I 40 anni di Mr. Simpatia Fabri Fibra
I 40 anni di Mr. Simpatia Fabri Fibra

I 40 anni di Mr. Simpatia Fabri Fibra

È tardi, è passata la mezzanotte, non riesco a dormire e sto cercando di scrivere un articolo. Ci sto provando.

Un’idea, poco fa, ha attraversato le segrete della mia testa; le ha girate, le ha percorse da cima a fondo e chissà dove ora sia riuscita ad annidarsi.

Come un topo che impaurito sfugge dalla tentata rappresaglia di un gatto e se ne sta lì, immobile. Ma non vuole farsi trovare, vuole che sia io, con tutta la mia forza, a capire perché è successo tutto questo. Perché questa ‘entita’ impalpabile ha deciso di entrarmi dentro riuscendo a non attivare i miei recettori mentali facendomi solamente pervenire la sua presenza.

Nonostante questo, ha lasciato degli indizi, delle briciole, delle mollichine che, se seguirò con cura ed attenzione, mi permetteranno di arrivare al centro del labirinto.

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Ricominciamo. Per ricordare qualcosa che il mio cervello ha deciso di lasciare libera senza un padrone per esprimerla, solitamente, ripercorro i passi fatti in precedenza.

Ero al PC, come sempre. Mi viene in mente un video, degli ‘Applausi’, lo scenario è tendente al rosso e ci sono alcune donne vestite e truccate in modo stravagante. Può essere un inizio. Lentamente ripercorro il percorso mentale che quest’evento mi ha generato. Mi ricordo il mare, un mare che seppur sembra in tempesta mi risulta dolce, un mare che allieta, degli Uomini, più precisamente due amici che guardano il futuro davanti a loro.

Devono essere delle brave persone perché di lì a poco la riva si popola di amici e fratelli. Uno di loro vuole uscire dal giro e parla con un ragazzo che sembra avere 25 anni, 26 forse, dicendogli che può avere tutto ciò che lui ha creato per sé stesso. Al ragazzo, vestito largo e cappellino in testa, brillano gli occhi. In un attimo però il cielo si fa nero e vengo invaso da un senso di vuoto, di crudeltà, di schiettezza.

Guardo il calendario alla mia destra che mostra una data segnata in nero: venerdì 17. In un attimo mi sento come un bambino a cui dicono che Babbo Natale non esiste, che è un fatto lapalissiano e che forse prima o poi tutti avremmo scoperto. Ma chi ce lo dice forse lo fa per il nostro bene, perché sognare è bello ma se la realtà è quella, forse è giusto rendersene conto. E probabilmente, per quanto crudele possa essere, è giusto così.
Riflessioni filosofiche a parte, proseguo col mio percorso mentale.

Sto raccogliendo gli indizi giusti, lo sento. Immagino il mio corpo nella mia mente. Lo immagino camminare al buio, che si fa strada seguendo delle lucciole che indicano e illuminano lentamente la strada. Incontro un uomo, capelli rasati, che si veste largo che prima millanta di aver tradito i suoi seguaci, poi dice di odiare sé stesso e di considerarsi un bugiardo. Fra me e me penso : “Non voglio mai essere come lui.”. Assomigliava al ragazzo che ho visto prima.

Le immagini diventano sempre più nitide. Ci sono delle persone che cominciano ad additarmi, sono tante, sono tutte intorno a me. Sono talmente vicine che potrei disegnare su un foglio le loro facce. Sembra che tutti vadano nella stessa direzione e che abbiano capito qualcosa che fa parte della cultura o di una delle sue migliaia di sfaccettature. Sembrano tutti avere chiaro quel concetto che li muove, sembrano tutti uniti. Hanno capito tutti, tranne me. Ed è per questo che nasce un conflitto : senza armi, senza oggetti contundenti ma fatto di parole, di voci, di testi scritti. Un attimo di panico poi scatta la pace.

Ci pensa lui a fare da paciere: l’uomo vestito largo e rasato. Non lo vedevo da un po’. Compare dal nulla, a sorpresa. Lo guardo più da vicino : lo conosco, lo conosco da anni. Gli chiedo di darmi un ultimo aiuto. Cavolo, ci sono così vicino! Finalmente mi parla : “Hai avuto un’amnesia, la soluzione era più semplice di quella che pensavi. Guarda di nuovo alla tua destra.”

C’era il calendario alla mia destra, me lo ricordo. Mi giro, leggo meglio : “Vener…Lunedì 17 Ottobre”. In un attimo mi ricordo perché due ore fa mi sono seduto davanti al PC. Volevo scrivere un articolo per il quarantesimo compleanno di Fabri Fibra. Ormai è troppo tardi, vado a dormire.

Tanti auguri Fabri.

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