Kiave, Stereokilling: il ritorno del terrone sulla traccia
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Come si fa a passare da un concept album sullo storytelling a un EP dedicato a punchline e tracce e suoni più raw? Ce lo spiega Kiave con il suo nuovo lavoro: Stereokilling.
Stereokilling è, per l’appunto, un EP di 7 tracce che racchiudono in loro tutto quello che il disco precedente, Stereotelling, di cui in parte è figlio, non è stato.
Stiamo parlando di 7 tracce old school, non tanto per le sonorità quanto più per i contenuti che ci riportano indietro di una quindicina d’anni, quando i problemi del rap si risolvevano con il microfono in mano e non sulle instagram stories.

L’EP è prodotto nella sua quasi totalità da Gheesa, dj ed amico di Kiave che lo accompagna anche in tour, ad eccezion fatta per l’ultimo brano, Eva Braun, prodotto da Freshbeat e che, infatti, è decisamente il pezzo che più si allontana dalle tematiche di Stereokilling.
Ma quali sono queste tematiche di cui parliamo? Sostanzialmente Stereokilling è un lavoro che esprime il malessere di Kiave per il rap di oggi, racchiude la sua sofferenza ed insoddisfazione per molte questioni che lo attanagliano e che vengono analizzate e trattate brano dopo brano, perché, come dice lui stesso, la musica è l’unico modo per esorcizzare i suoi demoni.
Salta subito all’occhio il dettaglio dell’omicidio (musicale, chiaramente) quasi onnipresente in tutti i pezzi (a partire dai titoli: Uccidimi, Serial Killer, Il Tempo Uccide). Stereokilling ha la presunzione di voler risistemare le carte in tavola sulla scena rap, portando in musica un sentimento che è rimasto fin troppo tempo latente nella finta indifferenza del rapper calabro.

Oggi esce il primo singolo, Mani Sporche, che è anche la traccia d’apertura.
Kiave ci ha anticipato che sarà qualcosa di folle e mai visto prima, intanto possiamo assicurarvi che la traccia vale la pena di essere sentita (come tutto il disco d’altronde): 3 minuti di barre senza ritornelli, a tempo e ricchi di punch line e provocazioni.
Mood che torna anche per la traccia successiva, Serial Killer, e in Uccidimi (con la chicca di un campionamento di un canto balinese). Sono pezzi che fanno trasparire una certa misantropia, un fastidio dato dalla società di oggi fatta di brand ed immagini.

L’unica collaborazione è quella di 3 Mc (Mc, non solo rapper) ovvero Don Diegoh, Blob/b ed il giovane campione uscente del Tecniche Perfette Reiven. Fatti la squadra è un pezzo che ricorda qualcosa di una posse track, ma più uniforme e compatta, con il talento del rapper classe ’95 Reiven che viene messo decisamente in luce, anche se, a dirla tutta, la strofa di Don Diegoh ha probabilmente qualcosa in più delle altre!

Gli due brani prodotti da Gheesa sono Il tempo uccide (e no, non parla di Tedua) e Asociale.
Mi soffermo in particolar modo su quest’ultimo pezzo, decisamente in controtendenza rispetto al resto di Stereokilling.
Asociale è, infatti, un pezzo molto intimo, che mette nuovamente in luce con le liriche l’essere fuori asse di Kiave rispetto al rap di oggi; cosa che succede anche con la produzione, in particolar modo sugli attacchi (ascoltare per comprendere a pieno).
C’è anche qualche accenno di storytelling con episodi su Mistaman, Johnny Marsiglia e l’intramontabile Primo Brown.
Stereokilling è un lavoro ruvido che sarà disponibile esclusivamente in formato digitale e che, per fortuna, porta a pieno titolo le firme di Kiave e Gheesa (da cui in futuro ci aspetteremo grandi cose).
E’ esattamente il disco che vi aspettereste mentre lo state scaricando, un pugno sul tavolo di chi si alza in piedi e dice “eh no, questo è davvero troppo”.
Il tutto viene chiuso da Eva Braun, prodotto, come dicevamo, da Freshbeat.
E’ un pezzo che originariamente doveva rientrare in Stereotelling e che quindi si allontana dalle logiche del disco, tuttavia lancia un messaggio forte ha chi ha deciso di “sposare il male”, vendersi consciamente alle major abbandonando i valori della cultura Hip Hop. Che sia una frecciatina a Fedez?

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto