di casa”, è in serate come queste che da il suo meglio regalando, complice l’alcol, perle di saggezza a ripetizione. Tutto sommato un “Bravo Ragazzo”.

ZIA FEDEZ E ZIO AX

Inseparabili come Enrico Papi e la “moooseca”, incarnano appieno lo stereotipo del signore attempato perennemente alla ricerca di carne fresca e depilata, e della bella figa a caccia del nonno babbeo. Non sono le prime nozze per Zio Ax il quale, complici gravidanze inattese a causa di una “spirale ovale” difettosa, aveva già interrotto la sua prima relazione importante con Zia Jad. Si presentano in Ferrari e passano il cenone a rompere i coglioni su come l’inquinamento sia la piaga del nuovo millennio. 

Comunisti col Rolex.

FRATELLO ROVAZZI

In ogni famiglia, quando si hanno fratelli e sorelle, c’è sempre quello ingiustificatamente incensato da tutti e, dall’altro lato, lo stronzo che nessuno si fila più. Se non fosse chiaro tu sei lo stronzo. 2 delle 6 ore del cenone vengono dedicate al successo lavorativo di tuo fratello e di come sia stato “intelligente” nel crearsi la sua nuova attività. Tu lo sai benissimo che tuo fratello ha avuto solo culo e che, se non fosse per la raccomandazione di Zio Ax e Zia Fedez, scaricherebbe le cassette del pesce al mercato, ma non puoi dirlo o passeresti per rosicone. Miracolato.

IL FIDANZATO DI TUA SORELLA EMIS KILLA

Sono anni che tua sorella millanta una relazione con tale Emiliano detto “Emis Killa” e quest’anno, finalmente, si è decisa a portarlo in famiglia. La verità è che tu non l’ha mai incontrato ma qualche anno fa avevi visto alcune sue foto di quando pesava 40kg e si metteva le canottiere fluorescenti. Sei pronto a metterlo in crisi per tutta la sera con battute al vetriolo, se non fosse… se non fosse che quando apri la porta ti trovi davanti l’Ivan Drago di Vimercate. “Cult”urista.

CUGINA ACHILLE LAURO

Ragazza madre“, capelli rosa e una particolare predisposizione alle battute di cattivo gusto sui terremoti. Campionessa mondiale di “parlare quando si dovrebbe tacere”, non riesce a non starti simpatica.

NONNO INOKI

Nonno Inoki è distrutto dal tempo e dalla solitudine. La scomparsa di Nonna Cassano è una perdita da cui non si è più ripreso. Ora passa il tempo a criticare tutto e tutti, a parlare di come si stava meglio nelle “vecchie scuole” e di come queste “nuove” non preparino adeguatamente al mondo del lavoro. Prende la parola più volte durante il pranzo ma in pochi sembrano accorgersene. Sfiatato.

CUGINETTI DARK POLO

Insopportabili, rumorosi e maleducati. Provano a fregarsi tutti i tuoi giocattoli di quando eri bambino e, d’innanzi ad un rimprovero, si mettono a fare dei balletti compulsivi e privi di senso dicendo: “Siamo i nuovi Beatles“.

D’IO DARGEN D’AMICO

Dio Dargen in realtà non è presente al pranzo ma, considerando che la festa è a lui dedicata, dalla mezzanotte circa dovrebbe apparire nei vostri presepi un Gesù in barba e occhiali da sole quest’anno.

Buon Hanale

Diego Carluccio

 

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Diego Carluccio
Diego Carluccio nasce, in tutta la sua presunzione, il 26 ottobre del 1990. Ora di pranzo. Essendo la modestia il marchio di fabbrica della casa, pare abbia dato suggerimenti e consigli su come affrontare il parto allo stesso medico primario. Volendo affossare l’insopportabile luogo comune secondo il quale “dai licei esce la futura classe dirigente”, si iscrive al liceo classico e, sebbene provi a farsi espellere e/o bocciare ripetutamente, consegue l’impareggiabile successo di diplomarsi in 5 anni con un sensazionale 60/100. Da segnalarsi la tesina di laurea: un mix di Ramstein, Marilyn Manson e Neonazismo. Iscrittosi per sbaglio alla facoltà di legge alla statale di Milano, rimane ripetutamente intrappolato all’interno di quel subdolo e tentatore tragitto che connette la fermata “Missori” e l’aula di Diritto Privato. Ritiratosi dai corsi a metà anno, dedica il resto della stagione 2009-2010 al fancazzismo professionistico. Desideroso di ottenere una laurea però, scegli la carriera universitaria che ha il maggior numero di punti di contatto con la disoccupazione perenne: nel 2011 si iscrive al Dams. Laureatosi con il voto di 99/110, in onore dei kg e del numero di maglia dell’idolo di infanzia Antonio Cassano, conclude la propria esperienza universitaria con un tesi dedicata a “Fabri Fibra” e al rap italiano. Prima tesina nazionale a contenere un numero di parolacce superiore a quello dei segni di punteggiatura. Come ogni buon “critico” giornalista che si rispetti, non manca, tra le esperienze del giovane Carluccio, un fallimento artistico. Firma nel 2015 un contratto discografico con una label minore sotto lo pseudonimo di D-EGO MANIA. Il disco “Non è un paese per rapper” riesce nell’ardua impresa di vendere meno copie dell’esordio discografico dei Gazosa. Ora vive a Londra e lavora nell’organizzazione eventi per uno degli hotel più lussuosi della capitale britannica, ma non preoccupatevi: la sua vera passione è dirvi quanto fate schifo.