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Emis Killa risponde alle accuse di istigazione al femminicidio

Da pochi giorni è uscito il nuovo album di Emis Killa, dal titolo “Terza stagione” e una delle tracce dell’album, ovvero la canzone “3 messaggi in segreteria” che ha suscitato non poche polemiche per una presunta istigazione al femminicidio a causa del testo piuttosto crudo ed esplicito.

Prima di continuare è doverosa una piccola spiegazione del significato di questo brano. In parole povere parla di una coppia di ragazzi che si è separata e lui (interpretato da Emis Killa in prima persona) perseguita l’ex fidanzata con numerose chiamate e messaggi (da qui il titolo).

Ricevendo da lei la totale indifferenza, il ragazzo prende la drammatica decisione di ucciderla, e nell’ultima strofa viene raccontato il folle percorso di lui verso la casa di lei con l’intenzione di porre fine alla sua vita.

Emis Killa oggi, in un lungo post su Facebook, ha spiegato, con parole ponderate, il perchè di questa canzone, ovvero la denuncia e il richiamo all’attenzione di un problema molto grave e attuale come appunto il femminicidio.

Personalmente trovo che il problema principale non sia il testo della canzone di Emis Killa, per quanto crudo possa essere il suo racconto (come dice lo stesso Emis: un metodo brusco, diretto, cattivo, e soprattutto in prima persona) ma più che altro il problema è l’ascoltatore medio di musica rap in Italia al momento.

Parliamo di un target di età molto giovane, non abituato a recepire messaggi nei testi di musica rap che vadano oltre al farsi le canne o altri modi per sballarsi. Vengono accolte canzoni come “Blunt & Sprite” o “Coca Cola Light” (le bibite gasate vanno per la maggiore) ma un testo forte come questo non lo comprendono a pieno.

Forse avrebbe potuto inserire un’ultima strofa dove chiarisce un pò la situazione, un po’ come fatto da Eminem ai tempi della hit “Stan“, nella quale il rapper di Detroit rispondeva al fan psicolabile per tranquillizzarlo… ma non l’ha fatto, e quindi bisogna rispettare la scelta dell’artista che evidentemente ha giudicato il pezzo costruito in quel modo più adatto a descrivere il dramma del femminicidio.

Emis Killa è un artista con una forte esposizione, è al terzo album in major, inoltre gode della visibilità causata dalla partecipazione alla trasmissione “The Voice of Italy“, insomma è consapevole che i suoi testi arrivano a tante persone.

Soprattutto giovani, e come ha giustamente ricordato una mamma nei commenti al post di oggi, questi giovani spesso ascoltano più le parole dei loro idoli che quelle dei genitori.

Di questo Emis ne è consapevole e spesso mi è capitato di leggere suoi post su argomenti delicati quali la droga, il bullismo ecc.. iniziare con la frase “So che le mie parole arrivano a un pubblico molto vasto e di giovanissimi e quindi…” e da lì partiva a sensibilizzare i suoi fan su un determinato argomento.

Altre volte l’ho visto scrivere la frase “So che io sono quello sbandato, ho fatto le mie cazzate ecc.. però proprio per questo voglio dirvi che…” e quindi non ha mai avuto la pretesa di porsi come modello da seguire, ma sicuramente come persona privilegiata nel poter lanciare un certo tipo di messaggi.

Io a questa cosa ci credo e quindi mi sento di poter affermare che scrivendo un pezzo come “3 messaggi in segreteria” sta facendo un pezzo di denuncia e non certo di istigazione alla violenza.

E anche se ho ** anni più di Emis Killa (c’è un problema coi numerini della tastiera) sono convinto che dai suoi testi posso imparare qualcosa anch’io.

Riflettete e leggete bene i testi prima di sparare contro per un po’ di attenzione.

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Andrea Bastia
Appassionato di hip hop e in particolare di graffiti, disciplina nella quale si è anche cimentato (ma con scarsi risultati). Attualmente gestisce la rubrica Hip Hop Bullshit su Hano e il sito Hiphopmadeinita.it