Patto Mc
Patto Mc
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Il suo ultimo disco ImPatto è un lavoro dai toni forti per amanti del genere, un vero album Hip Hop come quelli di una volta. Stiamo parlando di Patto Mc, storico rapper della scena campana e del suo disco che sicuramente richiamerà a molti i valori del rap di una volta!
Nella nostra intervista abbia parlato del suo disco, della scena di oggi e di ieri, di auto-tune…

Parlaci di ImPatto: un album che suona un po’ diverso da quello che sta uscendo ultimamente, ma che in realtà è classico come poche altre cose!

In realtà di classico ci sono solo un paio di beats: quello di Fabio Musta della traccia con Rocco Hunt e quello di Tonico in Arap l’uocchie (Apri gli occhi), poi tutte le altre produzioni sono comunque moderne, suoni freschi, ma sempre rispettando una certa linea; di diverso c’è forse il RAP anzi che il cantato in auto-tune dall’inizio alla fine, io faccio rap music!

Non è però un album leggero, anzi tratta di argomenti non esattamente facili, come ad esempio in Chiù Tuost ‘e Lor: cosa puoi dirci a riguardo?

In effetti io, purtroppo, non sono mai riuscito a scrivere cose solo per divertire, ho questa predisposizione per parlare di strada, del sociale, dei problemi dei ragazzi, le persone, il mondo che ci circonda, l’amore, che forse un po’ mi penalizza, ma cerco di dare sempre un peso ai testi…ci provo almeno. Penso che il rap, a differenza di altri generi, serva per lo più a questo. Il disco è impegnativo, ma si lascia ascoltare. è tosto ma non pesante.
Chiù tuost ‘e lor, parla un po’ del mondo attuale, il terrorismo, ma anche la strada, le prese per culo dei governi, il fumo negli occhi che questa società ci continua a buttare. È stato un bello sfogo, è on line col video.

Tante collaborazione importanti come Rocco Hunt o i 99 Posse: in base a cosa hai scelto i featuring?

Con Rocco ho fatto già qualche canzone, ma quella proprio come dicevo io non ancora, ci voleva solo Musta e il dialetto, ed è uscita una bella bomba Tutt ‘e vie. Con Zulù e i 99 ci sono cresciuto e volevo fare un pezzo con lui, abbiamo realizzato forse il brano più bello dell’album “Distant“, a breve sarà on line il video… sono soddisfatto davvero dei brani che ho realizzato coi feat che ho scelto.

Tra gli altri anche E-Green, uscito anche lui da poco con un disco, che era passato agli onori di cronaca per la scelta di prodursi in crowdfunding. Tu cosa ne pensi? É un buon modo per staccarsi dalle major e cercare indipendenza?

Grande Egreen. un amico che stimo molto sia come rapper sia per la sua mentalità. Abbiamo fatto Dubsmash, un pezzo davvero potente. Ho saputo che molti hanno parlato non bene di finanziarsi in crowdfunding e della sua scelta: ma perché? Ha racimolato 70.000 euro, perciò fanculo! Va bene.
Se un artista da solo riesce a mettere insieme un budget del genere coi fans che lo apprezzano perché no? Se non hai o non vuoi nessuno che ti finanzia e puoi riuscirci cosi, ben venga.

Per le produzioni invece troviamo Tino Coppola: il vostro é un sodalizio artistico che va avanti da molto? Com’è il vostro rapporto?

A proposito di chi ti finanzia, Tino Coppola ha creduto in me, finanziando tutto il mio progetto ImPatto, dall’album, ai video, all’ufficio stampa, mettendomi a disposizione la sua professionalità, conoscenza e affidabilità; è anche il mio editore, si occupa della distribuzione digitale, insomma mi cura dalla A alla Z. Stiamo cercando di fare un buon lavoro su questo album che è ancora all’inizio. Il nostro rapporto è ottimo, siamo amici, ci confrontiamo su tutto, è una persona che vede lontano ed è molto smart, elastico!

