"Terza stagione" Emis Killa
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Emis Killa Vecchia maniera Testo Giso Jamil

Nonostante il successo tutto è rimasto com’era
Sono sempre lo stesso, può confermarlo chi c’era
Lunedì sera city deserta, io ancora in giro con gente di merda
Dovrei cambiare, mia mamma ci spera, ma vivo alla vecchia maniera
Questo flow fa come crack, Emis Killa è cult come Buck
Ogni angolo di strada tipo Starbuck
Apro questi rapper a metà come uno StarTAC
Prima di essere una star in ‘sto gioco rap
L’ambizione erano gli etti [?]
Rappresento questa city, ancora sono qua
Se dico Milano pensi prima a me che al Duomo, frà
Non è colpa mia se ho questa mentalità
Da una parte avevo mio papà che dava sempre dei buoni consigli
Ma mi ricordo più gli schiaffi di mia ma’
Fratelli più grandi e mulatti, sopra una ruota col Monster Ducati
Coi randa bastardi, coi vecchi educati, mezzi truccati, cresciuti sbandati, ma pieni di eroi

Frà, ti ricordi la vita com’era? Un po’ più severa
Quando i problemi nascevano in strada, mica da una tastiera
Pensavo avrei fatto qualche anno in galera, quale carriera
Chi se ne frega di una nuova era, io ancora vivo alla vecchia maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Chi se ne frega, io ancora vivo alla maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Vecchia maniera, io ancora vivo alla vecchia maniera

Vecchia maniera: senza tastiera
Vengo e ti dico il problema
Senza problema, Giso non chatta
Ti guarda in faccia e poi te lo spiega
Vecchia maniera: Rimas Kaukėnas
Non mollo mai fino alla sirena
E dimmi come fai a non farti pena
Io non cambio più: sono una bandiera
Ho fatto lavori così logoranti che ho perso la schiena
Sedici ore, meglio in miniera, e ho scritto quel disco di sera
E Cristo dov’era? Forse non c’era
Forse c’aveva problemi più grossi
Noi che portiamo la croce ogni giorno, ma di noi poi non ti ricordi
E dico ciò che dico perché dico il vero
Amico, mi ricordo di Emiliano senza un euro
E ora parla di euro, e sai, mi rende fiero
Sì, mi rende fiero perché so che dice il vero, boy
E fosse per noi manco avremo uno smartphone
Ma in ‘sto lavoro un po’ ti tocca usarlo

Frà, ti ricordi la vita com’era? Un po’ più severa
Quando i problemi nascevano in strada, mica da una tastiera
Pensavo avrei fatto qualche anno in galera, quale carriera
Chi se ne frega di una nuova era, io ancora vivo alla vecchia maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Chi se ne frega, io ancora vivo alla maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Vecchia maniera, io ancora vivo alla vecchia maniera

Seduto in una sauna a petto nudo
Potrei fare educazione siberiana
Con mio padre do rispetto per la famiglia
Ho fatto educazione siciliana
Io vengo dal basso, dal nulla, dal niente
Dal vuoto del frigo di casa di Peppe
Da pare che mettono in terra i ginocchi
Da un buco di stanza a misura per topi
Baida, è tipo un gatto, quindi te, la strada sono io frà, mica te
Tra me e te un separé, baida, è come Ali Bomaye
Son cresciuto senza soldi, paghi tu
Non ci frega che sia Radio Marilù
Dai palazzi di San Vito a Malibù
Convertire una Big Babol in Majin Bū
Vivo alla vecchia maniera: prima del cibo preghiera
L’oro che ho in bocca miniera, stesso palazzo e ringhiera
Ogni sera qualcuno che sclera, col rischio di andare in galera
Come per tutti gli amici di zona
Qualcuno si è fatto soltanto una sera, qualcuno che dentro si è fatto il diploma

Frà, ti ricordi la vita com’era? Un po’ più severa
Quando i problemi nascevano in strada, mica da una tastiera
Pensavo avrei fatto qualche anno in galera, quale carriera
Chi se ne frega di una nuova era, io ancora vivo alla vecchia maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Chi se ne frega, io ancora vivo alla maniera
Vecchia maniera, vecchia maniera
Vecchia maniera, io ancora vivo alla vecchia maniera

Emis Killa Vecchia maniera Testo Giso Jamil

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