Le strade sbagliate di un cavaliere senza re
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Grido is back” è il claim che gira da un po’ sul web e sui profili social di Grido, il motivo è legato all’uscita del suo prossimo album intitolato “Segnali di fumo”.

Dopo la rottura della vecchia formazione dei Gemelli DiVersi, Grido si prende una pausa di due anni per poi tornare come Weedo, un Peter Papà che brucia il giubbino della sua vecchia band per l’etichetta discografica del fratello maggiore.

“Chi brucia la propria bandiera sputa nel piatto dove ha mangiato” recita così una delle (troppe) critiche rivoltegli, ma quel gesto ha una profondità che si lega a una tematica che fa da fil rouge fra tanti suoi lavori. Sguardo fisso a mo’ di sfida e fantoccio infuocato alle spalle in una periferia che sembra una campagna: Grido vuole ricominciare tutto da capo, d’altronde lo diceva già proprio nell’ultimo album dei GDV.

Grido sottolinea di non desiderare corone e rivendica la periferia, argomenti già visti in precedenza, nonostante la sua rinascita, che rappresentano un continuum nella sua carriera di cavaliere senza re.

Dopo “Happy Ep!” le cose cambiano nuovamente. Ancora due anni di stop per l’ex pischello della Spaghetti Funk che con la forza degna di Guerre Stellari sale sulla Delorean di quando sognava a occhi aperti davanti a Certi Film per un back to the future al vecchio nome d’arte a.k.a. Grido per poi pubblicare un nuovo singolo dal titolo “Gravità zero” il quale anticipa il nuovo album che non sarà pubblicato per Newtopia.

Pare che si stia lanciando in un’altra sfida ed ecco che ritorna il suo leitmotiv da me prediletto: cadere per poi rialzarsi, avere fiducia in sé stesso, gremire gli occhi di speranza e porre il focus sulla propria motivazione per andare avanti. Tutto è più chiaro con l’ultimo singolo, “Strade sbagliate“, in cui si presenta come un Goonies che rifarebbe ogni singolo passo della sua vita perché ammette che bisogna perdersi prima di trovare la persona che si è davvero.

Seppure le sue ultime canzoni sono di matrice rap con la presenza di suoni elettronici e pop, le tematiche presentate da Grido sono alcune dei fondamenti dell’hip hop e, onestamente, credo che sia estasiante avere un artista che si leghi alle origini di questa cultura mostrando i propri difetti quasi a dire “se ce l’ha fatta uno come me sappi che puoi farcela anche tu”, per questo attendo il suo nuovo album sapendo che, ancora una volta, sarà per me fonte di motivazione.

A volte anche la vita fa paura come un salto nel vuoto e si può decidere di non rischiare, tornare sulla strada più sicura e assopire la propria voglia di volare, oppure puoi buttarti, buttarti nel vuoto e scoprire cosa c’è oltre le tue paure.

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Donato Cerone
Freelance thinker. Adoro l'economia, ma la tradisco con la comunicazione ed il marketing. Amo il rap e l'hip hop culture, ma ho il vizio del rock.