Ci voleva proprio uno come lui al mio fianco. Speriamo di fare belle cose. Noi ci proviamo.

Visti i recenti dissin’ tra alcuni rapper e visto il tipo di album che hai fatto non posso non chiederti cosa ne pensi di questa faccenda della “nuova scuola” ed il modo in cui si sta affacciando sulla scena.

“La nuova scuola” auto-tune 100 per 100 senza rap? Guarda, qualcosa mi piace, ma io sono per le rime rappate. L’auto-tune va bene, ma secondo me sta bene solo per i ritornelli, i bridge… ascoltare un disco intero in questo stile non ce la faccio ancora. Ma ognuno faccia la musica che vuole. Io non posso fare qualcosa che non mi sento addosso solo perché ora è di moda. Buon per loro. I dissin’…argomento che non amo

Una cosa che mi sono sempre chiesto e che io proprio non riesco a fare é: come può un ragazzo di Milano ascoltare un album di Patto? La lingua non è una barriera per i tuoi ascoltatori?

La maggior parte della gente che ascolta rap non sa parlare inglese, ma ascolta rap americano. È un fatto di suono e il dialetto nostro ormai nel rap è famoso non che il più adatto. Penso che oggi i ragazzi sono più svegli su queste cose. Comunque il nostro dialetto è una lingua, è ora di impararla!

Parliamo un po’ di Patto oltre il Rapper: Fabio Ferro ha esordito nel lontano 96, cos’è cambiato da allora? Cosa ti manca e cosa no?

Oggi è totalmente un’altra atmosfera, una volta c’era un altro ambiente e soprattutto era di nicchia. Anche l’abbigliamento è cambiato. Le jam, non esistono più, ora ci sono i concerti rap, e ora il pubblico è tantissimo, e rischia di far atteggiare spesso un branco di ragazzini che solo perché sono acclamati e fanno quattro rime pensano di essere tosti, ma sono solo ragazzini che non sanno ancora nulla della vita, spesso nemmeno quello che dicono. Parlano di pistole, fanno i fighi, li vorrei vedere in determinate situazioni, ma lasciamo stare. Mi mancano i miei amici, quando non avevamo pensieri e facevamo freestyle con il blaster, a bere birra, fumare, insultarci, scherzare, come se tutto andasse bene; eravamo in tanti, oggi dispersi nei nostri impegni, doveri ecc

Possiamo parlare di ImPatto come di un disco di maturazione: cosa ti ha spinto a scriverlo, o meglio, cosa ti ha influenzato?

La spinta di sempre, l’esigenza di rappare, raccontare, sfogare. Oggi ho 35 anni, ho avuto una vita movimentata e quando scrivo mettendola in rima entro in sintonia con me stesso e mi sento meglio. Fabio Ferro non mi piace tanto come persona, a volte, meno male che c’è Patto.

Passiamo alle nostre famose domande hanali!

Angolo MarzulliHano: fatti una domanda e datti una risposta

Patto che cazzo fai a fare ancora rap con tutti sti rappers di 20 anni che sono famosi con tre canzoni?
Non lo so.

Angolo della SHanpista: regalaci un pettegolezzo!

lo sapevate che la maggior parte dei rappers non sa fare freestyle?

Angolo della PuttHana: prostituisci il tuo disco!

Comprate il mio nuovo album perché è differente, perché finalmente ho raggiunto quasi il livello che volevo e perché spacca. Ascoltare per credere!
Bella ragazzi, grazie dell’intervista!
Patto

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Giacomo Jack Frigerio
Classe 1993, Giacomo Jack Frigerio vide per la prima volta la luce in Monza e da allora vi vive più o meno stabilmente. Dopo un percorso scolastico travagliato capisce che le cose che li vengono meglio sono scrivere e sputare sentenze; da allora si dedica ossessivamente a queste due. Opinionista per Hano.it dal 2015 e frequentatore assiduo di osterie, trattorie e vinerie; tra i suoi hobby potete trovare: l'hip hop, la musica, le tavolate di amici, poltrire e guardare la pioggia da un luogo asciutto